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Paolo Farina

10 pezzi facili

A distanza di circa un anno da “Provini per Colombini”, uscito nel settembre 2022, Paolo Farina ha recentemente pubblicato un nuovo album, 10 pezzi facili, che sconfina volutamente in un territorio da lui in parte inesplorato, quello del pop.

Nella sua prolifica discografia il cantautore si è finora cimentato con diversi generi. Ha ottenuto lusinghieri risultati nel campo della musica etnica in dialetto pugliese con il gruppo “Etnoritmo”, ma ha anche reso omaggio al progressive rock nell’album “Humana Prog – Fiori, frutti, farfalle” del 2014. Con il nome di Vallone ha realizzato un disco di stampo cantautorale, “Multiversi” (2015) e quindi, più di recente, si è dedicato al blues - con qualche incursione nel jazz e nel funk - nei due full-length “Canzoni in blues vol. 1 e 2”. Nel suo penultimo album, l’artista ha invece riportato alla luce alcuni brani da lui registrati negli anni Settanta in una demo che all’epoca aveva sottoposto all’attenzione del grande produttore Alessandro Colombini. Ma l’idea di sperimentarsi con una scrittura differente era già da tempo nella mente di Farina ed ha preso forma in quest’ultimo lavoro. Egli si è quindi voluto concedere un divertissement, allontanandosi momentaneamente sia dai contenuti personali ed introspettivi sia dalle tematiche impegnate (La lettera di Samir e Via Mancinelli sono due apprezzabili esempi in questo senso) e si è avvalso, come di consueto, di validi e fidati collaboratori come Giuseppe Fiori, che ha suonato quasi tutti gli strumenti, Lele Battista, Paolo Iafelice e Antonio Polidoro (solo per citarne alcuni).

 

Il titolo 10 pezzi facili è un’ironica dichiarazione di intenti, così come la copertina, che ammicca a quelle degli spartiti di musica classica editi da Ricordi. Le 10 tracce sono, effettivamente, di facile presa, con melodie accattivanti e arrangiamenti curati, opera dello stesso Fiori, nei quali sono disseminati tutti gli ingredienti del pop più “classico”, dagli assoli di chitarra elettrica a quelli di Hammond e dalla base ritmica danzereccia al “lento” per piano, voce ed archi. Gli elementi del genere sono dosati consapevolmente nella costruzione di brani dalla struttura regolare e talvolta, forse, un po’ prevedibile; qua e là, inoltre, si intravedono piccole citazioni - note, accordi, frasi - “involontarie”, ma dichiarate, che rivelano ascolti e passioni musicali dell’autore. Quanto ai testi, essi sono incentrati per lo più su di una figura femminile: la donna ritratta nelle liriche, sempre bella e affascinante, può essere ancora da incontrare (come in Esco), la compagna di vita (Una diva hollywoodiana), una persona un po’ superficiale, invitata dal protagonista a gustare piaceri più essenziali (Vieni qui) oppure viene evocata nella sua sensuale fisicità (Turista). Ciò che accomuna la maggior parte dei pezzi è la tematica del sogno ad occhi aperti: grazie all’immaginazione, la vita quotidiana può assumere una dimensione quasi magica, in cui ogni esperienza si trasforma in un’avventura da vivere sulle ali della fantasia.

L’opener Esco è un brano per voce e chitarra che racconta il desiderio di novità e di amore dell’io lirico nel suo vagare notturno senza meta per le strade. Si prosegue con La fabbrica dei sogni, in cui l’assunto è che la realtà può essere più attraente della fantasticheria se è personificata da una donna dagli occhi blu. In Una diva hollywoodiana il protagonista immagina invece la propria partner in languide pose da star e se stesso nei panni di un songwriter californiano sulla copertina di un disco, non tanto con l’intento di evadere dal reale, ma di tramutare davvero l’ordinario nella scena di un film. Viveva con lei è poi un brano spensierato che racconta di un individuo che “credeva di essere un poeta”, la cui esistenza “di frontiera” è rallegrata dai colori del paesaggio (il rosso del sole, il blu del cielo, il bianco delle nuvole): le immagini semplici e un po’ stereotipate conferiscono al brano leggerezza e ironia, le stesse qualità che pervadono le liriche di tutto l’album e che sono essenziali, secondo il cantautore pugliese, per affrontare la quotidianità.
La seconda parte del full-length suona come un po’ meno ispirata e in essa spicca soprattutto la penultima traccia, la già citata Vieni qui, che racconta il contrasto di valori tra una “lei” che vive in una casa lussuosa, tra pavimenti di parquet e mobili di design, ed un “lui” un po’ hippie, che trova la felicità in “30 metri quadri di povertà”. La conclusione è affidata un brano d’atmosfera, Turista, per voce e piano, con una chiusura di archi synth.

10 pezzi facili conferma la promessa contenuta nello stesso titolo: è un album gradevole all’ascolto, con qualche episodio di presa immediata. A voler confermare la vocazione cantautorale sui generis di Farina, i momenti migliori sono comunque quelli in cui agli stilemi pop si accostano ispirazioni e testi più autentici e personali.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giuseppe Fiori
  • Anno: 2023
  • Etichetta: Consorzio ZdB

Elenco delle tracce

01. Esco
02. La fabbrica dei sogni
03. Una diva hollywoodiana
04. Viveva con lei
05. Il cane e la luna
06. Neve candida
07. Cara
08. Stupida come me
09. Vieni qui
10. Turista

Brani migliori

  1. Esco
  2. Una diva hollywoodiana