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Laura Monferdini

Parola di Faber. Viaggio attraverso le parole di Fabrizio De André

Permettetemi di prenderla un poco da lontano.
Anni fa in Via del Campo (e dove se no?), vi era un negozio di dischi gestiti da uno strano e simpaticissimo personaggio che si chiamava Gianni Tasso. Dopo la morte di Fabrizio De André, il suo negozio diventò metà di un vero e proprio pellegrinaggio da parte dei fan di Faber. Gianni aveva sempre un aneddoto da raccontare - avendo conosciuto bene il cantautore genovese - e un cd (uscito chissà da dove) di qualche concerto. Tasso si fece anche promotore di una raccolta fondi per acquistare la chitarra Esteve 97 utilizzata da Fabrizio nel suo ultimo tour. Gianni ci ha lasciato troppo presto, ma il suo lascito in qualche modo è rimasto: il Comune di Genova, infatti, ha deciso di trasformare il mitico negozio “Da Tasso” in un vero e proprio museo-emporio dedicato ai cantautori genovesi (ma per tutti resta il Museo De André). 


E così oggi se vi inoltrerete “lungo le calate Dei vecchi moli in quell'aria spessa carica di sale gonfia di odori lì ci trover[ete]” il museo Viadelcampo29r. A gestirlo una gentile - in controtendenza quindi con la nomea che vuole i genovesi brontoloni, soprattutto coi “foresti” - signora, Laura Monferdini. Ma la gentilezza non è certo la sola sua qualità. Monferdini, infatti, è una delle più grandi conoscitrici del mondo deandreiano (ha anche partecipato anni fa a un quiz televisivo sull’argomento). Se avete qualche dubbio su Faber, chiedete a lei! 

 

Laura Monferdini un annetto fa si è presa la briga (e di certo il gusto), di ascoltare un’ottantina di live di De André (anch’essi recuperati chissà dove, che ci sia la mano di Tasso?). Non solo, Monferdini si è presa anche la briga (e non so se anche il gusto) di trascrivere tutti i dialoghi che il cantautore genovese ha tenuto durante gli stessi tra un brano e l’altro. Questo faticoso lavoro ha dato vita a un poderoso volume (500 pagine) edito da Arcana dal titolo Parola di Faber. Viaggio attraverso le parole di Fabrizio De André, una vera e propria manna per i tanti appassionati. Perché il libro contiene anche tutte le scalette dei concerti, il nome dei suonatori e gli interventi di diversi protagonisti di quegli anni (tra gli altri, Giorgio Usai, Mark Harris, Oscar Prudente, Ellade Bandini, Enrico De Angelis, Oliviero Malaspina), una antologia dei neologismi inventati dal Nostro, alcuni stralci di interviste e un commovente ricordo del figlio Cristiano.

 

Quello che emerge dal volume curato da Monferdini è un cantautore che seppur terrorizzato, all’inizio, dall’idea di salire sul palco ci prende poi gusto. Contrariamente, infatti, a quello che si può pensare il primissimo De André (quello del tour che inizia alla Bussola nel 1975, qui nella foto) è una persona che ha voglia di raccontare, di parlare, di scherzare e polemizzare. In certi tratti (forse favorito dall’uso e dall’abuso dell’alcol) appare persino prolisso. Fabrizio, insomma, spiega e (si) racconta come raramente ha fatto poi in televisione (le sue apparizioni si contano sulla punta delle dita).
Da una parte si avverte l’esigenza di essere chiaro, di non dare adito a fraintendimenti. Dall’altra però anche la necessità di non prendersi troppo sul serio, di voler in qualche modo smontare quell’alone di “sacralità” che si era (già) formata attorno alla sua figura. Nel corso degli anni, Faber però sembra incominciare a capire meglio la gestione del palco (e chiaramente non mi riferisco all’aspetto musicale: in quel campo è sempre stato maniacale nella ricerca della perfezione). Insomma, i suoi interventi diventano sempre più “studiati”, trasformandosi in vero e propri inserti imprescindibili per il buon funzionamento del concerto. Anche in questo De André ha avuto la grande capacità di volersi migliorare. E contrariamente all’immagine di personaggio scontroso, troviamo anche un Faber che si relaziona col suo pubblico, sia quando questo lo elogia sia quando lo contesta. Faber non si tira mai indietro. Chiaramente ci sono anche episodi in cui la voglia di parlare si riduce notevolmente (come nei primi concerti post sequestro), ma in generale quello che Monferdini cattura è un De André non solo consapevole della sua grandezza, ma anche consapevole di ciò che il pubblico si aspetta da lui.

Certo, e questo può essere il suo solo “limite”, il libro è davvero ad uso e consumo dei deandreiani più incalliti e pare - inevitabilmente - ripetitivo perché De André ad ogni concerto del relativo tour tornava spesso, come inevitabile che sia, su concetti e spiegazione dei brani. Ma ha al tempo stesso il grande merito di colmare un buco che solo in parte aveva già cercato di colmare il prezioso Tour Book curato dalla Fondazione De André e pubblicato da Chiarelettere qualche anno fa. 
Insomma, se come il sottoscritto, volete andare oltre alla semplice musica cantata da Fabrizio questo Parole di Faber non vi può in nessun modo sfuggire! 

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In dettaglio

  • Artista: Laura Monferdini
  • Editore: Arcana
  • Pagine: 505
  • Anno: 2021
  • Prezzo: 25.00 €

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