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Rancore

Musica per bambini

Tarek Iurcich, Rancore, ha sei anni meno di me. E' nato e vive nella mia stessa città. Mentre lui a metà degli anni duemila partecipava a jam e vinceva gare di freestyle in giro per Roma, io finivo la triennale senza nessuna idea su cosa fare della mia vita. Nel 2010 lui faceva uscire l'EP Acustico iniziando la collaborazione con DJ Myke, io cominciavo il primo lavoro serio, di quelli però che ti salvi solo perché hai colleghi a cui aggrapparti ogni mattina. Nel 2012 io sono sempre più incastrata in qualcosa che soffoca la vita, lui scrive Silenzio, che a riascoltarlo adesso è più potente di quanto non lo fu allora. Estate del 2015, io scappata a New York per recuperare un po' di aria vitale da respirare, Rancore e DJ Myke danno alla luce S.U.N.S.H.I.N.E. , ep e brano omonimo che se non avete ancora avuto la fortuna di ascoltare vi invidio un po'. Vi invidio perché la prima volta stordisce, ammalia, commuove, fa stringere i denti e risveglia ogni nervo, pure quelli che ti eri dimenticato di avere. Poi arriva la tarda primavera 2018, Rancore si prende anche la direzione artistica delle sue parole ed ecco Musica per bambini; così io decido di sedermi al suo tavolo ad ascoltarlo, perché mai come in questi giorni necessito di parole capaci di raccontare i giorni assuefatti, estranianti e indifferenti che tutti stiamo attraversando. Lo ammetto, le ho sempre cercate nella canzone d'autore quelle parole, ma la fame forse oggi è così tanta che la voce dalla quale arrivano non mi interessa più granché.

Il primo ascolto è come una montagna russa, quella dove arrivi in alto e il cuore lo senti in gola, e poi riscendi che ti si rivolta lo stomaco. Non saprei come descriverlo se non con queste due complementari sensazioni fisiche. Al primo ascolto perdi certamente metà delle parole che Tarek sputa fuori, quindi il senso che intravedi non ti tocca nel profondo ma lascia pensieri, emozioni, spesso contrastanti, in superficie sulla pelle. Nel secondo ascolto cominci ad intuire che sei davanti a qualcuno che delle regole di cosa funziona e vende oggi se ne frega, e che in un'immaginaria linea con accanto l'uno all'altro Ghali, Sfera Ebbasta, Achille Lauro….ecco si mette esattamente dalla parte opposta. E ci si mette non per una particolare bandiera da rapper serio da sventolare o etichetta, che pur meriterebbe, che lo eleva tra i migliori parolieri odierni, ma per quelle due semplici cose che ti fanno dire che un disco così ne vale mille degli altri: le tematiche e l'uso delle parole, il cosa e il come. Al terzo ascolto inizi a sentire il dolore degli schiaffi che ti dà. Ed è uno di quei dolori che ti piacciono. Che svegliano di colpo, che ti chiedono senza fare domande se sei vivo, se ti stai accorgendo di quello che ti accade intorno e se stai facendo qualcosa per smettere di sopravvivere, che ti strattonano per un braccio se stai buttato in poltrona e ti fanno alzare, che sbattono i pugni sul tavolo se te ne stai lì da troppo tempo con lo sguardo perso nel nulla. Sbaglierei però a ridurre questi dieci brani solo ad un lungo e perlopiù lucido sfogo di rabbia, c'è molto di più, c'è la sfida, una strana dolcezza, il senso di sconfitta che dal personale si allarga all'universale, l'uccisione di tutte le nostre certezze vacillanti, insomma tutta quella complessità che è figlia del ragionamento.

E' un disco difficile, che di immediato non ha assolutamente nulla. Con alcuni brani dimenticabilissimi, chiedo scusa ma non ho resistito all'uso di questo orrendo superlativo, dopo l'ascolto della quarta traccia Depressissimo capirete il perché, ed altri che confermano senza possibilità di smentita il livello inarrivabile ai più della scrittura di Rancore (il brano sopracitato, Sangue di drago e Arlecchino su tutti), citazioni che non basterebbe una giornata intera per decifrarle tutte e schemi metrici spesso molto complessi senza però che i brani si riducano a meri esercizi di stile.

La voce di Rancore, ad oggi, è unica e senza l'ombra di padroni di nessun genere: merita più di un ascolto, almeno tre.

       

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Jano, Meiden, 3D, Tarek Iurcich, Cristiano Campana, Mattia Crescini, Davide D'Onofrio, Giorgio Iacobelli   
  • Anno: 2018
  • Etichetta: Hermetic

Elenco delle tracce

01. Underman
02. Giocattoli
03. Beep beep
04. Depressissimo
05. Sangue di drago
06. Skatepark
07. Centro asociale
08. Arlecchino 
09. Quando piove
10. Questo pianeta

 

Brani migliori

  1. Sangue di drago
  2. Depressissimo
  3. Arlecchino