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Antonio Agnello

Vecchia biro

Antonio Agnello di Patti (Messina), un diploma in chitarra al Conservatorio, un progetto live originale dal titolo Non solo ironico e anni di concerti in duo e in trio alle spalle, esce con il suo primo album Vecchia biro per l’etichetta indipendente Isola Tobia Label di Carlo Mercadante, uno che di progetti originali e un po’ anomali ne sa parecchio (Mercadante sì, proprio quello dell’Agricool tour e dell’“album a rate”, per intenderci).

Un giorno fui conquistato dalla voglia di rappresentare su carta delle emozioni. La musica mi era già compagna e di lei me ne approfittai” spiega Agnello in una nota di copertina, e quindi pensiamo a quest’album come un’esigenza espressiva personale, una sorta di raccolta di “appunti”, di tracce che in seguito hanno iniziato ad espandersi in un percorso artistico più definito che avrà modo di ampliarsi ulteriormente con sicuramente buoni risultati. Il disco è infatti un collage variegato e molto colorato di canzoni diverse fra loro per ritmo e intensità, sostenuto da un’interpretazione vivace, spesso ironica e a tratti quasi teatrale. Il brano Fumare uccide, una divertente ballata che ha anticipato l’uscita dell’album, del quale è stato realizzato un videoclip, ne è già un interessante esempio. (clicca qui per il video)

La varietà di temi e ritmi appare evidente fin dal brano posto in apertura del disco Contrasti e si sviluppa poi nel corso dell’intero lavoro con una alternanza di stili un po’ insolita ma piacevole, che rende l’ascolto vario e coinvolgente. Si passa attraverso atmosfere retrò di brani come Mestieri in estinzione, Infiniti petali (un charleston simpatico e divertente anche nell’interpretazione vocale), si incontra il jazz di Dipinto rosso (uno dei brani migliori) e c’è anche un velato omaggio a Domenico Modugno in Chitarra ironica in cui l’abilità di musicista è in primo piano, così come nello strumentale Preludio, piccolo gioiello di virtuosismo chitarristico. Uno degli episodi più intensi è rappresentato dal brano che chiude l’album, L’immagine dei tempi, un blues molto espressivo con note dolenti di contrabbasso e un testo interessante sull’esistenza dell’uomo e sullo svolgersi del tempo: “in futuro il passato è presente? In futuro qual passato è presente?” è il quesito che Antonio Agnello ci lascia irrisolto alla fine, immediatamente prima della conclusione con un ironico e sdrammatizzante giochino di parole sullo scrivere (canzoni, presumiamo) con una vecchia biro che pare quasi volersi “ammutinare”.

Nell’album, testi, musiche e anche gli arrangiamenti sono dello stesso Antonio Agnello, così come il suono di tutte le chitarre, classiche acustiche ed elettriche. Ottimi gli interventi di Luigi Lo Curzio e Paolo Benelli al basso e contrabbasso, e di Simone Martino alle percussioni.

È questa una prima uscita discografica sicuramente positiva per Agnello, eclettico cantautore e musicista talentuoso, che ci auguriamo potrà avere un seguito e una crescita stilistica anche oltre alle performance live già molto accattivanti e di impatto sul pubblico.

(foto Margherita Biondo)

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Antonio Agnello
  • Anno: 2017
  • Durata: 42:00
  • Etichetta: Isola Tobia Label di Carlo Mercadante

Elenco delle tracce

01. Contrasti
02. Fumare uccide
03. I mediterranei
04. Mestieri in estinzione
05. Preludio
06. Chitarra ironica
07. Infiniti petali
08. Dipinto rosso
09. Quartiere Miao
10. L’immagine dei tempi

Brani migliori

  1. Fumare uccide
  2. Dipinto rosso
  3. L'immagine dei tempi

Musicisti

Antonio Agnello: voce, chitarre, kazoo   -  Simone Martino: percussioni  -  Luigi Lo Curzio e Paolo Benelli: basso  -  Raffaele Tindaro: piano  -  Lorenzo Parracino: sax  -  Giovanni Todaro e Michele Fortunato: fiati -  Andrea De Martino, Roberta Rosato e Fabrizia Pandimiglio: archi