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Davide Zilli

Coinquilini

Davide Zilli “con quella faccia un po' così / quella espressione un po' così” per usare le parole di Conte, mi ricorda il giovane Benigni che nel ruolo di Mario Cioni rese memorabile il film di Giuseppe Bertolucci “Berlinguer ti voglio bene”, ma se lì il protagonista lo ricordo soprattutto per un irrefrenabile turpiloquio girato lungo una strada di Prato, qui Davide colpisce invece sin dal primo ascolto per la sua sottile ironia, il suo fine lavoro di cesello con le parole, una scrittura sempre in punta di fioretto, uno sguardo disincantato verso la nostra società, ma dal linguaggio politically correct, con quel suo porgere gentile. Ne nasce così un album, o forse meglio un EP, vista l’esigue durata sotto i 30’ in cui si muove tra swing, jazz, ritmi sudamericani, blues, creando un impasto fresco in cui i confini di genere si affievoliscono e dove prende forma uno stile originale, divertente, mai banale.

 

Ecco allora "Coinquilini", brano d’apertura jazzato e con qualche sovrincisione, in cui ci canta così «Non confondere l’affitto con l’affetto / siamo uniti per pagare la bolletta / siamo nomadi in tutti i condomini / siamo clandestini / siamo amici approssimati per difetto /siamo amici solo per contratto / e non siamo né fratelli né cugini / siamo coinquilini» di una nuova forma di convivenza; in "Funny Milano" abbiamo una malinconica carrellata in cui un ipotetico protagonista si muove tra le strade di Milano: e allora ecco Zilli rivolgersi a lui con amara ironia «Non sei solo sei single / non sei vecchio sei vintage / non sei stupido né frivolo /sei solo lounge». I compiti delle vacanze briosa e frizzante, vagamente sudamericana e vacanziera scorre con leggerezza con tanto di coretti, mentre più retrò e pacata Nel vagone affollato ci racconta di un amore o meglio di tanti amori (visti i tanti nomi femminili che scorrono come sottotitoli nel testo), amori che corrono lungo i binari.
 

 

Tra swing e tango "Jazzabestia" è come un mini film che pone sul set tanti buffi personaggi, un siparietto davvero gustoso. Ironia a profusione ritroviamo inoltre ne Il primo stipendio, dove un momento tanto atteso è guastato da un’imprevista sorpresa «Ma oggi ho visto il direttore / mi ha detto siamo spiacenti / non creda, sa per tutti è dura / sa com’è dopo l’undici settembre / in una mano ha la liquidazione / nell’altra mano ha la pacca consolante»; risolvere allora il tutto suicidandosi? no perché “ironia” vuole che «la dama in nero non ti vuole / è toccata al tuo direttore». "Provinciopoli blues" cerca, riuscendo in pieno, di far sorridere a suon di blues delle tante storture e dell’assenza di futuro per tanti giovani delle metropoli, ed ecco che va bene qualsiasi ancora di salvezza “siamo depressi / nelle grandi città va bene anche un master in igiene dei cessi”.

 

È ora di chiudere il sipario e Davide lo fa con “Fuorimoda”, un affascinante pezzo jazz che sembra appunto essere “fuori moda”, ma che con la sua assenza di parole colma il frenetico scorrere di immagini con cui ci ha illustrato l’urbano vivere. Un difetto? Il disco è davvero breve e appena finito viene subito voglia di riascoltarlo partendo dallo spiritoso tormentone di Coinquilini…ma è così grave??
 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Roberto Alessi
  • Anno: 2010
  • Durata: 29:07
  • Etichetta: Enovisuoni Records / Corte Manlio

Elenco delle tracce

01. Coinquilini
02. Funny Milano
03. I Compiti delle Vacanze
04. Nel Vagone meno Affollato
05. Jazzabestia
06. Il Primo Stipendio
07. Provinciopoli Blues
08. Fuorimoda
 

Brani migliori

  1. Coinquilini
  2. Funny Milano
  3. Provinciopoli Blues

Musicisti

Davide Zilli: voce, piano, tastiere
Kristian Monti: tromba (1, 6, 7), flicorno (2)
Andrea Baroldi: tromba (1, 5), flicorno (4, 8)
Alessandro Cassani: contrabbasso, chitarra (2, 3, 5)
Alberto Venturini: batteria, percussioni, clarinetto, sax
Dario Guardino: chitarra (7)
Giovanna Dazzi: voce     Ospiti:
Chiara Martini: violino
Vittorio Castagnoni: violino
Martina Cassani: viola
Enrico Lungarini: violoncello