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Roberto Kunstler

Davanti alla fine del mondo #1

E poi ci sono quei dischi che sono come un presagio. Si ascoltano e sale un senso di vertigine. Come possano alcuni artisti, specie quelli al di fuori del mainstream, avere la fredda lucidità di stare dentro al proprio tempo, ascoltarne l’odore, cogliendone così bene le sfumature al punto di anticiparne gli eventi, è pratica conosciuta solo agli sciamani. E di uno sciamano ne ha pure il carisma Roberto Kunstler, che di pratiche alchemiche ci ha dimostrato di saperne maneggiare, quando nel 2001 ha trasformato in oro le partiture accartocciate di Cammariere con il suo “Dalla pace del mare lontano”.

Un presagio, dicevamo: solo il titolo dell’opera, partorita nel settembre del 2021, suona come un epitaffio definitivo Davanti alla fine del mondo. Boom. Ed eccoci qui, davanti davvero ad una fine del mondo, quella di una guerra che ogni giorno i media ci mostrano e ci zoomano da ogni angolazione. Cos’altro è la guerra se non la fine del dialogo, la crisi della comunicazione, la morte della parola?

 

“È tutto il sistema della comunicazione ad essere messo in crisi. Ci troviamo davanti ad una specie di Babele al contrario. Dove non sono più gli uomini a non capirsi, ma le parole stesse a sgretolarsi fino a perdere senso e credibilità” ci spiega Kunstler, ma il bellissimo video, girato insieme a Ottavia Pojaghi Bettoni (clicca qui), che accompagna il suo lavoro è ancora più eloquente. Un uomo ed una donna qualsiasi, un A ed un B, che parlano ma non riescono a capirsi.

Ispirato dalle letture di alcuni racconti del filosofo Mauro Cascio, il concept album è una riflessione sul tempo complesso ed indecifrabile che viviamo, attraverso un viaggio nella contemporaneità in cui Kunstler si serve anche di alcune figure mitologiche e retoriche come quella di Ulisse e di un suo misterioso ultimo viaggio inedito, ma anche di Abelardo e del suo amore immacolato ed eterno.

Un disco profondo, con tutti i rischi che questo comporta, quindi anche quello di risultare ‘pesante’ ad un ascolto distratto, ma consapevoli anche di essere davanti a un lavoro che sembra arrivare da un’epoca lontanissima, in cui con le canzoni ci si poteva permettere di essere colti senza rischiare di sembrare snob o, peggio, senza il rischio di passare per dei piagnucolosi catastrofisti.
Non sorprenda allora se dal punto di vista degli arrangiamenti, curati da Francesco Musacco, e del timbro musicale, questo lavoro possa sembrare così diverso da tutta la produzione artistica contemporanea o, addirittura, dai sapori spiccatamente retrò: ballate intimiste come la delicata Acqua nell’acqua, cavalcate folk come Davanti alla fine del mondo, suggestioni liriche medievali come La canzone di Abelardo.

Il Maestro però ci tiene a farci sapere, a modo suo, lasciandoci dei segnali per ritrovare la strada, novello Pollicino, che un nuovo futuro è possibile. E lo fa almeno in tre modi: nella cover del CD compare un disegno dell’arca di Noè, simbolo di salvezza e di speranza; nel titolo ci tiene a farci sapere che questo è solo la #1 come per sottolineare l’importanza a non smettere ed a continuare; e poi, infine, con un verso “Dal mare lontano ritorna la pace, il mondo finisce e qui tutto tace” che, anche in questo caso, sembra indicarci che la soluzione è lì, nelle profondità dell’animo degli uomini, basta dargli voce.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Francesco Musacco, Roberto Kunstler
  • Anno: 2021
  • Durata: 19:12
  • Etichetta: Sony Music

Elenco delle tracce

01. Davanti alla fine del mondo

02. Echi del tempo

03. L’ultimo viaggio di Ulisse

04. Canzone di Abelardo

05. Getterò alle spalle

06. Acqua nell’acqua

Brani migliori

  1. Acqua nell'acqua
  2. Davanti alla fine del mondo