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Renato Caruso

Grazie Turing

Che suono potrebbe avere un hastag, quel cancelletto che ha la stessa forma di un diesis? Che musica avrebbero preferito riprodurre le prime macchine informatiche? Ascoltando Grazie Turing, il nuovo album di Renato Caruso, si potrebbe rispondere: una sinfonia armonica di suoni, dai ritmi differenti, come differenti sono le suggestioni percepite, create con quattro strumenti classici quali chitarra, contrabbasso, violoncello e fisarmonica. Sono questi gli elementi che caratterizzano il carattere dei brani  di questo lavoro che celebra la grandezza di personaggi illustri. Padri della fisica, matematica, filosofia e informatica come Aristotele, Albert Einstein, Steve Jobs, Kurt Godel e naturalmente Alan Turing a cui è dedicato. 

Qualcuno potrebbe aver sentito citare per la prima volta questo nome, eppure Turing è più presente di quanto si possa credere, nelle vite di ciascuno di noi. È a lui, infatti, che si deve l’invenzione del primo computer e soprattutto del linguaggio con cui comunichiamo maggiormente ai giorni nostri: l’informatica. Una scienza che venne ampiamente rivoluzionata dal più noto Steve Jobs che troviamo ritratto sulla copertina dell’album, in un’opera dal titolo emblematico: “Think Different” realizzata dall’artista Giuseppe Veneziano, tra i massimi esponenti della New Pop italiana. Al centro delle storie di questi due protagonisti, c’è una mela. Se, tuttavia, l’impiego di questo frutto come logo societario per Steve Jobs rappresentò una vera e propria escalation al successo, per Alan Turing fu proprio una mela avvelenata a decretare la fine dei suoi giorni. Per chi volesse approfondire la particolare storia di Turing, consigliamo anche la visione di The Imitation Game, film del 2014 diretto da Morten Tyldum.

Ma ora, veniamo alla musica. "Grazie Turing" è un album strumentale (solo chitarra) che contiene 11 tracce. Ciascuna rappresenta le fasi della storia dell’informatica. Ed è anche idealmente la colonna sonora di un libro – scritto dallo stesso Caruso – dal titolo #DIESIS o HASTAG? edito da OneReed. Una lettura scorrevole, utile anche per approfondire termini e concetti legati alla rete e ai social network. La prefazione scritta da Giovanni Caprara, inizia con una citazione di Albert Einstein che disse: “La musica e la ricerca scientifica derivano dalla stessa fonte di ispirazione e si completano a vicenda nel senso di liberazione che procurano”.

Musica e scienza sono infatti due discipline che hanno in comune tra loro molti elementi. Questa commistione e la scelta di affiancare due mondi trasformandoli in brani musicali, ha origine dalla formazione del chitarrista di origini calabresi. Renato Caruso si è laureato in informatica nel 2007 con una tesi dall’interessante titolo: “L’intelligenza artificiale nella musica Jazz”, oltre ad avere conseguito – nel 2010 - il diploma di chitarra classica, presso il conservatorio.

L’ascolto di Grazie Turing si apre con Aristo Tele: un intro di chitarra classica dal tono malinconico, che colpisce le (nostre) corde interiori più profonde, creando suggestioni che sembrano provenire da galassie lontane. Una caratteristica che ha un continuum anche nel successivo La tela di Godel, che ricorda in qualche sfumatura il suono del carillon di una giostra con i cavalli. Nel brano A ritmo di Algo cambiano le atmosfere e i colori e si caricano di una ritmica più vivace, solare, mediterranea, mentre la traccia successiva, 01010100, sembra quasi un tributo a Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione della specie. Sarà perché inizia con i versi di un  gruppo di scimmie che comunicano tra di loro (la prima forma primordiale di comunicazione), interrotto dal ticchettio dei tasti di una macchina da scrivere, seguito dal suono di Pacman, uno tra i più noti videogame che hanno caratterizzato gli anni’80 e anche dalla prima “melodia” internet, quando il viaggio nella rete era agli inizi e andava lento, al passo dei 56 K di cui potevano disporre i primi modem. Ebbene sì anche un modem, a suo modo, può suonare una sinfonia. L’album si chiude con Saluti dal Pianeta Terra e, idealmente, potrebbe rappresentare anche una sorta di omaggio al primo grande e illustre visionario della nostra storia tecnologica: Leonardo Da Vinci. Tra le molte invenzioni da lui realizzate, ricordiamo anche il primo prototipo di uno strumento, che in questo brano è chiaramente udibile: la fisarmonica, con quel suo inconfondibile suono, che anche lo scrittore Gabriel Garcia Marquez sosteneva essere sempre in grado di stringerci il cuore.

L’ascolto di "Grazie Turing" si chiude così, con un tocco di nostalgica magia. Indubbiamente si tratta di un lavoro coraggioso e audace, se pensiamo alla sua natura strumentale e al contesto artistico in cui si colloca; quello di un’epoca liquida come quella attuale, che predilige l’apparenza alla sostanza, l’intrattenimento leggero allo spessore della conoscenza. Un album che spinge all'approfondimento e per questo motivo è adatto a tutti. Una volta messi in ascolto, sembrerà di salire a bordo di una macchina sonora del tempo che ci conduce e spinge a compiere un viaggio di scoperta, di ricerca e un salto (quantico?) nel mondo della Filosofia, scienza che più di altre è sempre riuscita a permeare l’intero cosmo con le sue risposte alle molte domande della vita, come “42”, anche se questa è un’altra storia. 

Grazie a Renato Caruso per questo invito a conoscere e riflettere sulla nascita e sull’evoluzione della comunicazione, accompagnati dalla musica. Grazie (a)Turing per aver reso possibile tutto ciò che un tempo sembrava solo la trama di un film di fantascienza. Morale della favola? Ricordiamoci sempre l’esortazione lasciataci da Steve Jobs: “Siate affamati! Siate Folli!”.

Foto di Livio Malla

 






 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Pino Di Pietro
  • Anno: 2021
  • Durata: 27:00
  • Etichetta: Bollettino Edizioni Musicali / Believe Sas

Elenco delle tracce

01. Aristo Tele
02.La Tela di Godel
03. A ritmo di Algo
04. 01010100
05. Grazie Turing
06. Videogame
07. Hip Pop (per) 08. Hal 9000
09. Relativity
10. Vinile 1912
11. Saluti dal pianeta Terra

Brani migliori

  1. La Tela di Godel
  2. A Ritmo di Algo
  3. Relativity

Musicisti

Chitarre: Renato Caruso - Fisarmonica: Antonio Rimedio - Contrabbasso: Alex Carreri - Violoncello: Mattia Boschi