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Grazia Di Michele e Giovanni Nuti

Una storia d’amore – Grazia Di Michele e Giovanni Nuti cantano Luigi Tenco e Dalida

L’uscita, nello scorso novembre, di Una storia d’amore – Grazia Di Michele e Giovanni Nuti cantano Luigi Tenco e Dalida, non poteva passare inosservata, per la caratura artistica dei due interpreti, la monumentale statura di quelli “coverizzati” e per la qualità delle interpretazioni di ogni brano, che ci arrivano da un tempo lontano, nel quale prendeva forma e misura la canzone d’autore. Sedici canzoni alle quali si aggiungono due inediti, Piccole e grandi cose di te e Per la cruna di un ago (entrambe scritte da Grazia Di Michele e musicate da Giovanni Nuti), a perimetrare e riassumere efficacemente questo progetto discografico uscito per la Nar Internationtal.

Un disco che non celebra soltanto i fasti artistici di due grandi esponenti della canzone italiana come Tenco e Dalida, ma romanza, riuscendoci, la loro dimensione più personale, quella breve, intensa e contrastata storia d’amore, nata forse per esigenze discografiche, ma via via trasformatasi in un sodalizio di anime in chiaroscuro, molto indagato dalle cronache del tempo e mai definitivamente qualificato. La stessa scelta dei brani (molti sono necessariamente stati tenuti fuori da questa raccolta) sembra rispondere a quest’esigenza, avendo colto i due interpreti quelle canzoni che, oltre a rappresentare le rispettive traiettorie artistiche, ne descrivono anche la vicenda umana, la ridda di sentimenti e passioni che intersecarono le dimensioni personali dei due protagonisti. In una sola parola, l’amore.

 

Queste premesse portano ad individuare nel lavoro artistico di Grazia Di Michele e Giovanni Nuti un duplice aspetto: da un lato le interpretazioni, certamente personali ma senza manipolazioni ed appesantimenti, dei grandi successi dei due artisti, e dall’altro le suggestioni dei due interpreti, declinate appunto nella libertà artistica, espressiva ed evocativa dei due brani inediti, che scrutano e ripercorrono gli aspetti più personali del sodalizio, non soltanto artistico, di Luigi Tenco e Dalida. In particolare, in Piccole e grandi cose di te, si dischiude efficacemente il loro intreccio di vita e di arte, col rapido e naturale fluire dei testi e della musica che, come dichiarato da Nuti e Di Michele, si sono susseguiti e formati in poche ore, tanta era la loro compenetrazione con le vicende e i personaggi, le loro canzoni e la loro vicenda umana.

Di Luigi Tenco nulla è stato sottaciuto in questi cinquanta e più anni dalla sua tragica fine. Dire che egli trasfuse nella forma canzone una rivoluzionaria semplicità - una narrazione ancorata all’esistenza, e spesso anche alla sofferenza e alla solitudine, adoperando un lessico sfrondato dai barocchismi e dalle convenzioni degli anni sessanta - rappresenta un’evidenza pacificamente riconosciuta, ed in questo senso l’aggettivo “rivoluzionario” non appare inappropriato. Anche il percorso artistico di Yolanda Gigliotti, in arte Dalida, fu tutt’altro che banale: grandi successi canori e di spettacolo, in Italia e soprattutto in Francia, il primo disco di diamante della storia e, per contrappunto, un’esistenza tormentata e costellata di amori “sbagliati” che la condussero alla depressione e, vent’anni dopo i tragici fatti di Sanremo, al suicidio.

Tornando al merito, e quindi a questo disco, apprendiamo che esso non rimarrà soltanto tale, in quanto i due cantautori hanno annunciato che dallo stesso verrà tratto un concerto ed un tour, le cui date sono in via di definizione. E ci torniamo anche per segnalare come l’interpretazione dei brani sia avvenuta “a specchio”: Grazia Di Michele canta Luigi Tenco, mentre Giovanni Nuti interpreta Dalida. Una situazione non scontata, che aumenta l’interesse per l’ascolto di ciascun brano. Parlare di immedesimazione con l’artista sarà forse fuorviante, ma l’impressione è che i due interpreti siano perfettamente centrati ed in sincrono con i brani, le atmosfere e le suggestioni armoniche e melodiche. Fa eccezione alla regola Ciao amore ciao, cantata in coppia, ma con un arrangiamento che sembra imprimere al brano un tempo più veloce, forse troppo veloce, e con un’intro strumentale che la discosta dall’originale. L’esperimento è piuttosto ardito, ma indubbiamente originale. Particolarmente struggente e riuscita l’interpretazione di Lontano lontano, nella quale Grazia Di Michele supera se stessa, infondendo nelle note e nella voce le suggestioni di quel realistico, eppure trasognato rimpianto, quasi materializzandolo, complice anche un arrangiamento strumentale più che riuscito.
Nel disco hanno suonato Josè Orlando Luciano (pianoforte, tastiere e fisarmonica) che ha anche arrangiato tutte le tracce, Emiliano Oreste Cava (batteria e percussioni), Carlo Giardina (basso elettrico e contrabbasso), Simone Rossetti Bazzaro (violino e viola), Marco Brioschi (tromba e filicorno) e Massimo Germini (chitarra acustica, chitarra classica e mandolino). 

Un lavoro di ottima fattura, certamente per la qualità del cantato e del suonato, ma anche per l’utile e gradevole “ripasso” di brani classici e intramontabili della canzone italiana, utile in quanto funzionale a rammentare che è ancora possibile cantare con impeccabile intonazione, scandendo le parole, senza troncamenti, languidi scivolamenti e smozzicature di frasi e vocaboli.
Non resta che godersi il disco e, se piacerà, come credo, andarli a vedere live. Io (ma non sono certo il solo), non vedo l'ora.

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In dettaglio

Elenco delle tracce

01. Ciao amore ciao

02. Mi sono innamorato di te

03. Darla Dirladada

04. Angela

05. Diciotto anni

06. Se stasera sono qui

07. Bang Bang

08. Lontano lontano

09. Per non vivere soli

10. Ho capito che ti amo

11. Laissez-moi danser

12. Quelli erano giorni

13. Per la cruna di un ago (inedito Di Michele-Nuti)

14. Un giorno dopo l’altro

15. Non andare via

16. Piccole e grandi cose di te (inedito DI Michele-Nuti)

17. Vedrai vedrai

18. Col tempo

 

Brani migliori

  1. Lontano lontano
  2. Darla Dirladada
  3. Piccole e grandi cose di te