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Diaframma

Difficile da trovare

Federico Fiumani non vuole invecchiare, né farci invecchiare. Si sente un bambino, il «bambino perso» degli anni ottanta, che ipocritamente «vuole esser preso per mano», felice del suo esser ipocrita proprio quando ha compreso l'invincibilità della propria sofferta anima musicale. Come  afferma lui, un decano ma non un dinosauro del rock italiano, «le beghe sociali non si propongono la rieducazione né del vinto né del vincitore», non ci sono quindi perdenti volontari, a meno che come il nostro eroe non lo si voglia diventare solo per sportiva accettazione dei giochi raffinati e selvaggi del sentimento e della credibilità.
Fiumani era rimasto da solo più di vent'anni fa, ma l'aveva fatto per allegria. Adesso invece, completamente intessuto in rapporti prettamente duali, appare sempre più come un ragno sornione e incontenibile che tocca una ad una le creature da cui lascia sconvolgere la propria vita. Quasi sempre le destinatarie privilegiate sono spiriti femminili, senza forme definitive, il cui influsso l'uomo prima che l'artista subisce con disperata voluttà e ossessione. Eroine in gonna erano anche le protagoniste del precedente lavoro da solista del songwriter fiorentino (“Donne mie”, self, 2006) come dell'ultima fatica a nome Diaframma (“Camminando sul lato selvaggio”, Self, 2007), ma  nei casi in questione risaltava più l'intenzione di saldare ritratti autonomi e personalizzati, in un ping-pong di punti di vista duellanti tra loro. Qui Fiumani celebra piuttosto la contraddizione di voler realizzare un lavoro meravigliosamente rock che nella sua gratuità si rivela in contemporanea così drammaticamente “difficile da trovare” nel panorama nostrano odierno.

Lasciati confluire gli slanci cantautoriali della produzione anni novanta con la riscoperta e assimilazione del proprio mai sopito retroterra post-punk, l'artista si dimostra saggio nella propria immaturità, giocando con l'aspirazione a non aver aspirazioni, consumando i propri pezzi e la propria esistenza nel tentativo di sviscerare l'universo femminile, assediando con ogni mezzo possibile questi profumati oggetti del desiderio. Un assalto istintivo, abile quanto potente, che trova certezze nella gioiosa ruvidità del “sangue fresco” pompato dal trio, composto con Lorenzo Alderighi al basso e Lorenzo Moretto alla batteria, tra melodie vitali e oblique, ritornelli lapidari e squarciati che diventano a piacimento inni («Perdere , io voglio perdere con te»), slogan formidabili («E' libidine») o titoli che odorano di irresistibile verità – «Io  sto con te (ma amo un'altra)». Chitarre grattate e immediate, senza colpi di genio ma anche senza sbavature e orpelli superflui.

Non è un capriccio né un'ambizione per Fiumani scrivere un album, ma semplicemente la mitizzazione della microstoria di un uomo che con serenità ha accettato i propri incubi e tormenti, anzi ci vive, seppur male. Per questo si rallegra sia delle albe insonni sia delle notti di sogno, purché dedicate e votate al sacro comandamento dell'eros, come primo insperato antidoto alla «vita grigia e blu», alla quale da sempre contrappone il suo «rosso arrapato» e i suoi «vestiti verdi», acerbi come la giovinezza, tanto impersonificata quanto invidiata. In questa nuova consapevolezza può permettersi anche di vivere con fierezza i rapporti di fiducia e di ispirazione, ragguagliando illustri allievi come Manuel Agnelli di non accanirsi troppo sui muri di gomma delle oppressioni sociali («Non farai come Manuel che diventa violento se non capisce qualcosa») o di citare fonti di saggezza sentimentale i personaggi più inaspettati («l'ha detto anche Prandelli che i risultati si ottengono col gioco»). Difficile da trovare è un album che non aggiunge niente di nuovo da un punto di vista prettamente musicale, e che non può ambire a considerevoli risultati di vendite, ma perché di questo non ha bisogno, il suo artefice è un uomo oberato dalle aspettative sentimentali, non economiche. Non soltanto riconosce la discontinuità del proprio genio, ma anzi ci gioca sopra, perché Federico Fiumani non po' arrivare ovunque, ma può permettersi tutto.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Federico Fiumani
  • Anno: 2009
  • Durata: 39:09
  • Etichetta: Self

Elenco delle tracce

01. Intro
02. Coda di paglia
03. Dolce insonnia
04. Dura madre
05. Giovinezza
06. Il sogno di te
07. La bella e la bestia
08. Io sto con te (ma amo un'altra)
09. Mi piace perdere
10. Perchè piangi?
11. La vita grigia
12. Outro

Brani migliori

  1. Coda di Paglia
  2. Dura madre
  3. Giovinezza

Musicisti

Federico Fiumani: voce e chitarra
Lorenzo Alderighi
: basso
Lorenzo Moretto
: batteria

Fabio Marchiori
: tastiere e pianoforte