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Patrizia Laquidara & Hotel Rif

Il canto dell'Anguana

L'ultimo disco di Patrizia Laquidara (qui accompagnata dagli Hotel Rif) ruota attorno all'Anguana, figura mitologica della tradizione veneta, una sorta di donna-serpente che “appare nei pressi di caverne, corsi d'acqua, pozzi e sorgenti e, grazie alla loro presenza, acquista poteri magici”. Si tratta di un viaggio narrativo, e insieme lirico, basato su testi in lingua veneta del poeta Enio Sartori, qui rielaborati insieme alla cantante, che è anche co-compositrice delle musiche, nonché direttrice artistica dell'intero progetto. Da queste poche note si capisce come sia un lavoro in cui Patrizia Laquidara si è spesa in prima persona con convincimento e passione. Non è la prima volta che l'artista si cimenta in canzoni dialettali, ma questa volta lo fa attraverso un lavoro che si è cucita addosso e che si concretizza dopo anni, coinvolgendo anche personaggi distanti tra loro, come gli Hotel Rif, Le Canterine del Feo, Alfio Antico, e, appunto, Enio Sartori.

Quella del poeta veneto è una poesia che talvolta prende la forma ripetitiva e tamburellante di una filastrocca (Tiketetanda), e in altre occasioni si fa aulica, potente (L'anema se desfa), evocativa (Nota d'anguana), o cullante come una barcarola (Livergòn), grazie anche alle musiche composte da Patrizia Laquidara e Alfonso Santimone, che rivestono le parole del poeta con un'aderenza perfetta.

Nelle melodie e nell'arrangiamento di Santimone si sentono il mediterraneo mediorientale, spagnolo e italiano, i Balcani, le feste popolari del nostro nord e le tammorre e i maranzani del sud. Il tutto senza stridori o eccessive arditezze, bensì con una naturalezza e un amalgama che rendono la sonorità del disco credibile e insieme straniante. Come se venisse da un paese che è concretamente localizzabile sulla cartina, ma al tempo stesso inesistente, quasi una sintesi di paesi e sonorità diverse. Il Veneto è presente nella nebbia (la fumana), nelle tradizioni narrate e naturalmente nella lingua. Che poi non è altro che la condensazione di tradizioni, sensibilità, usanze, vita quotidiana e poesia. In definitiva, l'espressione vocale della vita di un popolo, con i suoi miti fondanti ma anche e soprattutto con le sue contaminazioni, incontri, modificazioni, miscugli razziali e culturali. Come a dire che la purezza non esiste (per fortuna). Questo amalgama culturale che supera i confini si percepisce anche nelle voci che si sentono nel disco. Prima di tutte quella di Patrizia Laquidara. La cantante non perde i suoi echi lusitani né la sua nota raffinatezza. Però in alcuni episodi riesce ad essere dura e sporca, come sono le voci del popolo (Reina d'ombrìa, L'anema se desfa), o ad acquisirne la giocosità (La Tita Tata, Tiketetanda) restando comunque potente e melodiosa. Le Canterine del Feo passano dalla più tradizionale armonizzazione vocale (La fumana, e poi nella ghost track) ad armonie angeliche che ricordano le voci bulgare (Dormi putìn). Nel Canto dei battipali gli Hotel Rif, che cantano tutti insieme senza sovra incisioni, formano un coro che assomiglia alle polifonie sarde o corse, benché si tratti di un canto tradizionale della laguna veneta.

Insomma un disco complesso che nelle storie narrate ha le radici nel mito e nel tempo antico, ma racconta di sensibilità eterne e le esprime con una musicalità meticcia che mischia tradizione (o, meglio, tradizioni) e elettronica.

In un periodo storico in cui molti artisti sentono l'esigenza di ritornare alle proprie origini, il progetto di Patrizia Laquidara si distingue per originalità e complessità, e perché non si limita a riproporre la tradizione, ma prova a mantenerla in vita rinnovandola, attraverso testi moderni e contaminazioni musicali. Quindi un progetto con basi culturali solide, ma anche con una passione e un entusiasmo che traspaiono sin dalle prime note del disco. La piacevolezza e il divertimento che si provano all'ascolto sono il riflesso di questo entusiasmo.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Patrizia Laquidara e Alfonso Santimone
  • Anno: 2011
  • Durata: 55:47
  • Etichetta: Slang Records

Elenco delle tracce

01. Ah jente de la me tera

02. L'aqua fioria

03. La fumana

04. Reina d'ombria

05. Dormi putin

06. L'anema se desfa

07. Nota d'anguana

08. Livergòn

09. Tiketetanda

10. La Tita Tata

11. Il canto dei battipali

Brani migliori

  1. Ah jente de la me tera
  2. L'anema se desfa
  3. Nota d'anguana

Musicisti

Patrizia Laquidara: voce Hotel Rif: Paolo Bressan: oboe, bombarda, gaita, flauti, cori Mirco Maistro: fisarmonica, cori Andrea Neresini :chitarra classica, chitarra, acustica, mandolino, cori Lorenzo Pignattari: contrabbasso, basso elettrico, cori Andrea Ruggeri: batteria, percussioni, cori Nelide Bandello: batteria, cori Alfonso Santimone: melodica, samples, elettronica, voce, cori Le Canterine del Feo (Drosolina Dal Medico, Anna Cocco, Cecilia Cocco, Clara Zattra, Elide Zattra): cori, voce Drosolina Dal Medico: voce nella strofa introduttiva (10) Puccio Castrogiovanni: maranzano, cavaquino, bombarda, cori, voce filastrocca siciliana Alfio Antico: tamburi a cornice, voce Ludovico Mosena:ghironda