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Roberto De Bastiani

Risvolti

Sono pennellate morbide, spesso lievi e delicate, oppure più decise e intense altre volte, quelle che colorano questo disco d'esordio del chiavarese Roberto De Bastiani. Ed è bello scoprire che i colori sono soprattutto dentro le canzoni, nascosti non più di tanto tra le parole e le corde di chitarra, e non sono soltanto quelli fissati nelle immagini di copertina che affascinano e catturano. Sono i colori di una bella voce, morbida e pastosa, che si fondono con quelli della lingua ligure e dell'italiano che si mischia col francese, che ci permettono di viaggiare, per cielo e per mare, in mezzo alle tonalità più varie di beige, di verde e di blu. Di blu, soprattutto. Poi, leggi tra le righe che c'è buona parte di una vita, dietro a quelle note e a quei colori, che le parole hanno il valore degli anni vissuti, che le rime sono state cercate senza fretta, trovate e accantonate, messe da parte in quei famosi cassetti delle stanze dell'esistenza che uno ha sempre un po' timore di aprire e un certo pudore a condividere. E allora ti senti fortunato ad averle scovate quelle note, ad essere il destinatario di quel canto e di quei suoni, così preziosi forse proprio perché così privati, così vissuti e coccolati, così lungamente e gelosamente tenuti in serbo in attesa che fosse il momento giusto.

Ed ora che il momento giusto pare proprio essere arrivato, questa creatura con coraggio e dignità si affaccia al mondo musicale, dove gran confusione regna sovrana, dove ascolti di tutto e il contrario di tutto, facendosi largo senza sgomitare ma con grande garbo ed eleganza, tanto da farsi immediatamente notare per i suoi contenuti (già naturalmente maturi per essere appunto un album d'esordio), ed essere accolta nella rosa degli album candidati alla Targa Tenco come miglior Opera Prima del 2016. Un'ottima partenza, quindi, non c'è che dire. Ottima soprattutto perché i presupposti per farsi notare ci sono; c'è la sostanza e non l'apparenza a sostenere questo lavoro, pulito, intenso e curato in ogni sua forma.

Dieci sono i brani (quattro dei quali in dialetto ligure), dieci storie diverse che si susseguono, pagine di vita raccolte con pazienza tra cui spiccano tra le altre la dolce ballata dal sapore un po' retrò Canzoni un po' in francese, l'intensa storia d'amore (autobiografica forse?) Cavalli di cartone, le atmosfere jazz di A çittae, la ninna nanna di pescatori Dormi dormi, e La Ballata dei Cereghino, che parla delle speranze infrante di cantastorie sognatori con l'intervento vocale di Gioacchino Costa.


C'è traccia di Fabrizio De Andrè in alcuni brani in particolare, come Maadeggiu e Mainin, ma è inevitabile quando si è liguri e si canta quella lingua con voce calda e morbida, e non è affatto una nota negativa: sono la storia, la cultura, l'aria che si respira e l'amore che ispirano e guidano in quella stessa direzione. Le sonorità sono magistralmente curate da Armando Corsi, che ha seguito tutto il progetto e creato gli arrangiamenti delle canzoni (scritte, cantate e suonate da Roberto De Bastiani), nonché suonato le chitarre, classica ed elettrica, il basso e la tastiera. Altro ospite d'eccezione, senza nulla togliere agli altri preziosi musicisti che sono intervenuti nella registrazione del disco, è il medico-pianista Marco Spiccio.

Anche l'involucro è uno scrigno prezioso: le belle fotografie di copertina e del booklet di Annalisa Fornasari ritraggono l'atelier del pittore astratto Luiso Sturla, chiavarese, e alcune sue opere, che hanno gli stessi colori di questi brani, un po' fuori dal tempo ma con un tempo tutto loro, che sanno di sabbia, di mare, di legno e di cielo, come dicevamo. E' da questi intrecci di incontri fatti di casualità, di precisa volontà o di destino in parti variabili, che nascono spesso i progetti migliori, quei “risvolti” cercati e desiderati magari da anni, che aprono strade inaspettate e nuove nella vita di una persona, di un artista. E anche di chi ha la fortuna di ascoltare e cogliere.

Foto di Annalisa Fornasari

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Autoprodotto
  • Anno: 2016
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Canzoni un po' in francese
02. Cavalli di cartone
03. A çittae
04. Danzami danzami
05. Dormi dormi
06. Ciao Maria
07. Maadeggiu
08. Mainin
09. La ballata dei Cereghino
10. Parigi

Brani migliori

  1. Cavalli di cartone
  2. Dormi dormi
  3. La ballata dei Cereghino

Musicisti

Musicisti: Roberto De Bastiani: voce, chitarre e palmas  -  Armando Corsi: chitarre, basso elettrico, piano, palmas e voci  -  Gioacchino Costa: chitarra acustica e voce  -  Enrico Negro: chitarra acustica  - Andrea Carozzo: fisarmonica  -  Luciano Susto: basso  -  Loris Lombrado: sonagli e batteria  -  Lorenzo Capello: batteria  -  Maurizio Ghirlanda: armonica  -  Marco Spiccio: pianoforte  -  Sandro Amicone: palmas
Direzione artistica e arrangiamenti: Armando Corsi