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Circolo Arci Bellezza, Milano

Federico Sirianni

“Succedono cose strane ci si arrabatta
L’idiozia scorre lenta

Le tasche della rabbia sono piene di soluzioni
Le mani seguono le linee della via”

Un faro al centro del palcoscenico, Vincenzo Costantino Cinaski col suo classico quadernetto in mano recita la sua poesia Folata di vento, scritta appositamente per il libretto che accompagna Maqroll, l’ultima opera di Federico Sirianni.
Comincia così, all’Arci Bellezza di Milano, il tanto atteso - e più volte rimandato per via delle restrizioni Covid - concerto/presentazione del suo nuovo disco. Un palco volutamente scarno, un tavolino con un piccolo synth davanti a Raffaele Rebaudengo ed al suo violino, che da tanti anni accompagna Federico nelle sue varie performance (spesso anche con gli altri componenti che formano i Gnu Quartet, splendido quartetto d’archi ligure) che siano dedicate a De André o a Leonard Cohen. Al centro Sirianni con la sua chitarra acustica e a destra il produttore e bassista Filippo ‘FiloQ’ Quaglia, con la sua navicella spaziale di attrezzature elettroniche.

Ma se l’anima di ogni lavoro discografico trova la sua massima espressione nei live, è anche vero che in questo caso molto utile è il libro che lo accompagna, dal titolo ‘La ballata dell’incollocabilità’, dove troviamo contributi di alcuni scrittori che unitamente alle canzoni del disco, e appunto al live, offrono una trilogia che affascina e conferma il talento di questo artista che ogni qualvolta esce con un suo nuovo lavoro non è mai una somma di brani ma un pezzo di vita che viene condiviso con gli altri.
Del live al Bellezza di Milano dicevamo, per dire che fin dal primo brano si rivela quell’incollocabilità che sta nella natura stessa del viaggio e per farlo al meglio Sirianni prepara la sua scaletta proponendo la sequenza che si trova sull’album. Questo permette di dare ulteriore uniformità ad un viaggio musicale studiato per farci navigare con i tre protagonisti sul palco, complice anche il rumore di onde che si diffonde nel locale, creando una suggestione che ammalia.

 

Detto questo, se della sostanza ne abbiamo capito il valore, di questo concerto viene invece difficile definirne e descriverne la forma. Da una parte viene in mente il Teatro Canzone di gaberiana memoria, nel suo incedere di racconto e brani cantati, dall’altra il fatto che il live prende il passo da un’opera già formata, un album “concept” come di fatto è Maqroll, trasforma il tutto in una sorta di Concerto Letterario. Si viene a creare quindi un humus in cui i testi recitati e/o improvvisati a volte collegano i brani alla loro origine, i testi di Alvaro Mutis, ed a volte sono il vissuto/scritto di Sirianni nel percorso di creazione dell’opera, peraltro avvenuto in uno dei periodi più difficili, strampalati e imprevisti della storia umana degli ultimi cent’anni. Però va chiarito che Maqroll è un progetto che nasce prima della pandemia, anche se quel periodo sospeso ha permesso a Federico e al suo gruppo di lavoro di ampliare, limare, arricchire i brani e la produzione nel suo complesso in maniera più approfondita.

Una forte presenza dell’elettronica, cosa abbastanza inusuale per un cantautore della generazione di Sirianni, caratterizza in modo straniante e suggestivo l’intero set (un plauso va anche a Sergio Maifredi, che ne ha curato la messa in scena). Una precisa scelta estetica, che come dicevamo prima nasce per creare anche sul palco quelle immagini sonore che richiamano il mare ed i suoi movimenti. Operazione riuscita.
La serata si conclude con Il santo, acclamato bis, dall’album omonimo.



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In dettaglio

  • Data: 2021-10-01
  • Luogo: Circolo Arci Bellezza, Milano
  • Artista: Federico Sirianni

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