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Alpe Lusentino, Domodossola - 21 agosto 2021 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5 ...

Francesco De Gregori-Enrico Deregibus

Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni

La figlia del dottore conosceva a memoria tutti i libri di Omero; noi, chi più, chi meno, tutti i versi di Francesco De Gregori. Li ripassiamo non solo la mattina, ma in ogni ora del giorno e della notte, da quarant’anni a questa parte. Un universo omerico, popoloso e materico tanto quanto quello frequentato dalla maestrina di Piccola mela, pieno di personaggi, luoghi magici e terre di nessuno. Tutti hanno un nome e spesso anche un epiteto e tutti abitano storie fantastiche, o estremamente realistiche o forse, chissà.

Ce lo chiediamo da quarant’anni chi siano Tobia, Alice, Ipercarmela, Ninetto, Eugenio, Cesare, il mendicante arabo, Dolly del mare profondo, la signora aquilone, l’uomo che cammina sui pezzi di vetro, Pablo, la ragazza di Roma la cui faccia ricorda il crollo di una diga e persino la donna cannone, così tanto ingombrante per dimensioni, quanto fragile nella sua essenza romantica, schiacciata sotto il peso del suo enorme cuore. Li abbiamo ben chiari nei nostri occhi e ancor più nelle orecchie. Loro si muovono come in quei cartoni animati di un tempo, quelli senza voce, perché la musica è altro, ed è l’altra parte della medaglia, è ciò che cantiamo, mentre loro, piccole e grandi sagome, come Lari scolpiti e marionette nel nostro circo immaginifico, hanno disegnato l’adolescenza, la giovinezza e l’età adulta di un numero imprecisato di persone.

Chi scrive ha provato un giorno a inserirli tutti in una stessa storia, ognuno con le sue pecche e i suoi bei pregi, dando vita a un unico grande posto, un cilindro magico da cui far vibrare il canto (de)gregoriano; ci stavano tutti, uno sull’altro perfettamente incastrati, ma questa è un’altra storia.

Di quel cilindro magico, oggi, c’è traccia in un libro stampato. Enrico Deregibus ha preso le falde del cappello e ha svuotato sul tavolo il magma pulsante. Ha liberato tutti, gli ha dato vita, spogliandoli di quel mistero che avevano addosso. In circa 700 pagine, la storia si è disvelata, punto per punto, nodo per nodo, canzone per canzone. Un’impresa titanica, coraggiosa, a tratti epica (tornando ad Omero) quella di risistemare una materia così ricca e variegata, ma soprattutto piena di incagli, di punti oscuri e narrazioni volutamente ermetiche. Aveva iniziato anni fa, Deregibus, con una biografia sull’artista, ed ha proseguito dopo, quando l’appetito, che vien mangiando, ha lavorato sui testi di questa immensa produzione, all’ombra di suo padre (due volte la sua), coinvolto nel gioco; all’inizio reticente, poi felice di sovrintendere a tutto.

Il clic? L’aver scoperto in rete una miriade di errori nei siti che pubblicano i versi delle canzoni. Un gancio irresistibile che ha tirato dentro De Gregori e che gli ha fatto mettere occhi, mani e cappello. Il risultato è un gigantesco tomo in cui c’è tanto da capire. Ci sono schede singole, spazi dedicati ad ogni brano, racconti, aneddoti che farebbero gola a chiunque. E a volte anche qualcosa che ti scombina le idee, ti manda fuori, senza direzione, come i quattro cani per strada, e che tu pensavi diversa. Resti lì sul ciglio di una strada a contemplare l’America, sfogliando avido ogni tassello, cercando conferme, lati sbilenchi, interpretazioni, chiavi di lettura.

E trovi chicche, capisci chi era Hood, il galantuomo, ti innamori ancora di più della signora Aquilone e continui a dirti che in fondo, è vero, Natale fa rima con Generale. Inteneriscono i racconti sulle incursioni, durante la scrittura dei pezzi, di Faber, dissacratorio e manicale e di Dalla, romanticamente buffone e spesso mitomane. Meno graditi sono i continui rimandi alle interpretazioni dei testi date da Vecchioni, che appare come un guru in trono, carico di ferro e carbone, col ditino pronto a far la bella di ogni quaderno. Il libro ha mille meriti, ha tutto quello che un artista può desiderare per sé e tutto quello che un appassionato del Principe può aspettarsi: la cura, il rispetto, la filologia, l’assenza di agiografia e di retorica (che tanto fa male a tutto), le curiosità, la mole, il tratto di un’opera poderosa e definitiva.

Ma un’avvertenza va data, soprattutto ai romantici: il libro svela l’assassino, scopre il trucco del prestigiatore e uccide definitivamente Babbo Natale. Non resta che pulirsi le mani con una fetta di pane o fare la solita strada. A voi la scelta.

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In dettaglio

  • Artista: Francesco De Gregori-Enrico Deregibus
  • Editore: Giunti Editore
  • Pagine: 719
  • Anno: 2020
  • Prezzo: 28.00 €