ultime notizie

Chrysalis è il nuovo singolo dei ...

di Giampiero Cappellaro Tornano i biVio, formazione nata a Parigi nel 2018 dall’incontro della cantante Natalia Bacalov, figlia del noto compositore Luis Bacalov (e madre di origine italiana), e ...

Viviana Laffranchi

Non sono ricca e famosa

È fresco d’uscita Non sono ricca e famosa, il nuovo lavoro di Viviana Laffranchi, cantautrice di Vestone in Val Sabbia, paese in provincia di Brescia ma culturalmente piuttosto distante dalle dinamiche cittadine. Questo spiega come alcuni riferimenti rintracciabili nelle canzoni di questo album possono apparire poco familiari a chi vive in città mentre rientrano nel dna dei “valligiani”.

Il disco si apre con Dov’eri, brano che ricorda per il sound sintetizzato e per l’andamento melodico Bette Davis eyes, clamoroso hit di Kim Carnes del 1981. Un suono che ci riporta indietro nel tempo, a quel rock un po’ gonfiato degli anni Ottanta. Il rimando a Kim Carnes è dovuto anche alla voce pastosa e intensa di Viviana Laffranchi. Il secondo brano, Johnny, si mantiene sui suoni del passato, grazie anche al climax offerto dal sax di Carmelo Coglitore, con la canzone che si apre verso la metà quando intervengono i fiati. La terza canzone è Brèsa, titolo che è la traduzione dal dialetto di Brescia, e si apre all’insegna del rock melodico, con una spruzzata di nostalgia e con l’orgoglio di appartenere ad una provincia di combattenti (Brèsa l’è la me cità, che si rialza sempre). C’è nel brano l’intenzione della Laffranchi del voler celebrare con affetto le proprie origini, ma la canzone risulta troppo variegata, con l’inserimento ad un certo punto della voce recitante di Maddalena Damini, che la trasforma quasi in brano promozionale. La canzone successiva, Valsabbino, mescola nel testo il dialetto bresciano all’italiano, mentre il suono è un folk rock piuttosto vivace che avrà sicuramente presa, con la fisarmonica di Giulio Scalmana in bella evidenza. Il richiamo al folk è percepibile anche in Bye Bye summer (uscito come singolo) che ospita l’armonica di Luca Nocco. Il canto di una fata è un vecchio cavallo di battaglia di Viviana Laffranchi, qui riarrangiato da Michele Coratella, con gli intrecci di chitarre pensati e suonati da Luca Gallina. I più attenti e i meno giovani percepiranno il richiamo a Don’t let me be misunderstood, eseguito dalla chitarra di Federico Chikko Zanetti. Sound vagamente gitano per una canzone eterea e sognante, una ballad che lascia trasparire la vera essenza della cantautrice di Vestone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disco è piacevole, presenta un’alternanza equilibrata tra tracce energiche e ballate, che descrivono le due anime della Laffranchi, quella grintosa tipica del tessuto culturale bresciano e quella sensibile, molto femminile e materna. L’amore ritorna spesso in queste canzoni, un amore perennemente ricercato anche se talvolta frastagliato, così come tornano le radici, la nostalgia e i temi sociali. Paura del buio è ispirata alla storia di una sposa bambina che riesce ad ottenere il divorzio, già pubblicata per CambiaAmo Musica, cd edito da 'Festa della Musica' contro la violenza domestica. Non possiamo non citare la partecipazione di un grande chitarrista come Eugenio Corti, impegnato alle chitarre nel brano Credevi tu. Curiosamente una canzone porta il titolo di un vecchio brano dei Timoria, Vecchio professore, ma è in realtà un inedito di Viviana Laffranchi. Paura del buio inevitabilmente ci fa pensare agli Afterhours, mentre Non siamo ricchi e famosi strizza l’occhio al suono anni ’90, con la presenza di un sax malandrino che lascia il segno. L’album si chiude con il breve e simpatico pezzo Nina, inventato con la chitarra da Enea, il giovane figlio di Viviana Laffranchi.

Un album con diversi spunti interessanti, che si presenta in maniera eclettica, attingendo da stimoli diversi, sia come tematiche affrontate sia come costruzione e stile musicale. Viviana conferma con "Non sono ricca e famosa" di essere un’artista pura e istintiva, che riesce a coagulare i diversi aspetti della sua frizzante personalità (è anche scrittrice e collaboratrice de L’Isola che non c’era). Attendiamo di ascoltare queste canzoni dal vivo (il disco verrà presentato il 13 novembre a Brescia), dimensione nella quale si manifesta appieno la forza di Viviana Laffranchi, autentica leonessa della canzone d’autore bresciana.

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Anno: 2022
  • Durata: 45:13
  • Etichetta: Libera nota

Elenco delle tracce

01.  Dov’eri

02.  Johnny
03.  Brèsa
04.  Valsabbino
05.  Il canto di una fata
06.  Credevi tu
07.  Bye bye Summer
08.  Paura del buio
09. Non siamo ricchi e famosi
10. Inconsapevole
11. Vecchio professore
12. Con te
13. Nina

 

Brani migliori

  1. Valsabbino
  2. Non siamo ricchi e famosi

Musicisti

Viviana Laffranchi: voce e chitarre - Carmelo Coglitore: sax soprano e tenore in Johnny - Giulio Scalmana: tastiere, pianoforte, hammond, wurlitzer - Amos Castelnovo e Mauro Carraro: batterie - Luca Nocco: armonica in Bye bye summer  - Coratella, Eugenio Curti in Vecchio Professore e Credevi tu: altre chitarre - Maddalena Damini: voce recitante in Brèsa