ultime notizie

"Navigare a vista" è il nuovo ...

Venerdì 15 gennaio è uscito su Spotify, Apple Music e nei migliori digital store Navigare a vista, il nuovo singolo dei Salento All Stars, che anticipa l’album L’Era del ...

Circolo degli Artisti, Roma

Marina Rei

C'è ancora voglia di normalità in questa Italia di fine 2009, normalità intesa come intelligenza, rispetto, semplicità, arte. E non è un caso che la portatrice sana di questo desiderio sia una donna che si è esibita in una serata “trasgressiva”, ovvero lo spettacolo Glbt “Omogenic” che ogni venerdì sera si celebra al Circolo degli Artisti di Roma. Il 6 novembre l'energica Marina Rei ha riabbracciato il pubblico della capitale presentando la tourneè autunnale del suo ultimo album dal titolo “Musa”, in distribuzione nei negozi dall'8 Maggio.

 

Il palco del live club ha ospitato la cantautrice romana adagiata sullo sgabello della  batteria, protesi artistica che in chiave freudiana rappresenta il cromosoma maschile della sua formazione musicale, accompagnata dal basso di Paolo Ranieri, dalla chitarra di Ciro Tuzzi e dalle tastiere di Duilio Galioto. Due ore di concerto costruito dalla fragile donna vendetta con i brani del nuovo disco: una carrellata discorsiva sull'universo femminile. La ruvidità de “Il rovescio della cura” ha distrutto il diaframma dell'incipit, per poi lenire il petto degli spettatori con l'elogio della femminilità presente nel singolo “Musa”, un dolce filo rosso che da secoli lega la produzione artistica alla fonte di ispirazione primaria di tutti i capolavori. La donna, il vero simbolo dell'occidente vestito dalla riduttività dell'epidermide fallica, è davvero capace di preservare la felicità dell'umanità. Questa felicità attualmente ha perso un po' di sorrisi e non si può confutare tale dato. Non è la solita citazione allarmistica  capace di rendere il discorso un po' intellettuale o riflessivo, bensì la pura cronaca sociologica di questi anni. E se si vuole comprendere qualcosa del presente basta analizzare la percezione della produzione musicale. Il merito di Marina Rei non è quello di aver fatto una pietra miliare della storia della musica italiana e questo concerto ne è l'esempio. Di sicuro il pubblico (accorso in numero soddisfacente) è stato entusiasta dello spettacolo e la signora Restuccia, ormai quarantenne, ha retto in modo ammirevole. L'azione lodevole è quella di aver seguito se stessa nelle sue capacità espressive, sperimentando la caduta nell'oblio, restituendo una dignità alla parola musica, in modo intimistico forse, ma non esibizionistico in senso negativo. Il rock femminile non ha bisogno di mostrare capezzoli per far finta di godere. Il rock gode con preliminari di liberazione, astrazioni riproduttive, pelli sudate, culture avanguardiste. Il concetto è semplice: l'attrazione è femminile non a causa delle forme ma grazie alla sostanza.


La bellezza della serata è stata dipinta dall'omaggio ad Alda Merini, la poetessa milanese scomparsa il 1 dicembre nella ricca povertà del suo alloggio popolare.

 Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra.

Questo è il testo di “A tutte le donne” recitato da Marina Rei con orgoglio e commozione, salutato con l'epitaffio “Alda Merini, poetessa dell’amore e dei folli”.

Non sono mancati brani tratti dal repertorio storico come “Al di là di questi anni”, “I miei complimenti”, “Noi”, “L'allucinazione”, “Un'inverno da baciare” e “La parte migliore di me”. Nel finale la cantautrice ha omaggiato un altro simbolo importante dell'universo artistico italiano, Gabriella Ferri, con la memorabile “Sempre”, interpretata in solitaria con evidente nostalgia e coinvolgimento.

L'utilità di una rivoluzione antropologica prescinde dalla forza non urlata. Tale forza è la tenerezza delle donne, che non hanno bisogno di abitudini, mezze parole e seni rifatti.

Share |

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Data: 2009-11-06
  • Luogo: Circolo degli Artisti, Roma
  • Artista: Marina Rei

Altri articoli su Marina Rei