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Quando si dice che qualcosa nasce dal “basso”, possiamo pensare subito a due cose. La prima è che dalle quattro corde del basso, dalla ritmica, può nascere una canzone (e gli ...

Enrico Bollero

Sulle strade della vita (Volume Uno)

Ho conosciuto Enrico Bollero quasi per caso. Era il 25 aprile di quest’anno ed ero stato invitato al concerto ‘La terra dei liberi’ da Giorgio Cordini, che avrebbe diviso il palco di Brescia con Enrico Bollero, supportati da un’ottima band (Carlo Cantini, Max Gabanizza, Alberto Venturini e Livio Marconi). Bella serata, di musica e libertà, nella quale Bollero mi aveva colpito, per la voce calda ma soprattutto per il piglio e il tiro diretto dei testi, belli e d’impatto, infarciti da qualche espressione colorita, adatta comunque al testo. All’uscita l’avevo salutato e avevo scambiato due parole con lui, senza troppi fronzoli. Ci siamo poi rivisti fa e mi ha dato questo doppio album antologico, Sulle strade della vita (Volume Uno), regalandomi anche il precedente disco (con la sua band, The band of brothers), “Le cose devono cambiare”, del 2022.

 

Non sono un amante delle antologie ma questa è particolare, è un album che vuole fare il punto delle puntate precedenti, raccogliendo i brani più significativi dei quattro album che vanno dal 2015 al 2019: “La confessione” (2015), “Militari in partenza per Hollywood” (2016), “Il cielo minimo” (2017) e “Prigioni” (2019), con l’aggiunta di tre bonus tracks, “per dare anche una idea dei miei nuovi orizzonti musicali e gli sviluppi del mio songwriting”, scrive lo stesso Bollero nel libretto che presenta il doppio cd. Enrico Bollero, nato a Desenzano ma cresciuto a Torino, una militanza nella Primavera calcio del Torino (con gente come Zaccarelli e Novellino), una laurea in filosofia con alcuni anni di insegnamento e tanta musica nel cuore, per inseguire i sogni e cercare di tradurli in vita reale. Una antologia particolarmente ricca, che riesce a dare una visione completa di questo cantautore un po’ rock e un po’ classico, amante delle belle melodie e dei testi scritti con cura. Un disco pieno e che riempie cuore e orecchie, pieno di suono, di riflessioni, di libertà desiderata e di libertà rubata, che ha il sapore un po’ malinconico di chi non ha paura a guardarsi dentro e nemmeno a voltarsi indietro per recuperare i ricordi, perché ha la certezza di avere in ogni caso un orizzonte sconfinato davanti a sé. “Gli amici stanno insieme a me, gli amici bevono con me”, è questa la frase che chiude il primo disco, cantata nel brano Ritorno a Fénis, che è una lunga ballata esistenziale, il ricordo di un’amicizia che si sviluppa attraverso i ricordi di volti e nomi ben precisi, di vite vissute insieme, di esperienze maturate in compagnia. I ricordi sani di un tempo che è passato ma che è ancora ben presente nel cuore di Enrico. Un pezzo straordinario, suonato alla perfezione, che riempie il cuore di sottile malinconia ma al tempo stesso regala una grande fiducia nell’uomo e nei suoi valori migliori.

 

Enrico Bollero ‘ha tutte le carte in regola’ per entrare nel cuore degli amanti della canzone italiana, poi ognuno potrà giocare a trovare in lui riferimenti diversissimi, che vanno dal cantautorato italiano al rock a stelle e strisce, con germi della malinconia di Enzo Jannacci e la voglia di cantare (e qualcosa della voce) di Adriano Celentano, ma anche lo slancio sociale e umano di Cristiano De André, l’immediatezza di Ciampi e il senso di amicizia e di comunità di Bruce Springsteen e della sua E-Street band (con il sax di Mauro Negri che ricorda tanto quello di Clarence Clemons, in Di nuovo giorno). A dirigere e produrre il disco con Bollero è “quel gran genio del mio amico” che si chiama Carlo Cantini, violinista straordinario che nel disco suona anche il violoncello e la fisa. Grande musicista mantovano (qui in alto in una foto di repertorio di Pierangelo Gatto), tra i migliori in Italia, nonché amico di Enrico Bollero, da lui incontrato quando dalla Sabaudia ha fatto ritorno a casa, zona lago di Garda.  Struggente il brano Un fiore strappato, dall’incipit battistiano, con il violino lancinante di Carlo Cantini che fa venire i brividi. Un paio di tracce dopo troviamo Bollero impegnarsi in una canzone aperta e melodiosa come Il grande fiume del silenzio. Non c’è bisogno di svelare tutte le canzoni, ognuna porta con sé un tratto saliente, i testi sono da ascoltare con grande attenzione, sono profondi, mai banali, ben scritti, sociali, intimi, sono certamente la forza di Enrico Bollero attorno ai quali riesce a costruire canzoni dai ritmi e dai sapori diversi, spesso lunghe ma mai noiose, che hanno dentro la caratteristica tipica delle canzoni di sostanza, destinate a durare nel tempo: quella di crescere e farsi apprezzare sempre di più man mano gli ascolti aumentano. Difficile trovare lacune in questo album, suonato ottimamente con una varietà di stili, umori e sensazioni come raramente capita di ascoltare.

Un disco che conferma Enrico Bollero come uno dei migliori cantautori rock italiani di oggi e ci restituisce la fragranza di un genere che gode di ottima salute e che deve solo ritrovare occasioni per avere maggiore visibilità. E visto che il mainstream insiste con il proporre musica preconfezionata a pioggia, sta alle piccole realtà far ripartire dal basso la rivoluzione dettata dalla musica veramente indipendente. 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Enrico Bollero e Carlo Cantini 
  • Anno: 2023
  • Durata: 108:29
  • Etichetta: EBC music – Digitube Studio

Elenco delle tracce

Disco 1

01. La confessione

02. Questa è già la fine

03. Son nato d’Inverno

04. Domani è un altro giorno

05. Militari in partenza per Hollywood

06. Figlio della libertà

07. L’amore ai tempi del nulla

08. I fratelli Bollero

09. Aspettando Che Guevara

10. L’urlo e l’eco

11. Ritorno a Fénis

 

Disco 2

01. Il vento degli ultimi

02. Di nuovo giorno

03. Prigioni

04. Controvento

05. Nei cieli di Sirmione

06. Un fiore strappato

07. Uomini e numeri

08. Il grande fiume del silenzio

09. Le stelle di Roccafranca

10. Il cammino

11. Il nemico dentro 

Brani migliori

  1. Ritorno a Fénis
  2. Un fiore strappato
  3. I fratelli Bollero

Musicisti

Parole e musica di Enrico Bollero;

Enrico Bollero: voce, chitarra acustica;
Carlo Cantini: violino, violoncello, fisa;
Fiorenzo Delegà: basso elettrico e chitarra elettrica;
Livio Marconi: chitarra elettrica e acustica 6 e 12 corde;
Pietro Benucci: batteria e percussioni;
Mauro Negri: sax;
Mario Lino Rossi: pianoforte, tastiera, armonica;
Lorella Sacconi, Edoardo Cantini: cori;
Emanuele Conte: chitarra elettrica, voce;
Moris Pradella: chitarra elettrica e acustica, cori, armonica;
Edoardo Cantini, Teo Bellini, Jim Fog, Claudio Lugli: chitarra elettrica;

Progetto grafico: Fiorenzo Delegà, da un’idea di Enrico Bollero;

Foto dei musicisti (libretto): Enrico Bollero, Giuseppe Verrini e Mauro Farina