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Sexus et Politica

Mettete i più noti poeti latini, da Marco Porcio Catone a Quinto Orazio Flacco e Publio Ovidio Nasone nelle mani di un musicista del calibro di Antonio Virgilio Savona, il quale decide di creare musiche originali su questi testi e di affidarle a una voce come quella di Giorgio Gaber. Così, nel 1970, nasce Sexus et Politica (I dischi dello Zodiaco VPA 8114), un album destinato a rimanere nella memoria di pochi, ma dal grande valore storico. Quando il disco nasce, Virgilio Savona (più in basso nella foto) è per tutti uno dei quattro del Quartetto Cetra, mentre nella produzione di Gaber stanno nascendo i primi momenti del suo teatro-canzone. Ma Savona, che proviene da studi di musica classica, decide di compiere un’operazione singolare: con un accurato lavoro di ricerca seleziona testi di autori romani vissuti nel periodo che va dalle guerre contro Cartagine fino al 180 dopo Cristo. Poi, decide di metterli in musica dato che, a differenza dell’antica civiltà greca, non esistono testimonianze scritte di composizioni dei latini. Quindi le affida a un cantante che accompagna rigore interpretativo e senso dell’umorismo come Gaber, che trova nelle poesie dell’antica Roma testi rispondenti al suo stile. Versi che vengono evidenziati grazie anche ad arrangiamenti essenziali ma eleganti, curati da Giorgio Casellato, dove sono privilegiati flauto e chitarra. Nonostante siano passati alcuni decenni, la scelta di Savona si rivela azzeccata per l’attualità degli argomenti. È già nostro nemico di Catone si riferisce ad Annibale e alla guerra (Il cartaginese/ è già nostro nemico/ perché chi si prepara/ a muovere una guerra/ pur se non stringe ancora/ un’arma nelle mani/ ma è pronto per colpire/ colpire all’improvviso/ è già nostro nemico), mentre il conflitto per il potere è evidenziato in Dove andare? di Orazio (Siete spinti da un tragico destino/ e i fratelli uccidono i fratelli/ fin quando la terra fu macchiata/ dal sangue di Remo). Tutti i testi sono commentati da un apparato di note con l’inserimento di una bibliografia. Quale disco oggi avrebbe tutti questi pregi? E quale musicista avrebbe il coraggio di un’operazione del genere? 

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