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Casa del Jazz di Roma

Fabio Concato

Concato ferma il tempo alla Casa del Jazz

Anche quest’anno la programmazione della Casa del Jazz di Roma ci ha lasciato nel cuore serate ricche di emozioni, alternando concerti di nuove giovani proposte ad intramontabili evergreen. Tra le tante, la serata dedicata a Fabio Concato ha avuto come peculiarità quella di aver coniugato il talento di due generazioni nel modo più fluido e indovinato possibile, come spesso soltanto la musica riesce a fare.

Affiancato dai Carovana Tabù, Concato ha condiviso il palco con una band formata da otto giovani musicisti provenienti da tutta Italia che, individualmente, vantano già numerose collaborazioni con artisti italiani ed internazionali. Il sound fresco e accattivante di questa formazione nasce dalla commistione di diversi generi; tra funk , jazz e soul  si sono esibiti Stefano Proietti (pianoforte), Andrea Albini (chitarra), Nicole Brandini (basso), Davide Di Giuseppe (batteria), Giacomo Cazzaro (sax alto), Federico Limardo (sax tenore e soprano), Tony Santoruvo (tromba e flicorno) e Giulio Tullio (trombone) che insieme incarnano l’anima bella di questo ottetto che ha consentito a Fabio Concato di ripercorrere in maniera antologica la sua lunga carriera, con arrangiamenti inediti che hanno avuto la forza vincente del non prevedibile.

Grandi successi e brani a cui il cantautore è emotivamente più legato sono stati il canovaccio sul quale è stato costruito uno spettacolo di ottima musica e intrattenimento. Rivisitate in chiave perlopiù jazz canzoni come Domenica bestiale (che quest’anno festeggia 40 anni), Fiore di Maggio, Guido piano, Rosalina, Sexy tango e l’immancabile Gigi, dedicata con vivace intensità al padre.

Un concerto improntato sulla musica quanto sulla parola, che ci ha riportato alla mente un ragazzo che nel 1974 muoveva i primi passi scrivendo testi e note per i Mormoranti, un gruppo cabarettistico di cui faceva parte e che si esibiva al Derby, storico locale milanese.

Un contributo rilevante nella sua formazione artistica quell’esperienza che ancora oggi gli permette di dialogare con il pubblico con irresistibile autoironia, raccontando aneddoti dei suoi tour in giro per l’Italia durante i quali è molto frequente vengano confusi i nomi di alcuni brani; per cui Guido piano diventa “Quinto piano” o Domenica bestiale “Domenica maledetta domenica” o, ancora, Rosalina si trasforma in una più spigolosa ‘Rosalinta’. Un sold-out meritatissimo per un artista che ha sempre avuto come priorità una produzione sincera ed ispirata, lontana dalle pressioni discografiche.

Un pubblico eterogeneo ed emozionato ha abbracciato vocalmente Fabio nei momenti in cui la coralità era un valore aggiunto… con garbo, senza strafare. Perché se Fabio Concato è un personaggio sobrio e raffinato, così è anche il suo pubblico. Due ore di concerto che i presenti difficilmente dimenticheranno e che hanno creato un ponte tra le generazioni presenti che si sono fuse in un unico brivido comune. Tra “scat” e falsetti Concato ha ‘inciso’ una serata memorabile in cui ciascuno, a suo modo, ha ripercorso i sentieri più intimi della propria biografia… che resta inevitabilmente connessa a quelle canzoni che ne hanno, in qualche maniera, resa più densa la forma. Ciliegina sulla torta il Premio Tenco vinto quest’anno e che ritirerà a metà ottobre nella rassegna del Club che come ogni anni si celebra al Teatro Ariston di Sanremo.

 Foto e report a cura di Viviana Berardi

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In dettaglio

  • Data: 2022-08-05
  • Luogo: Casa del Jazz di Roma
  • Artista: Fabio Concato

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