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È uscito da pochi giorni il nuovo album di Francesco Guccini. Brani che riportano emozioni e urgenze mai sopite

“Canzoni da intorto” il titolo. In uscita solo su supporto fisico

Oltre trenta i musicisti coinvolti

 

Chiunque sia profondamente legato all’uomo ed artista Francesco Guccini ha sicuramente avuto un sussulto quando, a metà ottobre, è giunta la notizia della pubblicazione di un nuovo disco, a dieci anni di distanza dall’ultimo album in studio L’ultima Thule. Un entusiasmo in parte smorzato quando si è appreso che non si trattava di un disco di inediti, ma che ci ha lasciati comunque in fervente attesa. Perché se è pur vero che in questi anni il Maestrone ha regalato alcune fugaci apparizioni in alcuni brani di colleghi cantautori (Samuele Bersani e Roberto Vecchioni per citarne due), non aveva più prestato la sua voce al servizio di un intero disco. Alla fine, come ha dichiarato lui stesso, quest’ultimo lavoro si è rivelato piuttosto faticoso, dopo tanti anni di assenza in studio di registrazione, paragonandolo alla situazione di un atleta che non corre più da tempo ed è fuori forma, per cui il fisico necessita di recuperare gradualmente in resistenza e fiato.

Un nuovo album quindi, e Giovedì 17 novembre è stata l’occasione per presentarlo alla stampa. Canzoni da intorto, questo il titolo, che ha avuto il suo battesimo in una location non casuale, ovvero la Bocciofila Martesana a Milano, in zona Greco-Turro. Piccola digressione per inquadrare meglio questa realtà milanese, che lo scorso 7 dicembre 2021 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro per la sua opera d’impegno sociale nel dare ospitalità e spazio per il tempo libero soprattutto agli anziani, organizzando serate di ballo, cene e gare di carte. Nella motivazione che ha accompagnato il prezioso riconoscimento si è dato risalto ad un luogo che da oltre 60 anni è un pilastro della comunità, un punto di riferimento non solo per le attività ludiche e sportive, ma anche per le iniziative legate al volontariato e all’inclusione sociale (qui sotto una foto del locale durante la conferenza stampa).

 

Un luogo non casuale dicevamo, tanto è vero che “il Maestrone” - con il suo solito piglio ironico e sincero - ha raccontato come l’idea di un disco di cover arrivi in realtà da molto lontano, dalla necessità di voler trasportare su disco ricordi ed emozioni che tanto hanno segnato il percorso umano del cantautore emiliano. Ma non tutti, nel suo entourage, erano convinti dell’operazione ed il primo a guidare lo slittamento ad un non meglio precisato “prima o poi lo faremo”… c’era l’amico e manager Renzo Fantini. Invece, recentemente, in occasione di un pranzo a Pàvana con alcuni personaggi della BMG (con Dino Stewart lancia in resta, instancabile cultore di progetti che valorizzino la grande musica italiana), questa “folle operazione” - come lui l’ha definita - è tornata di attualità ed è stata accolta subito con grande entusiasmo. Il titolo “Canzoni da Intorto” è nato sempre durante quel pranzo su proposta della moglie Raffaella, appellandosi alla voce di origine gergale “intorto”, e volendo così esprimere come il giovane Francesco cercasse di imbonire e circuire le ragazze cantando i brani contenuti nel disco.

 

Ma il discorso è ovviamente più ampio e articolato, perché in realtà con la scelta delle tracce contenute in questa raccolta Guccini ha soddisfatto il desiderio di raccogliere alcuni dei brani che era solito cantare con gli amici “in una Bohéme confortevole giocata tra case e osterie, cullati fra i portici cosce di mamma Bologna, ombelico di tutto” e snodo fondamentale per la sua vita artistica, certo, ma anche per la sua crescita e formazione come persona. E lo fa con un intreccio di storie narrate in brani con riferimenti storici alla guerra e alla resistenza, che guardano al sociale e di derivazione popolare. Canzoni che a quel tempo, in quanto “fighette e snob” servivano ad “intortare” le ragazze ed ora invece sono più che mai necessarie di essere rievocate, dato il periodo politico e sociale che stiamo vivendo. Durante la conferenza stampa molte domande vertevano sulla natura dei brani selezionati e Guccini non ha nascosto che si tratta di canzoni “schierate”, di appartenenza politica, come ad esempio l’anarchica Addio a Lugano, o la storica ballata popolare Morti di Reggio Emilia (difficile pensare di affascinare dolci pulzelle con due brani così, anche se su questa legittima considerazione Guccini l’ha buttata in tribuna, dicendo che “intortare” significava anche colpire sul fronte culturale le ragazze, far capire loro che c’era sostanza e valori da condividere, da difendere. Non ci è dato sapere se comunque alla fine questa “strategia” funzionava…). Diversi sono i brani in dialetto, in diversi dialetti per essere precisi, riprodotti in maniera naturale, senza averne approfondito fino in fondo la dizione esatta, ma il fil rouge che lega tutto il lavoro e lo rende prezioso è la voglia di raccontare ‘storie di perdenti’. Come succedeva a scuola, quando studiando l’Iliade Guccini ricorda che la classe si divideva, e ‘lui’ non aveva dubbi, stava sempre dalla parte dei Troiani. Si è poi appellato alla “forza delle idee”, scusandosi subito dopo per essere stato retorico. Ma non si è mai retorici quando si fa appello a valori e contenuti che sembrano andati completamente persi e vale sempre la pena, a nostro parere, ribadirlo.

