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Lusenstock. Ripartire dall’Arte

Alpe Lusentino, Domodossola - 21 agosto 2021 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5 ...

Enzo Gentile

Onda su onda

Con tutti questi cambiamenti epocali… afa e grandine, portapacchi con le scottature (c’era una volta…), è tutta mia la città. Un deserto che conosco. Varianti e correnti. Canzoni definite, a torto o a ragione, tormentoni. Sta di fatto che la storia della canzone estiva, marittima, balneare non ha mai smesso di irradiarsi dagli Anni 60 ad oggi. Perché? Enzo Gentile, tra i più autorevoli e soprattutto tra i più credibili giornalisti musicali, autore di una trentina di libri, ritorna ad interrogarsi sul “caso” nel tentativo di fornire un’aggiornata chiave di lettura. Grazie anche al “prequel” di Legata a un granello di sabbia (Melampo, 2005). Qualità vs. quantità? In ogni caso questa tipologia di canzoni anche se suddivise in sempre-verdi e meteore hanno sempre saputo co-esistere, senza mai veramente sfiorarsi. Precarie, stagionali oppure l’andare a mille (Orietta Berti, Fedez, Lauro) e quando meno te lo aspetti: TikTok. Ed ecco risplendere quel “bozzetto sonoro” della deliziosa Caterina Valente. Ed ancora: canzoni disperse che quando meno te lo aspetti saltano fuori con “tanto di remix” a cura degli odierni dj’s. Quelli che se incontri non ti dicono più “stasera vado a mettere i dischi” ma “stasera vado a suonare”.

Mutazioni: dai brani gettonati a quelli visualizzati, dal juke-box a Spotify. Dalle C60, C90 alla playlist digitale e ultra-personalizzata. Cosa hanno in comune? L’avere un’attitudine sensuale, la chiara intenzione di porre lo sguardo verso… (scegliete voi). Tra una granita, una tavola da surf, il bagnasciuga e l’occheggiare. Enzo Gentile sottolinea gli Anni 60. Non poteva essere diversamente. Dove le copie fisiche dei 45 giri vendevano milioni di copie, quando si diede il via a manifestazioni come “Un disco per l’estate”, il “Festivalbar”, il “Cantagiro, la più allettante in quanto itinerante e con tanto di Girone A per i cantanti e Girone B per i complessi (la parola band non si usava ancora). Ora è conteggio di follower. Nella meticolosa panoramica che giunge sino ad oggi, l’autore analizza diverse centinaia di canzoni e lo fa nel migliore dei modi. Introducendo i lettori in contesti, immaginari collettivi, usi e costumi, eredità, cambiamenti che restano, vuoti a perdere e nuovi decolli. Per fare ciò si avvale di oltre 100 testimonianze (
Red Ronnie, Renzo Arbore, Enrico Maria Papes de I Giganti, Ricky Gianco, Shel Shapiro, Beppe Carletti de I Nomadi, Dori Ghezzi, Donatella Rettore, Tony Esposito, Edoardo Bennato, Giusy Ferreri, Baby K, Boomdabash, ecc. ecc.).

Visioni da angolature diverse che sono il vero toccasana per non ragionare in astratto. E che hanno il grande merito di indurti ad immergerti ulteriormente nell’argomento. A questo dovrebbero servire i libri! Tra la prefazione di
Claudio Bisio e la postfazione di Enrico Vanzina, ecco l’etichettato a vita e meritevole Edoardo Vianello, il più trasversale (penne, fucili, occhiali, tremarelle surf ma anche un cocuzzolo della montagna), il cin cin con gli occhiali di Herbert Pagani, le acque e i mari di Lucio Battisti e Luca Carboni, la bandiera gialla di Gianni Pettenati, la tintarella di luna di Mina (poi ripresa dai Cafè Caracas con nell’organico l’esordiente Raf), il sovradosaggio dei musicarelli, l’andare ai cocktail con la pistola (non ne posso più) di Ivano Fossati, il Maracaibo di Lu Colombo (scritta da David Riondino), Tropicana del Gruppo Italiano, gli ombrelloni-oni-oni di Giuni Russo, il ti spalmo la crema degli Skiantos, l’talo-disco de La Dolce Vita di Ryan Paris (riempipista anche a Cuba), la retro-wave di una certa Bianca Surf di Johnson Righeira (“io punk pentito”). E si potrebbe continuare all’infinito tra la Colegiala, la lambada, Romagna mia, figli delle stele, Lunapop… Sino a giungere all’odierno ancheggiare sempre più latineggiante, ai duetti pop’n’rap e ai Màneskin come nuova opportunità. A pag. 336: Fa discreta impressione comunicativa e di marketing la discesa in campo di Chiara Ferragni, segno che anche la musica ha bisogno degli influencer e che la semiotica avrà da occuparsi di queste ulteriori forme di impollinazione. Parole che interrogano. Qui c’è da decidersi. Tra un cha-chacha della segretaria e le nuove impressioni di settembre. Nel frattempo, se voglia di cover viene… baldanzosa e coraggiosa deve essere… allora “Azzurro” di Alessandro D’Alessandro 

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In dettaglio

  • Artista: Enzo Gentile
  • Editore: Zolfo Editore
  • Pagine: 408
  • Anno: 2021
  • Prezzo: 18.00 €

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