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Franco Battiato, l’uomo che ci ...

  È stata una splendida e sobria serata quella che ieri sera, al teatro della Triennale, ha ricordato il “cittadino milanese” Franco Battiato, il musicista giunto dalla sua solare Sicilia per conquistare ...

Carla Spessato

Franco Battiato – come un incantesimo

La scomparsa di Franco Battiato ha dato il via alla pubblicazione di molti testi sulla sua vicenda artistica e, di concerto, anche umana in quanto la sua vita è sempre stata strettamente legata alla sua arte. La casa editrice Giunti ha voluto ricordare l’artista siciliano con la pubblicazione di un volume che fa parte della collana Bizarre e denominata ‘Le storie dietro le canzoni’ che nel suo carnet vede la presenza di testi contemplanti artisti come i Beatles, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Fabrizio De André e molti altri.

La modalità della proposta è nota: vengono analizzate tutte, ma proprio tutte le canzoni pubblicate dagli artisti proposti in maniera temporale e con una particolare attenzione alle storie che hanno condotto alla loro ideazione, elaborazione, registrazione, produzione, risultati (anche dal punto delle vendite) ma, soprattutto, dell’impatto dal punto di vista culturale, sociale, artistico di quanto prodotto. Queste tre caratteristiche ben si attagliano alla produzione di Battiato che nel corso della sua carriera, pur avendo sempre avuto un’idea di fondo di quale avrebbe dovuto essere il suo modus operandi artistico, non si è limitato ad una sterile coerenza artistica, pur meritoria, ma ha saputo cambiare idea sulla direzione del proprio sentire artistico, modificando, trasformando, trasfigurando le sue intenzioni e acquisendo, nel tempo, non solo una grande perizia musicale e melodica (grandi le sue doti di concertatore/arrangiatore) ma anche la capacità di saper modellare il proprio “sentire” non sulle mode, effimere, del momento, ma diventando, lui stesso, “modello”, inimitabile ma orientativo nel costruire uno stile di qualità, un’arte dell’essere musicista senza dimenticare “l’uomo”.

 

Il libro è costituito da una montagna di informazioni che vengono proposte in grande quantità e chiarezza (molti i richiami al bel libro di Annino La Posta, ‘Soprattutto il silenzio’, Giunti 2010) e che aiutano a vedere con chiarezza il monumentale percorso sviluppato da Battiato nel corso della sua vita che, a leggere bene gli anni, si è dipanata a partire dal 1965 fino al 17 settembre del 2017, con l’ultimo concerto al Teatro Romano di Catania. Cioè almeno cinquantadue anni di attività fattiva a cui hanno fatto seguito quattro anni di ritiro per ragioni di salute. Un tempo immenso in cui, come emerge dal testo dell’autrice, Carla Spessato, si viene a conoscenza della grande capacità produttiva di Battiato che non ha scritto solo per sé ma per innumerevoli altri artisti, importanti e minori, che ha collaborato a progetti teatrali, che ha concepito colonne sonore, che ha scritto una Messa, opere liriche, musiche per balletti, che ha immaginato, diretto e prodotto film e documentari. Un musicista a 360 gradi che non ha mai avuto timore di sperimentare, imparare, innovare e cambiare per andare sempre più all’interno di suoni capaci di comunicare un’originale (e straordinaria) alterità culturale, musicale, artistica e mistica a coloro che hanno incontrato (o incontreranno) il suo lavoro.

Nelle prime pagine del libro è racchiusa l’origine della vicenda umana ed artistica del musicista siciliano: il senso del dubbio ed il bisogno di conferme. Il dubbio come elemento trainante che, dalla curiosità, porta alla certezza. Il bisogno di conferme è posto all’interno del suo percorso artistico. Ma è un bisogno non generato solo dal riscontro discografico, dal successo, dalla gratificazione economica, bensì dalla pace interiore cercata e raggiunta attraverso il compimento dell’intento. Che è qualcosa di estremamente privato ma determinante per i passi successivi della sua carriera.

Nel libro emergono i tratti di un artista che ha saputo vedere il futuro, il suo futuro, alla ricerca di una consapevolezza che, una volta trovata, ha rappresentato il faro dei passaggi artistici successivi. Tutti e sempre osservati con l’occhio “interiore” rispetto a quelli “esteriori”. Un artista che ha lavorato tantissimo e di cui, a leggere la quantità di titoli dei lavori prodotti ma non pubblicati, si potrebbe immaginare una discografia appaiata a quella ufficiale. Quello che, inoltre, colpisce di questa sua grande capacità lavorativa è la varietà delle musiche e delle collaborazioni prodotte. Collaborazioni, tra l’altro, che dimostrano l’estrema generosità nel “darsi” ad artisti sconosciuti o al primo lavoro discografico. Una generosità inusitata e certamente sconosciuta a molti. Non solo artisti…

 

Nelle pagine del testo vengono indicati, in maniera enciclopedica ma con rigore e passione, tutti i passaggi della lunga carriera di Battiato ed è interessante leggere, in più pagine, nomi di musicisti, collaboratori, amici importanti nel suo percorso artistico (e non solo). Non si possono pertanto non citare Giusto Pio, Francesco Messina, Juri Camisasca, Alice, Manlio Sgalambro, Giuni Russo (qui in alto in una foto di repertorio), Carlo Guaitoli, Alberto Radius, Giorgio Gaber, Giuseppe “Pino” Massara, Milva, Filippo Destrieri, Roberto Cacciapaglia, Vincenzo Zitello, Tommaso Tramonti (Henry Thomasson), Fleur Jaeggy, Karlheinz Stockausen. E, “in controluce”, la figura di Georges Gurdjieff, Maestro di vita e conoscenza. Una lista, questa, che sarebbe lunghissima perché anche con coloro con i quali non collaborava da tempo i rapporti erano sempre, laddove possibile e seppure dilatati dal tempo e dalle distanze, cordiali e generosi.        

Il sottotitolo del volume è, giustamente, “come un incantesimo” perché tale è stata la carriera di Franco Battiato e la miriade di titoli ed indicazioni del lavoro svolto e conosciuto, unitamente a quanto scritto e non pubblicato, rende bene l’idea di un uomo appassionato del proprio lavoro, dedito a un suo preciso percorso umano e mistico, con innumerevoli riferimenti culturali che hanno avuto nella Sicilia, reale e immaginata, un punto di riferimento imprescindibile. Così come imprescindibile è stata la ritrosia a tutto ciò che non fosse dotato di salde fondamenta. Che si trattasse del senso del sacro oppure del racconto di una simpatica barzelletta. Un libro che, da cultore dell’arte di Franco Battiato, consiglio a tutti coloro che vogliano sapere quasi tutto (perché qualcosa rimarrà sempre “nascosta”) della sua storia discografica (e anche di quella non divenuta tale).

 

A chiudere il bel volume alcune pagine scritte da Sergio Zanetti che raccontano dell’album “perduto” a cui Battiato aveva lavorato nel 1970, prima di “Fetus” e che la Philips decise di non pubblicare. È una “indagine” molto accurata ed interessante nella quale sono riportati titoli di canzoni inedite e il nome di musicisti che lavorarono a quel progetto. Una lettura molto interessante che incuriosirà gli estimatori di Battiato e affascinerà chi lo conosce solo per alcuni brani diventati cult. A chiudere un intervento del curatore della collana Bizarre, Riccardo Bertoncelli. Breve ma, come sempre acuto ed essenziale. 

 

 

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In dettaglio

  • Artista: Carla Spessato
  • Pagine: 310
  • Anno: 2021
  • Prezzo: 25.00 €

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