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Ruvo, Piazzetta Le Monache

Vinicio Capossela

Round one thirty five 1990 – 2020. Personal Standards. Il tour romantico di Capossela: un’operazione a cuore aperto.

 

Il cuore ci batteva come un pulcino tra le mani, sotto le stelle del jazz, in una piazzetta di Ruvo stracolma e in attesa, di fronte al piano di Capossela. Una decina di passi, un saluto al volo e il Round one thirty five 1990 – 2020. Personal Standards ha preso il volo nella tappa pugliese di questo tour da capogiro. Eravamo preparati, tacchi, spilli, orecchi, anelli, amici e tricchitracchi, ma non tanto quanto fosse necessario, evidentemente, per non caracollare a testa in giù, come Alice nella tana del coniglio, risucchiati inesorabilmente in un vortice ammaliatore. Vinicio ha messo in atto un’operazione di fino sui nostri cuori, inanellando una serie di brani, consolidati e inossidabili, un esercito di terracotta che in questo romanticissimo tour hanno preso la forma, sì, di un viaggio à rebours in trenta anni di carriera, ma anche di un balzo nel presente verso nuove dinamiche artistiche e musicali. E mentre apriva e suturava, apriva e suturava, infilandoci nel petto, di seguito, senza tregua, Ultimo amore, Modì, Morna, Stanco e perduto, Camera a sud (solo per citarne alcuni), srotolava pezzi di vita di ciascuno di noi, ripiegati a quattro e infilati di nascosto in una giacca di flanella pesante. Al cuore, Ramon, al cuore.


 

La scaletta, organizzata per gradini cronologici, ha ripercorso, attraverso canzoni tratte da All’una e trentacinque circa, Modì, Camera a sud, Il ballo di San Vito e Canzoni a manovella, gli esordi, i locali, le sere a tirar tardi, gli amorazzi, i fiumi di alcol, le nuvole di fumo, i filotti dei cocktail, i colori delle rose d’amore, in maniera del tutto riveduta (ma non corretta). Arrangiamenti nuovi, incursioni jazzy, fisarmoniche, organetti, musicisti dell’epoca, presenze nuove e figure mitologiche (Antonio Marangolo come un deus ex machina sul palco a suggellare quegli inizi in CGD). Non un concerto nostalgico, no, il padrone di casa non ha mai lasciato sole queste creature per poi improvvisamente riprenderle dal baule e rivestirle di nuovi arrangiamenti. Le ha negli anni tenute tutte sedute sul comò, per poi schierarle a turno sera dopo sera, concerto dopo concerto, tournée dopo tournée ogni volta in mezzo ai dischi nuovi.  Tenere vivo il passato, disegnandogli una veste diversa. Giocare a dadi con gli anni, lasciando che non doppino il passo ma lo accompagnino illuminando la strada. Risuonare pezzi diventati standard veri e propri, con parecchi bicchieri di vino in meno e una posa diversa. La grande arte è un mestiere piccolo, diceva Fossati e quella di Capossela non finisce mai di stupire.

Foto di Umberto Lopez

 

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In dettaglio

  • Data: 2022-09-02
  • Luogo: Ruvo, Piazzetta Le Monache
  • Artista: Vinicio Capossela

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