In antitesi alla vita ritirata che Guccini conduce ormai da un po’ di anni, nell’amata campagna al confine tra Toscana e Emilia, dove i paesi del suo Appennino e i borghi circostanti si spopolano per dare spazio ai ricordi, “Canzoni da intorto” è un disco corale, al quale hanno collaborato più di trenta bravissimi musicisti, i quali hanno accompagnato i brani con sonorità variopinte e inedite, grazie all’instancabile lavoro di arrangiamento compiuto da Fabio Ilaqua (qui nella foto), che insieme a Stefano Giungato  ne ha curato anche la produzione artistica. Prima dell’annuncio dell’uscita del disco, proprio a Pàvana per festeggiare l’evento, si sono ritrovati insieme al cantautore i musicisti e gli addetti ai lavori che vi hanno partecipato, come da tradizione alla chiusura di ogni suo importante progetto  (link al video della festa a Pavana). Per cogliere appieno la portata musicale con cui sono stati rivestiti questi brani “storici”, lasciamo che a spiegarlo sia lo stesso Fabio Ilaqua.
“Canzoni da intorto è un album musicalmente ricco e complesso a cui hanno partecipato oltre trenta strumentisti provenienti da svariati mondi musicali. Diverse sono le influenze che convivono in questa tessitura, dal folk alla musica popolare, dalla musica bandistica a quella balcanica e da ballo. Tutto nasce e si sviluppa intorno al contenuto di ogni testo, nucleo fondamentale e originario, attorno al quale si muove una ricerca timbrica minuziosa in dialogo continuo con la voce e le parole, prestando attenzione particolare alla ripresa del suono. Sono canzoni di lavoro, politiche, di protesta il cui carattere è definito, oltre che dall’interpretazione vocale, dalla giustapposizione di strumenti come le chitarre manouche e la ghironda, dai fiati alle fisarmoniche, dal suono degli oggetti di tutti i giorni utilizzati come percussioni, dal contrabbasso ai cori alle chitarre elettriche ecc.. la lista sarebbe lunghissima. Il risultato è un dialogo costruito con cura e onestà affinché gli arrangiamenti non si limitassero a far da sfondo al cantato, ma ‘raccontassero’, attraverso il suono, una versione parallela del testo, tracciando una linea che abbraccia allo stesso tempo la tradizione e il contemporaneo.”

Per nobilitare un album di un gigante della musica italiana, diciamo pure una pietra miliare, la BMG ha deciso di pubblicarlo in cinque diversi formati, senza affidarlo (perlomeno in una prima fase…) alle piattaforme digitali: CD, CD limited edition - maxi formato, vinile, vinile special edition (edizione limitata numerata e colorata), e per i veri intenditori uno speciale doppio vinile edizione esclusiva con tracce strumentali – incisione diretta dai mix (edizione limitata e numerata) per riscoprire l’anima analogica della musica e esaltarne ogni sfumatura.

 

Dopo aver letto il ricco booklet che accompagna il disco ed aver ascoltato i brani, così ben arrangiati e riproposti, ogni dubbio sulla necessità di Canzoni da intorto risulta vanificato, almeno per chi scrive, perché trova la sua ragion d’essere nella piena aderenza con l’uomo e con l’artista.

 

https://www.facebook.com/francescogucciniofficial
https://www.francescoguccini.it/

 

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CANZONI DA INTORTO
Incontri di presentazione del disco

 SABATO 26 NOVEMBRE – MILANO 
ore 17:00 @ LAFELTRINELLI, GALLERIA VITTORIO EMANUELE II
(NELL’AMBITO DELLA MILANO MUSIC WEEK con LUCA DE GENNARO)

SABATO 10 DICEMBRE – ROMA
ore 16:00 @ LAFELTRINELLI, VIA APPIA NUOVA 472
(con FEDERICO GUGLIELMI)


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