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Il Malandrino

I giorni comunque belli

I giorni comunque belli è il nuovo lavoro de Il Malandrino, all’esordio con il suo progetto solista dopo i due dischi con la band dei Malibu Stacey. L’album, pubblicato a Ottobre 2020 per Libellula Music, si compone di nove tracce in cui l’autore sperimenta stili e generi molto diversi tra loro, raccontando esperienze e vicissitudini apparentemente normali ma che spesso si rivelano essere quelle più significative, che caratterizzano il nostro approccio alle cose. Con questa panoramica musicale, il cantautore torinese di origini calabresi propone un racconto in cui rivaluta anche i momenti duri, di dubbio, e li erge a maschere dei giorni importanti, comunque belli, restituendo così il valore di quel tempo celebrato sempre troppo poco.

Musicalmente parlando, a primo impatto il disco non è facile da assemblare, da decifrare, per via di una eterogeneità dei suoni che spiazza e quasi disorienta: le atmosfere clubbing de I tuoi ricci, la ballata melodica Innamorati di me, il funk di Di notte, sono solo alcune delle esplorazioni sonore di cui effettivamente si compone questo excursus musicale. Brani così diversi che, se da una parte non facilitano una identità complessiva univoca, dall’altra offrono molteplici occasioni di riscontro e di dialogo verso gusti differenti. E forse è proprio questo l’intento dell’album, quello di non schierarsi o definirsi in una forma esatta quanto piuttosto lasciarsi affezionare da un racconto, individuando e scegliendo dei tratti in cui riconoscersi. Nei trenta minuti e poco più di ascolto, basta farsi appena sfiorare anche da una sola canzone della lista e da lì si entra in contatto gradualmente con le altre sfumature delle tracce, che lentamente si scoprono, si lasciano incuriosire e accogliere, come in sottofondo, come una porta tenuta socchiusa.


Nell’album troviamo anche slanci strumentali, come in Non chiedermi di più, Panda granata o il crescendo di Primo sguardo, così come interessante è l’uso della voce che si avventura in modulazioni elettroniche (a volte un po’ troppo esasperate) che, seppur rischiando l’artefatto, rientrano comunque nel progetto di esplorazione sonora dell’album.

Al suo debutto da solista, Michele Calabrò (vero nome dell’artista) ricerca e approfondisce altre tessiture in cui incanalare canto e armonie, senza dimenticare le esperienze passate nella band: infatti, sebbene quell’impeto punk sia qui meno esplicito, ne conserva l’esigenza e la purezza della storia che è attitudine trasversale del genere, avvalendosi di importanti esponenti del circuito musicale torinese come Bianco, Daniele Celona, Diego Perrone.
Si può considerare “I giorni comunque belli” come un nuovo esordio per Il Malandrino, un disco sincero che promette bene.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Mauro Farano
  • Anno: 2020
  • Durata: 36:04
  • Etichetta: Libellula Music

Elenco delle tracce

01. I tuoi ricci
02. Non chiedermi di più (feat. Diego Perrone)
03. Innamorati di me
04. Panda granata
05. L’America
06. Primo sguardo
07. Di notte
08. Profumo di legno (feat Stefania Tasca)
09. Un giorno sarò vecchio

Brani migliori

  1. I tuoi ricci
  2. Innamorati di me
  3. Primo sguardo