ultime notizie

“Whisky Facile”: il disco di Carotone ...

Il 23 novembre ricorrevano i 100 anni dalla nascita di Ferdinando ‘Fred’ Buscaglione, un grande della storia della canzone d’autore italiana, uno tra i primi a schernire e giocare ...

Bungaro

Il valore del momento

Ci sono momenti nella vita di un artista in cui bisogna “portare a casa” i frutti del proprio lavoro, o almeno di una parte di carriera. Tony (Antonio Calò) Bungaro, in arte solo Bungaro, ha già avuto molte soddisfazioni dalla sua vita artistica, ma questo nuovo album rappresenta un punto di svolta importante, imprescindibile per rapportarsi con il suo passato e crediamo anche con il suo futuro. Il valore del momento, titolo del nuovo lavoro, mette i cosiddetti “puntini sulle i”, mette cioè a fuoco quello che è il suo essere artista oggi. E non ci riferiamo solamente alla sua rinomata e consolidata fama di grande autore, ma anche a quel suo essere “cantautore” nell’anima, un artista che ama giocare con la musica e con le parole, mischiandole, accarezzandole, sussurrandole ma soprattutto interpretandole.

Dodici sono le tracce proposte, tra cui 4 inediti e 8 brani che come aquiloni avevano preso strade diverse, libere, a cui Bungaro aveva lasciato tirare i fili a splendide voci femminili e che ora invece vengono richiamati a casa, come dicevamo in apertura. Bungaro sorprende nella sua capacità di ri-appiccicarsi addosso quei brani, lasciando che la sua voce si (e ci) emozioni.

Ecco spiegato il motivo perché questo album è davvero uno snodo per il futuro artistico di questo brindisino ormai cittadino del mondo, viste le sue molteplici collaborazioni con artisti brasiliani, inglesi, africani, cubani, sloveni, spagnoli, senza contare quelle con artisti di casa nostra tra cui ne ricordiamo almeno una, quella con Ambrogio Sparagna, senza dimenticare la sua passione per il mondo del cinema, dove spesso lo troviamo firmare colonne sonore. E pensare a Sparagna significa ricordare "Arte", il precedente album che passò troppo inosservato e che invece già tracciava l'apertura e il grande respiro internazionale che muove la scrittura di Bungaro e delle molte collaborazioni che conteneva. E ora una maturità anche interpretativa che arriva al momento giusto per farsi conoscere, ulteriormente, come autore (della serie che Bungaro non ha scritto solo Guardastelle, splendido brano saccheggiato a man bassa da tutti i talent show e giustamente omesso in questo album…) ma anche come interprete delle proprie canzoni. Un doppio binario che ci auguriamo prosegua con pari dignità e perfetta riconoscibilità. Non a caso, l’ultimo brano è qui proposto in versione live (una riuscita e suggestiva versione chitarraevoce de Il mare immenso), a dimostrazione che Bungaro è pronto per ri-mettersi in gioco, più di prima, suonando le sue canzoni e portandole con ancora più determinazione tra la gente.

Se è pur vero che per oltre metà si tratta di canzoni edite, era da tempo che non ci capitava di ascoltare tanti brani validi nello stesso lavoro. A fianco di splendidi aquiloni, pardon canzoni, come Senza Confini (scritta insieme a Pino Romanelli, storico collaboratore nonchè amico di lunga data, e lanciata a Sanremo ’98 da Barbara Eramo e Claudio Passavanti), Agisce agisce (Patrizia Laquidara), Quante volte per amore (Nicky Nicolai), A me non devi dire mai (Chiara Civello), Io non ho paura (Fiorella Mannoia), Dolce meccanica (Ornella Vanoni), Il mare immenso (Giusy Ferreri) e Dopo l’amore (Pilar), non sfigurano per nulla i quattro brani inediti. A cominciare da Il valore del momento, brano (firmato insieme a Marco Ciappelli, Max De Tomassi e Alessandra Flora) che dà il titolo all’album e che vede la partecipazione di Miùcha Buarque de Hollanda, compagna di Joaò Gilberto - pilastro della canzone brasiliana - nonché sorella di Chico Buarque, altro nome tutelare della cultura musicale brasiliana che ha conquistato il mondo. Piace fin dal primo ascolto e colpisce per la raffinatezza del giro di pianoforte con cui si apre il brano e quell’apertura nel ritornello che lascia spazio alla voce di Miùcha a cui si sovrappone quella di Tony in un amalgama perfetto. Di grande levatura anche Come la pioggia che si sposa al vento, in perfetto stile Bungaro, così come Quando torni, brano di apertura (che nell’arrangiamento concede però un po’ troppo ad alcune influenze di James Blunt). Due parole in più per Dimentichiamoci, brano che si avvale della voce di Paola Cortellesi che, per chi non se ne fosse ancora accorto, non è solo una brava attrice, ma ha una voce pastosa, potente e delicata al tempo stesso e forse per lei è arrivato il momento di cimentarsi con un lavoro personale completo, dopo tanti ‘singoli’ e importanti collaborazioni come quelle con Frankie Hi-Nrg, Bersani, Elio e le Storie Tese, Baglioni, Tiromancino…

