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Giorgia Del Mese

Nuove emozioni post-ideologiche

Siamo ancora capaci di emozionarci o meglio, di lasciarci emozionare da una canzone, da un disco nuovo, da una bella foto nebbiosa e verdastra che ci sorprende aprendo una copertina dalla grafica quasi infantile? Pare proprio che la risposta che ci viene data da questo terzo lavoro di Giorgia Del Mese, uscito a tre anni di distanza dal precedente Di Cosa Parliamo, sia affermativa e per lo più rassicurante. Ne siamo capaci perché lei ha talento e rabbia, e non li trattiene. La voce graffiante della cantautrice campana (toscana d’adozione, classe ‘77), le sue parole precise e dirette, senza filtri e senza scusanti e i suoni a volte laceranti arrivano sottopelle e la fanno increspare.



Nuove emozioni post-ideologiche si compone di dieci tracce, nove brani originali e una cover, Lacreme, brano in dialetto del 2008 dei napoletani 24 Grana, qui cantata in duetto con lo stesso Francesco di Bella, fondatore del gruppo, con un ritmo più veloce e una incalzante forza espressiva che regge bene il confronto con l’originale. Superate in parte le atmosfere punk-rock dei lavori precedenti, Giorgia Del Mese dimostra di essersi evoluta verso una composizione più elettro-pop che rivela anche una buona ricerca ed accuratezza sia nella scrittura che nel cantato, come nel brano Caro umanesimo, dove prevale un senso di decadenza ideologica che si rispecchia nella crisi esistenziale della società del nostro tempo. Nei versi: E c’è tutto da prendere / e c’è tutto da stendere / in quest’aria desolata / vorrei essere pietra senza essere statua” c’è una visione lucida e disincantata di questo momento storico così definito “post-ideologico”.

La voce graffiante della Del Mese si rivela in tutti i suoi colori e sfaccettature in brani come Strana abitudine e la seguente Senza più scuse - che è un vero e proprio inno alla libertà ed esprime senza esitazioni la sua forte personalità. Degno di nota è anche il brano Soltanto tu in cui interviene la vocalità ruvida di Peppe Voltarelli ad aggiungere ulteriore forza espressiva all’interpretazione della cantautrice. È un album ricco di ritmo e di energia, caratterizzato da uno stile piuttosto raffinato che lo fa avvicinare a quel cantautorato femminile “colto” (pensiamo in modo particolare a Paola Turci e Carmen Consoli), come è evidente anche nella suggestiva Tutto a posto, la penultima di queste “emozioni post-ideologiche”.

La produzione artistica del disco è affidata ad Andrea Franchi che nei brani suona anche tutti gli strumenti, creando con maestria un tappeto sonoro ben articolato e vario (dal punk al rock con qualche divagazione folk che riporta al cantautorato più classico). Dopo l’ascolto di quest’album quindi, prendendo a prestito l’incipit della seconda traccia, Bello trovarti, cantata in duetto con Andrea Mirò, possiamo dire che, cara Giorgia, “è stato bello trovarti”, anzi ri-trovarti, così sicura e determinata a lasciare tracce precise di te.

Foto di Ilaria Costanzo

 

 

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Andrea Franchi
  • Anno: 2016
  • Durata: 37:00
  • Etichetta: Radici Music

Elenco delle tracce

01. Nuova visione
02. Bello trovarti (feat. Andrea Mirò)
03. Caro umanesimo
04. Soltanto tu (feat. Peppe Voltarelli)
05. Fuoco tutto
06. Lacreme (feat. Francesco Di Bella)
07. Strana abitudine
08. Senza più scuse
09. Tutto a posto
10. La cosa da dire

Brani migliori

  1. Bello trovarti
  2. Soltanto tu
  3. Senza più scuse

Musicisti

Andrea Franchi: batteria, basso, sintetizzatori, programmazioni, chitarre acustiche, chitarre elettriche, cori.