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Davide Van De Sfroos

Yanez

Il nostro è il Paese delle polemiche inutili e quella che ha visto protagonista, suo malgrado, Davide Van De Sfroos, vera sorpresa dell'ultimo Festival di Sanremo, lo ha dimostrato una volta di più. Van De Sfroos da sempre canta in un dialetto (o lingua?) poco conosciuta al di fuori del suo ambito di riferimento e non si capisce perché debba renderne conto a qualcuno. Il suo “datore di lavoro” è il pubblico che compra i suoi cd e che assiste ai suoi concerti. Bene ha fatto l'artista lombardo a stare lontano dalle polemiche dimostrando sul palco la sua eccellente caratura artistica.

Questo nuovo lavoro, Yanez, dimostra che il suo progetto artistico mantiene salde le ambizioni degli inizi. Raccontare storie, descrivere persone, raccontare di situazioni, manifestare emozioni, diffondere malinconie: queste sono le intenzioni di De Sfroos e nella sua scrittura c'è il mondo intero raccontato dalle piccole cose, da immagini del quotidiano dove la memoria è l'elemento che maggiormente insidia il cuore come, ad esempio, in quello splendido viaggio nella memoria personale che è Dona Luseerta.

Come un viaggio nella memoria appare anche Il camionista ghost rider in cui vari artisti accompagnano il viaggio del protagonista. Johnny Cash, Woody Guthrie, Robert Johnson, Jimi Hendrix accompagnano il protagonista di una canzone che Ry Cooder avrebbe avuto il piacere di scrivere. Ad un viaggio nel passato possiamo inscrivere anche le visioni che ricolmano La machina del ziu Toni con le parole che portano l'ascoltatore nel luogo fisico (ed in quello della mente) descritto da Van De Sfroos, così come la figura tratteggiata in Maria sembra apparire in tutta la sua fisicità attraverso le liriche della canzone ed il suono della chitarra elettrica di Fabio Serra.

Ma è Yanez il tema principale, quello che regge l'album e non perché è la canzone presentata a Sanremo ma perché ad un ascolto attento ci si accorge che al suo interno c'è il mondo di Van De Sfroos. Un passato che non passa, una memoria fissata in quello che ha respirato attraverso le proprie esperienze e quelle acquisite per osmosi dal mondo circostante. Un presente che è il punto di equilibrio per rendere il passato oggetto e soggetto da trasformare per poter affrontare il futuro. Un futuro che non si può ipotizzare ma che, certamente, ha in un passato da utilizzare al meglio i suoi punti di forza.

Splendida la tromba suonata da Davide Brambilla che pare racchiudere dentro le sue note tutta la malinconia per un tempo trascorso e, magari, rimpianto. La figlia del Tenente è una intensa e struggente canzone d'amore con la voce di Van De Sfroos che si appoggia, morbida, alle note del pianoforte di Brambilla portandoci per mano all'interno di una storia d'amore che sembra sfuggire ai protagonisti e che si riempie di speranze forse disattese. Dove non basta il mare, coadiuvato dalle voci di varie amici ed amiche, è una sorta di canto di Ulisse che risponde alle Sirene sul tema dell'amore, della vita e della morte. Una canzone, questa che da sola varrebbe, come spesso si dice anche a sproposito, l'acquisto dell'album. Splendida anche per l'incedere dei suoni sorretti dall'Hammond B3 e dal Wurlitzer 200 suonati da Brambilla.

Yanez non è un album semplice, nonostante le musiche accattivanti. Yanez è un album fondamentale per la carriera di Van De Sfroos perché in questo lavoro si incontra una sorta di riassunto della propria carriera con l'idea di trovare la strada per il futuro. Un futuro artistico che ha le radici solide nelle storie raccontate e nella memoria come serbatoio infinito di variabili e possibilità. Nel panorama odierno della canzone d'autore Van De Sfroos è certamente uno degli artisti più importanti, dotato di una scrittura unica e “sciamanica” perché entra nell'anima e ti lascia quella sana e necessaria malinconia che, spesso, il quotidiano ci fa smarrire e della quale sentiamo la mancanza quando vogliamo tornare un po' “bambini”.

Una segnalazione particolare nei confronti del suono complessivo dell'album. Suoni pregnanti che entrano rapidamente nella memoria ai quali, presumo, il bravo Marco Vignuzzi, liutaio, musicista, produttore e, aggiungo, persona squisita, avrà certamente dato il suo prezioso contributo. 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Davide Van De Sfroos e Alessandro Gioia
  • Anno: 2011
  • Durata: 64:39
  • Etichetta: Universal

Elenco delle tracce

01. El carneval de Schignan

02. Dona Luseerta

03. Il camionista ghost rider

04. Long John Xanax

05. La machina del ziu Toni

06. Maria

07. Yanez

08. El pass del gatt

09. Setembra

10. Dove non basta il mare

11. Il reduce

12. La figlia del tenente

13. Blues di Santa Rosa

14. Ciamel amuur

15. Rosa del vento

Brani migliori

  1. Dona luseerta
  2. Yanez
  3. La figlia del Tenente

Musicisti

Davide Van De Sfroos: voce, chitarra acustica, chitarra elettica, armonica Angapiemage Galliano Persico: violino, viola Davide “Billa” Brambilla: fisarmonica, organo Hammond B3, tromba, piano Wurlitzer 200 Paolo Legramandi: basso, ukulele, basso acustico Marcello “Bread” Schena: batteria, tom toms Marco Vignuzzi: chitarra elettrica, chitarra acustica, banjo, chitarra acustica 12 corde, ukulele, dulcimer, bouzouki, mandolino, pedal steel guitar Maurizio “Gnola” Glielmo: chitarra elettrica Francesco Piu: chitarra elettrica, banjo Robi Zonca: chitarra elettica Alessandro Gioia: batteria Paolo Costola: chitarra elettrica Alessandro Gioia: shaker, tamburino, batteria, harmonium, pianoforte, percussioni, cabasa, grancassa, rullante, piatti, piano Wurlitzer 200 Claudia Lissoni: corno francese Paolo Antonetto: violoncello, contrabbasso Francesco “Sbibu” Sguazzabia: percussioni Antonio Maschio: lap steel guitar Fabio Serra: chitarra elettrica Alberto Gioia: organo Hammond B3 Michele Brambilla: clarinetto Andrea Civetta: clarinetto Dario Civetta: tromba Francesco Dolzadelli: tromba Samuele Aquistapace: trombone Pietro Bertoni: trombone Paolo Poncini: Euphonium Walter Borromeo: tuba Luigi Maieron: voce Patrizia Laquidara: voce Roberta Carrieri: voce Peppe Voltarelli: voce