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Lucio Dalla

E ricomincia il canto. Interviste (a cura di Jacopo Tomatis)


Una certa nostalgia traspare quando ancora ci si può meravigliare leggendo Lucio Dalla. Dalla sua non presenza avvenuta in tempi in cui neanche le sue amate rondini potessero mai immaginare di non trovarlo più, quello che rimane è tanta dolce malinconia. Perché Dalla è stato soprattutto colui che riusciva a comunicare mondi lontanissimi in un imbuto della nostra Italia che è spesso poco sensibile ai presunti cambiamenti. Sebbene considerato dalla cosiddetta critica non più creativo, considerato da tanti che smanettano di musica uno che scriveva cose strane, spesso incomprensibili, fu fortemente dimenticato per tutta quella produzione che fece dagli anni ’90 fino alla sua morte.

Ed è il sentire giusto di
Jacopo Tomatis curatore di E ricomincia il cantouna sorta di lascito testamentario di un uomo vissuto in tempi troppo lontani per esser compreso. Tomatis nella sua prefazione/ricostruzione al suo lavoro di selezione operata fra interviste e articoli scritti da Dalla, sottolinea proprio il senso dell’incomunicabilità che un essere come lui si presumeva non avesse più. Quanto di più sbagliato. Dalla ha aperto le porte ad un universo sonoro unico, misto di elettronica, acustica e soprattutto di una ricerca che è pari veramente a pochi. Fino a quella sua struggente versione di Anema e core contenuta in Questo è amore(doppio album uscito pochi mesi prima della scomparsa),dove il senso non ha più valore, non serve comprendere ma lasciare che il suo misterioso canto ci possa prendere per viaggiare intorno a quella perdita di qualche cosa che è negli angoli più nascosti di ogni cantore pallido. Ed è questo che serve comprendere leggendo lo splendido volume curato da Tomatis, la fortissima comunicativa che Dalla aveva verso l’umanità. Lui fu incredibile nella sua visione dislessica della vita, su quanto fosse importante stare al passo dei tempi, anzi se possibile anticiparli. Tutto ciò fu incredibile e commovente.

Lasciarlo andare così ancora oggi fa male. Ma ci conforta ritrovarlo in quelle sue tante interviste, nelle sue parole criptiche per i più. Sarebbe inutile segnalare questa o quella intervista, o i suoi interventi giovanili. Serve leggere. Serve ascoltare. Serve ritrovare o forse trovare una persona che è andata sulla luna ed è tornata a rivedere le sue rondini, il mare della Puglia, la dolcezza di un abbraccio. Non è romanticismo statico ma è solo incondizionato senso di comprensione di una presenza insostituibile ed indispensabile. E siamo molto grati a Jacopo Tomatis che è stato capace di affrontare i “draghi” della critica, degli stolti e dei distratti. Meno male che ancora c’è chi sa comprendere e presentare la bellezza. 
 

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In dettaglio

  • Artista: Lucio Dalla
  • Editore: Il Saggiatore
  • Pagine: 376
  • Anno: 2021
  • Prezzo: 22.00 €