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Marco Mati – Stefano Morelli

Split

Split letteralmente significa scissione, spaccatura ed è anche il titolo dell’album che l’etichetta romana Lapidarie Incisioni sceglie per dare voce a due anime musicali differenti, riunite in un unico disco nell’intento di dare visibilità a due artisti esordienti assai meritevoli. E lo fa suddividendo il disco in Lato A e Lato B, come succedeva per i vinili di vecchia memoria e forse mai passati di moda.

Il lato A presenta il cantautore Marco Mati (al secolo Marco Iannello, milanese di nascita ma residente a Roma) in sei brani, tutti in inglese tranne uno solo in italiano (Nuda). Partendo dai suoi punti di riferimento musicali più cari quali Ben Harper e Eddie Vedder tra gli altri, Marco è alla costante ricerca di un linguaggio personale e lo fa muovendosi agevolmente tra reggae, soul, rythm&blues e funky. Il suo approccio è luminoso e colorato, con una voce graffiante e potente.
Innamorato della vita e della musica fin da piccolo, Marco porta con sé il sole: “Sun is rising and I wake up in a new day’s light, Like always he tried to reach his moon last night, Lay down your hand in mine, Your gentle touch make me feel inspired - Il sole si sta alzando ed io mi sveglio nella luce di un giorno nuovo. Come sempre ha provato a raggiungere la sua luna questa notte, Posa le tue mani nelle mie, Il tuo tocco gentile mi dona ispirazione”(Out of my hands) e rivendica l’etica del sogno e la forza della musica: “Righteousness is the big progress, Undress yourself of all overage riches, Let your music flow, become the cornerstone, Yes you can reach it! - Virtù morale è progresso, Spogliati di tutte le ricchezze superflue, Lascia che il flusso di questa musica diventi il punto di partenza, Ci puoi riuscire!” (Diamonds and gold)
Nel 2014 partecipa all’11ª edizione del  concorso L’Artista che non c’era e approda alla fase finale della gara che si svolge al Cpm a Milano, riscuotendo un consenso generale da parte degli addetti ai lavori presenti in giuria, con il solo suggerimento di provare a staccarsi dalle varie influenze a cui facevamo riferimento prima per cercare una sua strada più personale, date le evidenti qualità musicali e testuali.
Il brano che chiude la prima parte del disco a lui dedicata è September comes, il cui titolo sembra evocare il passaggio al “lato” successivo e a sonorità decisamente più “settembrine”. Ma si sa, nelle belle persone è bello anche l’autunno e Stefano Morelli ci prende per mano e dolcemente ci conduce nel suo viaggio, più notturno, ma sempre con la luminosa speranza di trovare un luogo fisico e mentale che possa prima o poi diventare per lui “casa”.

Napoletano in continuo vagabondaggio in giro per il mondo, Stefano racconta le sue storie di viaggiatore  in modo convincente sia in italiano che in inglese con testi intrisi di poesia. Malinconici  sì, ma non tristi: forse la parola che meglio descrive il suo approccio alla musica è la Sehnsucht, concetto straordinario ed intraducibile per quanto pregno di mille significati che riporta allo “struggimento” dello spirito romantico tedesco. Lui stesso dice di sé, in occasione di un’intervista radiofonica a Radio Siani nel maggio 2014, parlando del suo suo brano Colors: “io scrivo sempre quando sono un po’ blu, per me è un modo terapeutico per buttar fuori, mentre quando sono felice, ricevo”.
La sua canzone più intensa e rappresentativa è Te vulesse, una lettera d’amore a Napoli, città con la quale intrattiene un rapporto di amore ed odio, perché “ogni volta che torno vorrei andarmene e viceversa”, dove però il vero messaggio che emerge è il grande legame con le sue radici: “Aspiett’ n’atu poc e tiempo,‘o tiempo ca torn a m’annammurà, aspiett’ n’atu poc, ma mo t’ ‘o dico, Nun me ne so maje ghiuto, Nun me ne so maje ghiuto - Aspetta ancora un po’, Il tempo che torno ad innamorarmi, Aspetta ancora un po’, Ma adesso te lo dico, Non sono mai andato via, Non sono mai andato via.” E di canzoni così dense di lirismo ed amore per la terra napoletana ce n’è tanto bisogno, ora che siamo rimasti orfani dell’immenso Pino Daniele…
Anche in questo caso, nell’ultimo brano, The other side, Stefano pare in qualche modo invitare a riascoltare nuovamente il “lato A”, come in un unico progetto condiviso.



Condivisione che trova un ulteriore punto di incontro nel brano It happened, non contenuto in Split, e che si trova solo sul web a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=e5EWjMkkfc4 .
Cantato da entrambi, esso raccoglie entrambe le eredità e rappresenta la fusione delle due esperienze musicali. Con quello stesso sguardo rivolto oltreoceano, ma con i piedi ben piantati nelle radici nostrane.

 

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lapidarie Incisioni
  • Anno: 2014
  • Etichetta: Lapidarie Incisioni

Elenco delle tracce

LATO A
1. Out of my hands
2. Diamonds&Gold
3. Nuda
4. Don’t look back
5. Precious feat. Charley Anderson
6. September comes
LATO B
1. Cielo senza nuvole feat. Claudio Gnut Domestico e Dario Sansone
2. Te vulesse
3. Colors
4. The river
5. Mi lascio navigare
6. The other side

Brani migliori

  1. Out of my hands
  2. Te vulesse
  3. Mi lascio navigare

Musicisti

Lato A: Marco Mati: voce, chitarre, cori  -  A. Accardi: batterie  -  L. Piccinetti e C. Anderson (su Precious): bassi  -  A. Nosenzo: chitarre  -  I. Viola, B. Corazza, A. Cortini: cori -  T. Cattano, B. Scardino, F. Ceccarini: fiati
Lato B: Stefano Morelli: voci -  C. DeFabritiis: batterie  -  D. Borsato: chitarre  -  S. Napoli: contrabbassi