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Lanzafame, drummakkine

Torino è in Piemonte

Marco Donelli è Lanzafame, drummakkine, nato a Bologna dove, per 10 anni, ha suonato con i #divanofobia, girando per i locali di varie città, in Italia ma anche in Polonia, dove esiste un mercato molto attivo verso il blues e la musica indie. Ha vissuto a Torino per qualche tempo, lí ha conosciuto Gabriele Pacelli de Il Salotto Privato studio, con il quale ha cominciato a sviluppare il progetto di Lanzafame. Insieme hanno riesumato canzoni precedenti di Marco Donelli, le hanno accostate a nuovi brani scritti da Lanzafame tra Torino e Bologna e quindi hanno proposto il lavoro alla Synth Tonic Records, etichetta discografica bolognese. Con molta lungimiranza l’etichetta ha deciso di pubblicare, nel maggio del 2021, Torino è in Piemonte, disco di esordio di Lanzafame, drummakkine.

Il titolo non si riferisce solo ai due luoghi di riferimento per Marco ma è ispirato anche dal verso “Torino che è in Piemonte”, della canzone Mela di scarto di Lucio Dalla, su testo di Roberto Roversi. E proprio di questa canzone il cantautore bolognese ci regala una cover in chiusura dell’album, che ben si inserisce nel contesto meditativo del disco. Mela da scarto ci dà lo spunto per notare come il titolo di questa canzone sulla copertina di Anidride Solforosa di Dalla appaia con il titolo di Mela di scarto, mentre nei testi inseriti all’interno dell’LP risulti come Mela da scarto, lo stesso titolo attribuito al testo dal suo autore, il poeta Roberto Roversi, sul suo sito internet. Lanzafame ammette di essersi nutrito musicalmente soprattutto di Verdena, Radiohead, Offlaga disco pax, Generic animal, Grizzly bear, mentre a noi sembra di percepire anche la presenza spirituale di Vasco Brondi, che aleggia sul disco alla maniera delle figurine volanti di Chagall. Diciamo che Torino è in Piemonte è da sviscerare gradualmente, non è un lavoro facile, richiede attenzione e concentrazione. L’approccio elettronico è senz’altro molto ben calibrato, troviamo echi probabilmente involontari dei Magazine, soprattutto nel brano Ken Parko. L’ambiente malinconico dell’album (musica + testi) resta aperto ad improvvisi slanci e sussulti, così da evitare cali di concentrazione nell’ascoltatore, fattore di rischio in questo tipo di progetti musicali. Ne è un esempio il secondo brano, molto lungo, Le seghe mentali dell’orso Grizzly, che cattura l’attenzione proprio in virtù della struttura articolata della canzone. Interessante anche la dinamica dei testi, originali ed espressi in una sorta di stream of consciousness, che nascono, come sostiene il suo autore, da aneddoti del Ventennio e da seghe mentali (non solo sue).

Un disco che sicuramente colpisce, in alcuni tratti musicalmente morbido (Speed) in altri straniante, di certo capace di far riflettere e comunque disorientante sia rispetto al sistema sia rispetto al concetto sempre più variegato della musica indie. Un consiglio quindi, ascoltatelo.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Marco Donelli – Gabriele Pacelli
  • Anno: 2021
  • Durata: 37:24
  • Etichetta: Synth Tonic records

Elenco delle tracce

01. L’intervista

02. Le seghe mentali dell’orso Grizzly

03. Ken Parko

04. La spia

05. Muccioli

06. Speed

07. Detesto

08. Mela di scarto

Brani migliori

  1. L’intervista
  2. Le seghe mentali dell’orso Grizzly
  3. Muccioli

Musicisti

Voci e musica: Lanzafame, drummakkine – Arrangiamenti, tromba, mix e master: Gabriele Pacelli