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Franco Battiato

Apriti sesamo

Tutto rivolto al passato questo nuovo lavoro di Franco Battiato. Quasi tutte le canzoni evocano tempi trascorsi, come se l'autore si trovasse nella posizione di chi, alla fine di un'esperienza vitale, la osserva con lieve nostalgia e con sguardo bonario, consapevole di avere tratto il massimo da essa, in termini di evoluzione spirituale e crescita umana.

Non appare dunque un caso che ci siano titoli come Quand'ero giovane, Testamento, Passacaglia e continue autocitazioni o elementi musicali e contenutistici che ricordano opere passate di Battiato, come si trattasse di una summa del suo pensiero musicale e “filosofico”, un tirare le fila e magari anche qualche conclusione. Ad esempio Quand’ero giovane è la didascalia in musica di certe scene del suo primo lungometraggio ‘Perduto amor’, con le domeniche pomeriggio passate a suonare nelle balere lombarde, e una Milano degli anni 60, cantata con lo stesso affetto con cui l'aveva resa al cinema, non foss'altro perché rappresenta un passato – ancora una volta – che è stato per lui vitale e pieno di esperienze decisive in una gioventù che, tuttavia, “fortunatamente passa”, secondo il noto antigiovanilismo battiatiano. Magari a qualche orecchio raffinato ricorderà anche l'atmosfera di Lombardia di Alberto Radius, brano non a caso nato dallo stesso team che accompagnava Battiato negli anni '80. Eri con me ha una ritmica simile a quelle di Mesopotamia, con quel “prepariamoci” che ricorda invece l’Esodo, mentre La polvere del branco, con “impenetrabile, immensa, impervia” rimanda direttamente a I'm that di “X stratagemmi” (“impervious inaccessible immense”), e nel tema centrale, quello della solitudine e del distacco dalla massa, ricorda con una simile metafora Le aquile non volano a stormi, dello stesso disco. I conoscitori dell'opera del cantautore potranno divertirsi a scovare altri rimandi ed echi, così come le immancabili citazioni letterarie, da Santa Teresa a S. Agostino a Dante, passando per ‘Le mille e una notte’, e quelle musicali, con quel gusto, che tanto lo caratterizza, di fare convivere felicemente musica classica, pop ed elettronica. Musicalmente non aggiunge molto a quanto già espresso da Battiato, che pure stupisce ancora una volta per la capacità di usare con garbo il computer e di dare respiro ampio attraverso gli archi. I brani sono quasi tutti incalzanti e riccamente arrangiati.

Nella bonus (e title) track, Alí Babà apre la porta della grotta, e dinnanzi a lui si palesa una distesa di gioielli e oggetti luccicanti, un vero tesoro inestimabile. Tuttavia, proprio in quel momento “sorto il giorno, Sherazade si interruppe e la fiaba finì”, come a dire che alla fine, come ne La porta dello spavento supremo, “Tutto si dissolverà…(“X stratagemmi”). La comprensione totale, la visione completa, si ha solo una volta varcata quella porta da cui non si torna indietro.

Un disco non originale, in cui il cantautore fa ricorso a un certo mestiere e anche un po' al suo repertorio, eppure non delude né inganna. Anzi, si presenta in modo onesto agli ascoltatori, quasi riflettendo a voce alta, quasi volendo lasciare un testamento con i suoi “pensieri dominanti”: la spiritualità, la reincarnazione, la vocazione mediorientale, la voglia di comprendere, di superarsi, di evolversi in modo autonomo, le “continue esplorazioni” che la vita consente, perché  “Viviamo in un mondo orribile”, eppure della vita gli piace tutto, persino “l'odore che davano gli asparagi all'urina”.

Un disco, dunque, che ha le sue basi su una evidente nostalgia del passato, anche quello delle pre-esistenza, ma che, come sempre accade alle opere del cantautore siciliano, è fonte di stimoli intellettuali, comunica voglia di conoscere e fa intuire, come dietro la pietra della grotta dei 40 ladroni, un tesoro inestimabile da scoprire, ascolto dopo ascolto.


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In dettaglio

  • Produzione artistica: Franco Battiato
  • Anno: 2012
  • Durata: 36:34
  • Etichetta: Universal Music

Elenco delle tracce

01. Un irresistibile richiamo

02. Testamento

03. Quand'ero giovane

04. Eri con me

05. Passacaglia

06. La polvere del branco

07. Caliti junku

08. Aurora

09. Il serpente

10. Apriti sesamo


Brani migliori

  1. Un irresistibile richiamo
  2. Testamento
  3. Passacaglia

Musicisti

Gavin Harrison: batteria  -   Faso: basso  -   Simon Tong: chitarre  -   Carlo Guaitoli: pianoforte  -   Carlo Boccadoro: organo Hammond  -   Nuovo Quartetto Italiano: archi  -   Pino “Pinaxa” Pischetola: ritmiche e programmazioni  -   Gianluca Ruggeri: percussioni  -   Chiara Vergati: voci