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Daniele Celona

Amantide Atlantide

Ammazza che bel disco. Primo pensiero buttato lì senza troppo rifletterci e detto ad alta voce dopo il quarto brano. E si sa che quattro brani non fanno un album, ma questo movimento continuo tra la tensione tirata e rabbiosa e una placida delicatezza genera dei piccoli miracoli sonori. Scrittura schietta e mai retorica quella di Daniele Celona e questo Amantide Atlantide è, lo diciamo da subito, una delle cose più interessanti sentite da queste parti da un po’ di tempo.

Ogni buona recensione dovrebbe cominciare con qualche nota biografica sull’autore, chi è, cosa ha fatto, dove è nato; e continuare, se è uno giovane, con i palchi che ha calcato, i premi vinti, i concerti aperti, le collaborazioni. Per questa volta le notizie biografiche le saltiamo (potete trovarle ovunque su google) e entriamo subito in Amantide, che apre il disco: rock potente, deluso, riff di chitarra e percussioni a tenere lo stesso tempo fino allo sfogo rabbioso del ritornello, per poi far scendere tutto di nuovo, e la voce che sa sporcarsi e graffiare e poco dopo delicatamente accarezzare. Dopo un inizio così potrebbero esserci anche dieci brani inutili dalla rima cuore-amore e andrebbe bene lo stesso. E invece il bello sta lì, sta in quello che viene dopo: La colpa, Precarion e Sud Ovest. Uno, rock melodico e ritmato; l’altro urlo generazionale, di quella generazione alla quale hanno raccontato che l’incertezza è la sola condizione possibile in cui dover forzatamente sopravvivere; e il terzo, una ballata d’amore per la terra sarda che così potente, e di pancia, non si sentiva dai ricordi de L’Agnata di De Andrè.

Quello che appare evidente è che sulla forma-canzone tradizionale Celona sappia innovare, con la capacità di dosare pause e silenzi; con la voce che dall’intimo vibrato di Sotto la collina diventa la rabbia di Vampiri su colli di vetro o Johannes; voce che si insinua nel piccolo, nel particolare, nel dettaglio vicino, e poi si allarga all’ampio sociale panorama delle lotte umane, degli scontri con la quotidianità, per raccontare il costante sentirsi in bilico e la necessaria e incessante (quanto inutile) ricerca di equilibrio. E benissimo questa inconsistenza esistenziale, mista a energica potenza controllata, dritta e cruda, esce dalla chitarra-basso-batteria dei Nadàr Solo che suonano il disco dal primo all’ultimo brano. Ne esce un album cantautorale rock. Che il meglio sa contenere delle due anime, l’attenzione maniacale alle parole e alle atmosfere che si creano dal loro mettersi una accanto all’altra, e l’incastro quasi perfetto di strumenti e arrangiamenti in un energica e melodica costruzione.  

Questo meraviglioso viaggio lo chiude Atlantide, perfetta, dura, di una disperazione contenuta, rassegnata; con la voce di Levante (altro puro talento di questi anni) ad incrociare quella di Celona. Non un duetto ma qualcosa di costruito come se i fili delle due storie, provenienti da tempi differenti, si avvicinassero per poi riallontanarsi. S’intrecciassero per poi strapparsi, «in un noi che diventa mai».

L’occasione per ascoltare i brani di Amantide Atlantide saranno alcune date nel mese di maggio racchiuse nel V per Violoncelli Tour (aprirà Rieti e chiuderà Firenze), prima degli appuntamenti estivi. Sul palco un inedito trio per due terzi femminile, le sonorità dei Nadàr Solo saranno infatti sostituite da due violoncelliste, Beatrice Zanin e Chiara Di Benedetto. Interessante l’esperimento di far suonare un disco rock da due strumentiste classiche, spogliandolo di tutta la costruzione sonora per tornare all’essenziale: altra conferma dell’intelligenza creativa di quest’artista.

V PER VIOLONCELLI TOUR
14 maggio @ DEPERO CLUB – RIETI
16 maggio @ TBA – MARINA DI CARRARA
20 maggio @ BARAZZO – BOLOGNA
22 maggio @ OFFICINE CORSARE – TORINO
23 maggio @ GARDEN CONCERT – MILANO
24 maggio @ TWIGGY  - VARESE
25 maggio @ SPAZIO 1929 – LUGANO
30 maggio @ TASSO – FIRENZE


(qui sopra Celona in  uno scatto di Riccardo La Valle)

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Daniele Celona e Nadar Solo
  • Anno: 2015
  • Durata: 47:46
  • Etichetta: NøeveRecords/Sony Music

Elenco delle tracce

01.  Amantide
02.  La colpa
03.  Precarion
04.  Sud Ovest
05.  Vampiri su colli di vetro
06.  Johannes
07.  Sotto la collina
08.  V per Settembre
09.  Politique
10.  L’oro del mattino
11.  Atlantide

Brani migliori

  1. Amantide
  2. Atlantide
  3. Sud Ovest

Musicisti

Musicisti e ospiti:
Daniele Celona: voce, chitarre, basso, rhodes, metallofono  -  Matteo De Simone: basso  -  Federico Puttilli: chitarre, metallofono  -  Alessio Sanfilippo: batteria
Ospiti:
Levante: voce in “Atlantide”  -  Mauro Talamonti: sound design in “Sud Ovest” e voce ebbra in “Vampiri su colli di vetro”