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Simone Fattori

Suoni nell’etere: cent’anni di musica e radio

Natale 2097
Un anziano signore è seduto in poltrona, con una coperta che gli copre le gambe, davanti a un camino, uno dei pochi sopravvissuti all’ammodernamento delle abitazioni.
Vicino a lui un bambino di 5 anni lo chiama con insistenza “Nonno! Nonno!”; il nonno lo sente e sorride, sa bene cosa vuole il suo primo nipotino: mi racconti la storia della scatola magica?
Con pazienza, il nonno si sistema la coperta, schiarisce la voce e prende dallo scaffale vicino, quello con i libri a lui più cari e quindi comodi da prendere, un tomo dai colori sgargianti. La storia della scatola magica altro non è che la storia della radio, anzi la Radio, perché le maiuscole contano ancora; suo nipote l’avrà sentita decine di volte, ma non si stancano mai, lui di raccontarla, il piccolo di ascoltarla incantato.

Il libro di Simone Fattori, edito da Vololibero, racchiude in sé la magia della favola e l’autorevolezza del saggio. Racconta proprio quella storia e lo fa in modo preciso, dettagliato, puntiglioso, ma nonostante l’imponenza del volume e la consistenza dell’argomento, riesce a essere allo stesso momento documentario e fiaba. Come il nonno e il nipotino, chi si immerge in queste pagine entra in un secolo di fatti, persone, ribaltamenti, vita. Tutto, ovviamente a tempo di musica e tutto, si badi bene, con una radio accesa, vicino al caminetto, sulla mensola in cucina, in tasca o in macchina, non importa, perché la radio nelle sue mille trasformazioni ha accompagnato un secolo intero, dai primi rudimentali tentativi fino alle ultime migliorie del suono digitale.

Un libro che quindi racconta non solo la creazione di uno strumento, ma ne dipinge in modo lampante l’importanza ricoperta in ambito culturale ed artistico. Uno schema lineare affronta la storia dividendola in aree geografiche, America, Inghilterra, Europa e Italia. È veramente un viaggio quello che ci regala Fattori, completo, ricco di esperienze e testimonianze e al quale non poteva chiaramente mancare una colonna sonora in tempo reale, grazie ai codici QR che ci portano a playlist ad hoc per ogni capitolo.

La radio quindi, strumento per divulgare e fare conoscere, ma anche gli speakers, i disc-jockey, figure di estrema importanza nella diffusione di scene musicali, gruppi emergenti, messaggi che dalla canzone raggiungessero, cambiandolo, il mondo intero. Basti pensare a come Keith Richards nella sua autobiografia racconta della prima volta in cui, grazie a Radio Luxembourg ascoltò Heartbreak Hotel di Elvis. Come il nonno in poltrona, che sono sicuro sfoglierà spesso questo volume, è facile provare nostalgia per epoche che oggi sembrano irripetibili, quando erano le persone a indirizzare i gusti dei giovani e non le statistiche, le ricerche di mercato o gli algoritmi; quando la passione per le sette note strabordava dal microfono di Lupi Solitari o marinai clandestini, quando l’esperienza delle radio libere sembrava essere l’antipasto di un mondo più libero e sicuramente migliore dell’attuale.

Nonostante tutto però, la Radio è ancora al nostro fianco, più di quanto ci si renda conto, ed è bravo anche in questo Fattori, nel farcelo notare, grazie alle testimonianze dirette di protagonisti dell’epoca. Non l’ha spenta la tv e a quanto pare non ci sta riuscendo nemmeno internet, dimostrazione lampante della forza di un veicolo che pur avendo vissuto epoche più gloriose, è ancora una delle colonne portanti della cultura musicale nel mondo.

 

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In dettaglio

  • Artista: Simone Fattori
  • Editore: VOLOlibero
  • Pagine: 368
  • Anno: 2020
  • Prezzo: 19.00 €

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