Un’altra cosa che colpisce di questo album è la grande quantità/qualità di musicisti/collaboratori che Bungaro ha voluto intorno a sé. In un’epoca in cui è possibile fare un album con tre/quattro musicisti, un paio di bravi fonici e uno studio ipertecnologico, qui la scelta è diversa. Voler cantare quando sotto ti accompagnano gli strumenti più standard, ma anche un vibrafono, per esempio, vuol dire avere un amore profondo per il proprio lavoro e per la dignità della musica che si vuole far arrivare al pubblico. Ma sicuramente un rigore e una scelta che appagano ancor prima sé stessi. La squadra di autori, musicisti, tecnici di cui Bungaro si è avvalso in questo disco (come in altre occasioni) merita quindi menzione, gente come Cesare Chiodo, che oltre ad essere un ottimo bassista e polistrumentista ha co-firmato alcuni brani o come Tony Brundo al piano, Tony Canto e Michele Ascolese alle chitarre, Paolo Buonvino che ha curato gli arrangiamenti degli archi e così via. Nel corposo libretto trovano spazio numerose foto (quasi tutte di Paolo Soriani) e ringraziamenti vari, tra cui spiccano quelli a Pierre Ruiz (pungolo e sostegno di questo progetto fin dalla sua genesi, nonché produttore esecutivo che qui vediamo nella foto) e quella non scritta per la figlia Giulia, che Tony abbraccia teneramente in una foto.

Va detto che molti dei brani presenti nel disco sono spesso co-firmati da Bungaro e dalle artiste che hanno poi nel tempo interpretato i brani citati, come nel caso della Laquidara, di Giusy Ferreri, Civello, Pilar, ma il valore aggiunto che Bungaro riesce a infondere in queste collaborazioni è impagabile. E possiamo immaginare che a volte si tratti “solo” di un lavoro di cesello nel testo o nella musica, altre volte sua può essere la parte musicale così come tutto il testo, altre volte ancora può essere l’inserimento di una frase, ma può anche essere solo una manciata di parole o di sinonimi usati al posto giusto nel momento giusto (viene in mente un altro grande artista che ha questa grande capacità, Pippo Rinaldi Kaballà). Una dote per nulla scontata e, quando emerge, si può parlare di “stile”, di riconoscibilità. Non è da tutti riuscire a lavorare in tandem con un’altra personalità e non offuscarla, ma anzi saper tirar fuori il meglio e in questo senso crediamo che uno dei suoi lavori più riusciti sia l’ultimo album di Pilar (Sartoria Italiana Fuori Catalogo del 2011).

Spesso risulta complicato descrivere nel modo giusto, raccontare, interpretare un nuovo lavoro che arriva in redazione, recensirlo insomma. Altre volte invece basta ascoltarlo due volte, tre, non di più e sentirsi avvolti da un’emozione sincera. Ecco, quello allora è il momento per lasciar andare le dita sulla tastiera e rileggere quanto ci si era appuntato in cima alla pagina e che serviva a svilupparne il concetto: è un gran disco, un gran bel disco. Si poteva certamente argomentare meglio questa recensione, ma abbiamo preferito scegliere un solo concetto chiave, quello appunto di segnalarvi che Bungaro ha fatto un disco “bello”. Senza vergognarsi di usare un aggettivo così banale e arcaico al tempo stesso, così pieno di significato ma svilito dall’abuso che ne facciamo ogni giorno. Qui, il valore del momento, non è solo nel titolo.


0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Bungaro e Cesare Chiodo
  • Anno: 2012
  • Durata: 48:26
  • Etichetta: Esordisco/Sony

Elenco delle tracce

01. Quando torni

02. Senza confini

03. Dimentichiamoci (con Paola Cortellesi)

04. Dopo l’amore (con Donatella Finocchiaro)

05. Come la pioggia che si sposa al vento

06. Agisce agisce

07. A me non devi dire mai

08. Dolce meccanica

09. Quante volte per amore

10. Io non ho paura

11. Il valore del momento (con Miùcha)

12. Il mare immenso

 

Brani migliori

  1. Il valore del momento
  2. Il mare immenso
  3. A me non devi dire mai

Musicisti

Bungaro: voce, chitarra acustica  -  Cesare Chiodo: basso, chitarre  -  Tony Brundo: pianoforte, tastiere  -  Michele Ascolese: chitarra acustica, chitarra elettrica, bouzouki, chitarrino  -  Franco Barresi: batteria, percussioni  -  Frank Tortiller: vibrafono  -  Peppe D’Argenzio: sassofono baritono (06, 09)  -  Tony Canto: chitarra acustica, chitarra elettrica (03)  -  Lisa Green: violino  -  Laura Pierazzuoli: violoncello  -  Paola Cortellesi: voce  -  Donatella Finocchiaro: voce  -  Miùcha: voce  -  Francesco Luzzi: suoni e cursori