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Fabio Zuffanti

Franco Battiato: tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019

Ebbene sì, ci sono proprio tutti. Dai primi improbabili 45 giri agli album sperimentali dei primi anni Settanta (con Fetus del 1972), da quelli della svolta pop di fine anni Settanta (con L’era del cinghiale bianco del 1979), a quelli di impronta “mistico-religioso” (con Fisiognomica del 1988) da quelli legati alla musica “colta” (con Genesi del 1987) alla trilogia di Fleurs (1999).

Fabio Zuffanti torna, per così dire, sul luogo del delitto - dopo Franco Battiato, La voce del padrone. 1945-1982: nascita, ascesa e consacrazione del Fenomeno - per approfondire il tema, allargando il discorso. Franco Battiato: tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019, edito da Arcana, è un libro-guida in cui lo scrittore-musicista prende in rassegna, come detto, tutte le canzoni dell’artista siciliano. Un’opera per certi aspetti monumentale ma dal conteggio pagine tutto sommato contenuto (320). Ogni disco viene introdotto da una sorta di scheda riepilogativa che tiene conto dei musicisti coinvolti, della grafica di copertina, del contesto storico, delle esperienze maturate nel frattempo da Battiato e dell’accoglienza del pubblico. Quindi viene sviscerata ogni singola traccia. Zuffanti - che ha alle spalle anche un’ottima carriera da musicista prog, avendo militato in band quali Finisterre, La maschera di cera e Höstsonaten - è abilissimo nell’accompagnarci nella lettura dei brani anche in maniera “tecnica” senza cadere - paradossalmente - in “tecnicismi”. Giusto per fare un esempio, tratto dalla canzone L’era del cinghiale bianco: “Un moto perpetuo di violino sostenuto dalla batteria che diventa all’istante il marchio di fabbrica del nuovo corso, stampandosi indelebile nella mente degli ascoltatori. Un tappeto di tastiere arriva poco dopo a fornire il tessuto armonico e, a 0:32, entrano basso e chitarra elettrica mentre il tempo cambia con una serie di stacchi in 7/4 (3/4 + 4/4). Poi la voce fa il suo ingresso in un ritmo di 6/8. In nemmeno un minuto già tre cambi di tempo in quello che dovrebbe essere un “normale” brano pop”. D’altronde Zuffanti non è nuovo a imprese del genere, essendo da tempo curatore di una succosa rubrica per il sito di Rolling Stone, rubrica in cui elenca i dischi di un artista dal peggiore al migliore. In qualche modo accade lo stesso anche qui, perché Zuffanti non si tira certo indietro nell’esprimere pareri personali per nulla asettici o, peggio, agiografici. Per cui un possibile gioco per il lettore è quello di dissentire o condividere su certi suoi giudizi. A proposito, invito a cercare qual è il peggior brano, secondo l’autore, di Battiato e naturalmente a confrontarlo con la propria scelta (più che brutto il brano in questione io lo definirei terribilmente kitsch al pari di Personal computer. E sempre a proposito di giochi: provate anche a indovinare qual è il personaggio fuori dal mondo musicale maggiormente citato… chi conosce Battiato dovrebbe avere la risposta già pronta).

Certo, per esigenza di tutto scrivere a volte può accadere che Zuffanti (nella foto a sinistra) debba in qualche modo condensare in poche righe pareri personali e informazioni. Ma è un difetto - se di difetto si tratta - tutto sommato trascurabile vista l’enorme mole di notizie che egli ci regala. 

Ci possono essere tanti modi per leggere un libro: nel più totale silenzio o con una musica soffusa di sottofondo. Io per questo libro ho deciso il silenzio. Compiendo una sorta di viaggio nel tempo, leggevo cercando di riandare con la mente alle canzoni di cui si parlava. Alle volte i ricordi erano nitidi, altre volte invece si erano fatti più sfumati. A quel punto la seconda lettura è stata accompagnata proprio dall’ascolto delle canzoni, scoprendo qua e là piccole cose che mi erano sfuggite o che non ricordavo più.

Un viaggio tanto affascinante quanto per certi aspetti malinconico. Perchè, lo sappiamo tutti, non avremo più modo di sentire una nuova canzone di Franco Battiato. E questo per ogni fan dell’artista siciliano è un dolore difficile da sopportare. Anche per tale ragione il libro di Zuffanti è prezioso: ci permette di rivivere un'esperienza umana e artistica unica. Che va a combaciare con tutta una serie di nostri ricordi ed emozioni. Grazie a Zuffanti abbiamo, insomma, la possibilità di riaprire il forziere di Battiato, per riscoprire piccoli e grandi gioielli, perle rare, qualche chincaglieria e ottima bigiotteria. 

È un lungo addio quello che ci ha preparato Battiato. E non posso che sottoscrivere quanto Zuffanti dice nell’introduzione: “Auguro a Battiato di vivere in serenità il resto dei suoi giorni e lo ringrazio per averci donato tutto questo. Le sue opere rimarranno per sempre a elevarci; con le sue invenzioni, suggestioni e stimoli Franco ci ha resi tutti persone migliori”. 

Sì, grazie davvero di tutto, Franco. 

 

 

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In dettaglio

  • Artista: Fabio Zuffanti
  • Editore: Arcana
  • Pagine: 320
  • Anno: 2020
  • Prezzo: 19.50 €

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