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Alpe Lusentino, Domodossola - 21 agosto 2021 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5 ...

Milano, Castello Sforzesco

CPM

“La musica è scienza umanistica” così ha esordito Franco Mussida nel presentare la festa della musica del CPM Music Institute https://www.cpm.it/ domenica 20 giugno al Castello Sforzesco, nell’ambito dell’Estate Sforzesca milanese dove, fino al mese di agosto, anche quest’anno ci saranno molti eventi tra cui molti concerti con musicisti dagli stili più diversi. Il CPM è ormai un’istituzione che, dal 1984, forma non solo musicisti, ma anche persone, cittadini, appassionati di musica e di socialità. E quando si assiste ad uno spettacolo come questo la quadratura del cerchio appare evidente. Titolo scelto per questa serata “La musica per cambiare il mondo… Musica bene Comune”, due ore di musica che hanno visto apparire sul palco musicisti e cantanti preparati, certo, ma che trasudavano la gioia di potersi esibire (anche con un’inevitabile dose di emozione mista a preoccupazione, ovviamente perché la location è davvero imponente…).

Una serata che aveva come filo conduttore la storia della musica, e in particolare quello che ha saputo regalare nei decenni che vanno dagli anni Sessanta ai Novanta. Brani internazionali e brani italiani, generi e stili diversi che hanno poi toccato anche gli ultimi decenni. Così non ha stupito l’esordio con Redemption song, brano cult di Bob Marley (ogni canzone aveva alle spalle una serie di diapositive con immagini e frasi che aumentano il pathos che di per sé ogni canzone creava già di suo) subito seguita da una bella versione de La cura (con un ‘coraggioso’ Giuseppe Basco alla voce solista). Ma oltre ai pezzi fortemente impressi nella nostra memoria anche qualche inedito, come Madreterra di Marco Balto, che ha messo in piedi un set di cinque percussioni, potente e suggestivo. Un passo nel passato, che non passa, è stata la versione de Il testamento di Tito, con nove voci soliste che si sono alternate alle strofe di un brano immortale. Come immortale è Kashmir dei Led Zeppelin, “aggredito” da due inusuali voci femminili. Non potevano mancare i Beatles omaggiati con Revolution, che ha visto la voce di ben cinque cantanti; è stato il “pedaggio” da pagare a quelli che sono ritenuti i più grandi della musica moderna. L’accoppiata Dylan/Hendrix si è palesata con All along the watchtower, con due chitarre soliste a rincorrersi in un crescendo, appunto, hendrixiano… Gli anni ’80 sono stati evocati dalla suggestiva Don’t give up, di Peter Gabriel cantata, nell’originale, con Kate Bush. E la cover riproposta si è dimostrata capace di ricreare un’atmosfera suggestiva e ricca di levità. Così come lievi sono state le tre voci soliste che hanno affrontato Amelia, della grande Joni Mitchell, brano che racconta del tentativo (purtroppo fallito) di Amelia Mary Earhart, la prima donna che tentò la trasvolata dell’Oceano Pacifico nel 1937 e di cui si persero le tracce in mare. Parlare di Joni Mitchell è stato un “la” perfetto per proseguire con Teach your children, un morbido brano di Crosby, Stills, Nash & Young, a ricordarci che cinquant’anni fa c’è stata una stagione straordinaria nella West Coast americana. Del giovane irlandese Hozier (classe 1990) viene proposta Nina cried power, che ha visto la presenza di ben sette voci in un mix sonoro molto suggestivo. In scaletta arriva il momento di un brano particolare: Homeland in silence. La particolarità sta nel fatto che si tratta di un brano persiano che Emanuela Senes ha "modificato" e, diciamo così, "occidentalizzato". Oltre che ad esserne l'autrice di questa nuova versione, Emanuela è anche la voce principale di un brano che alla fine risulta potente e morbido al tempo stesso.

 

Un coro volutamente retrò apre un brano di cui tutti i presenti hanno mostrato la conoscenza seppur la data di uscita è il 1976: Eppure soffia. Portato al successo dal bravo Pierangelo Bertoli, sottolineava - in tempi non sospetti - il bisogno di porre una maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Una canzone manifesto, un appello rivolto non solo alla società in senso lato, ma anche singolo cittadino, dove Bertoli ci mette comunque un seme di speranza, anzi lo urla, quando dice “eppure il vento soffia ancora”, dove la chiave di tutto è da ricercare in quella parola, in quella congiunzione che non è messa a caso: “eppure”. La versione messa in piedi dai ragazzi del CPM è decisamente coinvolgente  E mentre gli applausi continuano, i cento tecnici correvano su e giù dal palco per sistemare il prossimo gruppo in scaletta.. Il numero è volutamente esagerato, ma cogliamo invece l'occasione per evidenziare come il successo di una serata come questa deve molto anche alla parte tecnica (Nella foto in alto alto la squadra di allievi della sezione ProAudio, già al lavoro dalle prime ore del mattino per allestire un palco che nel brano finale arriverà ad ospitare 70 persone contemporaneamente).

