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Perturbazione

Musica X

Un grandioso, eppure intimo affresco delle incognite della vita (identità, felicità del singolo, della coppia o della famiglia e la sua ricetta sconosciuta), una galleria di frammenti di umanità, ad incarnare fragilità, bisogni, sessualità con il realismo e l’evidenza di corpi nudi, grovigli di passione e limiti: i Perturbazione sono tornati con il loro sesto album, uno sguardo tagliente, lucido, ironico e profondo al presente e un’alchimia musicale che porta molto più in là, a livelli talora sorprendenti, freschi, ma già compiuti e levigati, il desiderio di mettersi in discussione e sperimentare in qualunque direzione. Esso aveva già informato di sé la summa di possibilità di stile contenuta in Del nostro tempo rubato (2010), ma ora si coniuga con uno spirito ancora più nettamente, deliziosamente, genialmente “anarchico” e audacemente libero e con decisione e convinzione appassionata.

Nel nuovo lavoro, prima allegato a XL di Repubblica di maggio, ora in vendita negli store digitali, sul sito della band e ai loro concerti, così come sul sito della Mescal, i suoni elettronici scintillano come bagliori nuovi e penetranti, ma non hanno alcuna ingenuità selvaggia: lampeggiano con sicurezza seducente ed eleganza sapiente, grazie alla produzione di Max Casacci.

Chitarre rock e cori eterei scolpiscono il canto agrodolce della confusione di vite precarie e dei loro facili vittimismi introversi nella traccia d’apertura Chiticapisce; si sposta nei sofisticati club anglosassoni sull’onda dell’alt-dance invece la riflessione-invocazione meta musicale Musica X, ricerca di cura e consolazione salvifica tra le sette note. L’elettronica tesse un’atmosfera ancora più rarefatta e raffinata tra le sonorità evanescenti, contrapposte al suono caldo e terreno del violoncello, in Legàmi, che si interroga sul bisogno di condivisione e comunione, ad ogni livello del quotidiano, nella ricerca di sé stessi e del supporto degli altri, per sentirsi ancora «umani».

La scoperta della sessualità e la sua assimilazione nella vita giornaliera senza «domandare mai a nessuno cosa sente» anima il pop da camera de I baci vietati e la sua grazia cinematica di archi, piano e batteria, in un duetto con Luca Carboni, mentre il sesso diventa Ossexione nel brano omonimo, fra fiati, suoni sacrali, contrappunti ctoni di basso e la seconda voce di Erica Mou, e in una società quasi sessuomane si fa «desiderio, lotta, fame o perversione», negazione di sé, «abitudine» o «prigione», tra voyeurismo e ostentazione scambiata per emancipazione.

La vita di coppia è al centro della brillante e incalzante Diversi dal resto e della sua presa di coscienza della banalità del ciclo di attrazione e nervosismi, così come di Monogamia, pensieri sulla fedeltà «di cortesia», su tentazioni onnipresenti e succulenti e gelosia, accompagnati da un sound vagamente anni ’70, con un basso suadente e minimale in primo piano nelle strofe ed un arricchimento sonoro elettroacustico nel dondolio placido e zuccheroso del ritornello.

Luminoso il singolo La vita davanti, un luna-park di suoni liquidi, leggeri e colorati come le bolle di sapone e i sogni dei giovani degli anni Zero, che si ritrovano a dover prendere «decisioni destabilizzanti», mentre gustosa (ma dolceamara) appare la satira di costume in salsa electro di Questa è Sparta; il brano, che vede come ospiti i Cani, ironizza sulla ferrea disciplina della fiera delle vanità e della bellezza esteriore, «merce per gli scambi» che surclassa il poco valore purtroppo spesso attribuito al titolo di studio e alla cultura. Commovente è infine il realismo di Mia figlia infinita, sul ruolo genitoriale, di sostegno e protezione contro i pericoli, di regolamentazione ed impotenza: «tu segui il plotone, il mio commilitone / carota e bastone, comando l’uscita / e posso soltanto sperare la sera / tu faccia ritorno ancora in vita».

I Perturbazione ci regalano un album che è una gemma preziosa, che risplende e turba, perché racchiude nel suo splendore ambivalente aporie e paure, carnalità e vuoto, speranze e disorientamento, senza retorica, senza moralismi, nella ricchezza semplice di una musica studiata, eppure di grande immediatezza. Come la bellezza controversa e contraddittoria della vita, come il pop più nobile.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Max Casacci 
  • Anno: 2013
  • Durata: 35:47
  • Etichetta: Mescal

Elenco delle tracce

01.Chiticapisce

02.La vita davanti

03.Musica X

04.Diversi dal resto

05.Mia figlia infinita

06.I baci vietati

07.Monogamia

08.Ossexione

09.Questa è Sparta

10.Legàmi

 

Brani migliori

  1. Legàmi
  2. Mia figlia infinita
  3. Chiticapisce

Musicisti

 Tommaso Cerasuolo: voce Elena Diana: violoncello Gigi Giancursi: chitarra, cori Cristiano Lo Mele: chitarra, tastiere Rossano Antonio Lo Mele: batteria Alex Baracco: basso Luca Carboni: voce in 06 Erica Mou: voce in 08 I Cani: voce in 09