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Diego Alligatore

Giovani, musicanti e disoccupati

Pandemia. Smarrimenti e percorribili vie di uscita. Come le hanno affrontate chi anima la scena underground? O indie, che dir si voglia. Lontana da bagliori e abbagli di un tempo che fu ed ora sottoposta a transizioni che richiedono inediti posizionamenti. Il lungo lockdown, il tentare di “tenere insieme il più possibile”, magari anche cantando e suonando dal proprio balcone. Date e tournèe annullate, il cercare familiarità con lo streaming, a torto o a ragione, nuovo modello comunicativo a/temporale. A scoperchiare tutto ciò ci ha pensato Diego Alligatore con questo utile ed interessante libro. Profondo conoscitore della scena sotterranea (emergente e galleggiante) e tra gli animatori del sito legato all’agenda “Smemoranda” ha chiamato a raccolta, intervistandoli, poco meno di una quarantina di diretti interessati. Dando loro voce e fornendo una panoramica su come sono mutate le modalità di proporre ed usufruire musica. Proprio nei momenti che l’interrogativo si è fatto sempre più assillante. È crisi? Certo che sì. Anche se è bene ribadire che questa è iniziata ben prima del Covid-19. Sbarcare il lunario, avere davanti a sé platee magari dai piccoli numeri ma che possono anche aprirsi a nuove possibilità. Un “ring” dal sapore dolceamaro al quale il musicista non può e non deve sottrarsi. La musica dal vivo come prova del nove. Aneddoti a ruota libera, stili di vita raccontati senza filtri, tattiche per non farsi consumare. Il non demordere. Meglio incidere un singolo o un album? Quanti sono veramente pronti per la “lunga distanza”? E due canzoni possono bastare per “cantarla e suonarla tutta”? Quali sensazioni senza la possibilità di tenere concerti? Ci si è barcamenati oppure è stata l’occasione per introdurre nuove energie? Attitudini, stati d’animo, il che fare, con quali dispositivi mettersi nuovamente in gioco. Testimonianze.

Tra queste: il prolifico
Jet Set Roger che pone l’accento sulle leggi di mercato e al loro volere monetizzare tutto e subito, Effenberg che (si) chiede meglio una pagina o un libro intero?, Chiara White che cerca e trova una buona formula, con la quale mi sono trovata e mi sto trovando bene, è quella del crowdfunding, Maria Devigili che non esita nel condividere messaggi punk e farli passare come canzoni ballabili e orecchiabili, Cinzia Gargano che illustra il progetto Unisona Collettiva un collettivo di cantautrici con storie, percorse, età e background differenti ma unite dal comune valore di credere nella musica come ricerca, sperimentazione e veicolo imprescindibile di comunicazione, Gerardo Balestrieri con un filo di tristezza leggo di luoghi che chiudono perché non hanno risorse per resistere: un disastro, il talentuoso Boris Savoldelli che incalza sostenendo che il panico da web che ha colpito molti colleghi, che durante la pandemia si sono prodigati in concerti online spesso gratuiti, rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang che porta a sminuire anche il valore percepito della musica dal vivo, Monica P che non ha dubbi l’arrivo del Covid-19 non ha fatto altro che accendere un faro e illuminare le condizioni della musica dal vivo in Italia. Prefazione di Maurizio Marsico poliedrico musicista e il suo sguardo sull’attuale situazione che potrebbe rivelarsi come il sintomo di un momento creativamente aureo che si estenderà anche al Dopo senza farci ricadere più negli stessi errori.

Ebbene sì: perché di mancanze e disattenzioni da parte degli stessi musicisti su determinate questioni, come ad esempio il maggior tutelarsi come lavoratori dello spettacolo, ci sono state. Nelle pagine finali un illuminante colloquio con Marino Severini dei Gang attinente al suo “Ritorno al fuoco”. E che “messaggia”: al cosiddetto “giovane musicante” dico semplicemente che questo “non è un paese per musicanti”, non lo è da tanto tempo, ma chi non è responsabile scagli la prima pietra. Da chi gestisce tutto questo unicamente per profitto e non per passione, chi considera la musica e la cultura in genere niente altro che merce e non un Bene, fino a coloro che tirano a campare, che cercano di sopravvivere al disastro facendosi semplicemente “i cazzi suoi”. Su e giù dal palco: il senso del Noi e la capacità di accomunare identità e divenire. Perché, senza alcun dubbio, di sfide evolutive si tratterà. 

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In dettaglio

  • Artista: Diego Alligatore
  • Editore: Arcana
  • Pagine: 123
  • Anno: 2021
  • Prezzo: 14.00 €

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