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Ugo Fagioli

Respira

Ricominciare a respirare, dopo averne vissute tante. Dopo aver lavorato, faticato, aver messo anima e corpo in un progetto, in un’idea, o in una relazione, percepire l’onta delle cose andate storte, dei fallimenti, delle delusioni. Sentire il peso della mediocrità, ma eppure, respirare. E in quest’epoca di mascherine è una metafora che calza veramente a pennello. Ugo Fagioli esordisce con il primo album full lenght dopo aver militato nei The Tocsins e successivamente aver presentato al pubblico 3 convincenti singoli da solista, tra cui spicca Sale. Il titolo del lavoro è per l’appunto Respira ed è anche accompagnato da una webseries omonima, a cura della Tucano Island.

Partiamo dalla musica. Ugo non tradisce le sue origini di membro di una band e presenta delle sonorità soft rock, dove le chitarre acustiche sono il cuore pulsante dell’album e sono usate con un mix intelligente di arpeggi, strumming e pentatoniche. Chitarre elettriche lontane e ariose si sovrappongono, mentre la batteria e le percussioni qua e là sperimentano sonorità originali. Gli arrangiamenti strizzano l’occhio al blues e alla musica d’oltremanica, mentre l’elettronica conferisce quel tocco che ti fa immergere in un’atmosfera “urbana”, perfetta per il tenore degli argomenti. La voce è pulita, priva di fronzoli, lavora al servizio della canzone (qualità quest’ultima oggigiorno sempre più rara), e i testi a un primo ascolto appaiono criptici, quasi non-sense, ma con i successivi ascolti ci si accorge che dipingono delle figure, che piano piano si accostano tra loro come tessere di un puzzle, che alla fine mostra un disegno chiaro, fatto di frustrazione, preoccupazione per il futuro, delusioni amorose.

 

La web series è la trasposizione cinematografica di questi argomenti. Sono in pratica i 9 videoclip dei 9 brani dell’album, i quali uno dopo l’altro descrivono una trama con tre personaggi, i quali appaiono con una bolla in testa, forse una metafora della solitudine intrinseca in ognuno di noi. Ogni videoclip ha una colorazione differente, mentre la regia e il montaggio hanno puntato molto sul sincronismo con il testo, realizzando in tempo reale la scena descritta da esso. Un’idea originale che dà sicuramente un valore aggiunto al pacchetto.

L’album si apre con Rivoluzionari, ma con calma, un giro di basso azzeccato e atmosfere oniriche. La provocazione del titolo viene descritta all’inizio e si trasforma nella storia di un “povero ubriaco sconsolato” deluso dalla propria vita e incapace a darne una svolta. “Viaggi su montagne russe quasi tutti i giorni. In coda perenne solo questo tu sei.” Si prosegue con Pensare al futuro che come dice il testo è “una cosa scontata, è ammalarsi in autunno”, e con Solitario, il brano più folk, con schitarrate accattivanti. “Solitario quanto basta, riservato per quello che resta”. Dimenticare è un inno al “fare casino per dimenticare tutto, fare casino per non sentir più niente” Contiene anche qualche riferimento alla pandemia “Continui a lavare le tue mani da due ore, [...] appaga per metà una vita senza intenti.” Il tempo si distingue musicalmente dalle altre per atmosfere più spensierate. Una sorta di jam session con delle percussioni particolari, e le chitarre elettriche che sembrano divertirsi.
L’album si chiude con Se la felicità (si può misurare?) e con La fine di tutto. Una relazione che finisce: “Sedersi su una panchina gelida. C’è un grattacielo che resta in mezzo a voi.” E un crescendo di rabbia conduce al finale in sette quarti che ripete ostinatamente “La guardi e te ne vai, da codardo quale sei”.

Con questa pubblicazione, Fagioli dimostra di fare sul serio. È il “cantautore urbano” che ti prende per mano e ti mostra la sua periferia. Un lavoro appassionato e appassionante, introverso ma ricco di sfaccettature. Di sicuro riserverà (altre) ottime sorprese in futuro.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Registrato e mixato da Andrea Cola (Sunday Morning) e masterizzato allo studio “La maestà” da Giovanni Versari.  
  • Anno: 2020
  • Etichetta: Muki Edizioni

Elenco delle tracce

01. Rivoluzionari, ma con calma

02. Pensare al futuro

03. Solitario

04. Speranza

05. Dimenticare

06. Resta solo delusione

07. Il tempo

08. Se la felicità

09. La fine di tutto

 

Brani migliori