Il set che si sta preparando è per i Jasper, un gruppo nato proprio all’interno del CPM che ha presentato tre brani: Mastica, Happines (composta da Franco Mussida) e Pianeta Terra, il loro nuovo singolo che è stato usato anche come sigla nella trasmissione ‘Quelli che il calcio’ nell’ultima stagione, dove i Jasper sono resident band da qualche anno. Tre brani pieni di energia, così come è nello stile dei componenti del gruppo (nella foto qui sotto un momento della loro esibizione). Reset veloce del palco e arriva il momento di omaggiare un ‘guru’ della canzone d’autore e della cultura del nostro Paese: Francesco Guccini. Il modo che i docenti e i ragazzi del CPM hanno scelto per farlo ha dato vita ad una versione particolarissima de “L’avvelenata”, al cui testo originale si sono inframmezzati due lunghe frasi scritte ex-novo da due rapper. Il risultato finale che ne è uscito è stato un mix che trasudava storia da tutti i pori, ma che ha saputo raccontare però anche l’attualità. Avvicinandosi all’epilogo, si p tornati alla sfera internazionale, con una tonica versione di “Street with no name” degli U” e soprattutto con un riuscito medley di Frank Zappa, oltre dieci minuti di musica potente e imprendibile, così come lo era Zappa stesso. Da segnalare l’ultima parte del medley, con Watermelon in easter hay, che ha dato lustro al suono di due chitarre elettriche che hanno reso manifesta la capacità di scrittura del grande musicista di Baltimora.

 

E dopo aver fatto immergere il pubblico in atmosfere zappiane, arriva il gran finale. E per chiudere viene scelta un’icona internazionale Michael Jackson, un artista straordinario che ha portato il “pop” ai suoi massimi livelli. Il brano scelto è Earth song, che sembra fatto apposta per chiudere una serata come questa; e non solo per il testo che interpreta al meglio il filo conduttore della serata e cioè la presa di coscienza che tutti noi dobbiamo avere verso la salvaguardia del nostro pianeta ma anche per come si presta a farsi cantare da oltre cinquanta persone contemporaneamente. L’ora ormai è tarda ma la gente non vuole andar via. Sale Mussida, dopo che si era goduto il brano finale sotto il palco (qui nella foto in basso, impossibile non riconoscerlo al centro e con le braccia alzate a dettare il ritmo), ringrazia tutti quelli che hanno reso possibile una serata complessa come questa e che lancia l’idea, non preparata di ricantare Eppure soffia. I soliti scoiattoli dello staff tecnico non se lo fanno dire due volte e in tre minuti risistemano cavi e microfoni per ripetere il brano muovendosi tra una selva di gambe, aste di microfono e monitor.

 

Davvero una bella serata di musica e gioia, serate che fanno bene all’anima. E mentre mi incamminavo a prendere la Metro, mi sono venute in mente le parole di Demetrio Stratos che in Gioia e rivoluzione cantavano “il mio mitra è un contrabbasso che ti spara sulla faccia…ciò che penso della vita…”. Perché quando si suona e si canta è la gioia che vince e sconfigge i tanti disagi del vivere. Giovanili e non…

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Per completezza di informazione e per dare il giusto valore ai tanti artisti e musicisti che hanno preso parte a questa serata, abbiamo chiesto direttamente al CPM di indicarci tutti i nomi che hanno reso possibile questo evento, a cominciare dal Comune di Milano, all’Assessore alla Cultura Filippo Dal Corno e ad Andrea Minetto.
Qui di seguito l’elenco completo come riportato anche sul sito https://www.cpm.it/

“Grazie ai Direttori Musicali Dino D’Autorio, Roberto Gualdi (la foto scelta per il finale di questo articolo è la sua), Alberto Cipolla, Diego Maggi, Guido Giordana, Giuliano Lecis, Emanuela Senes, Clelia Bos e a Fabio Ingrosso, che ha curato la presenza sul palco dei ragazzi.

Grazie a: Federica Pellegrinelli, Milo Bazzari, Marina Ferrazzo.

Grazie agli allievi e musicisti: Vittorio Romano, Davide Chioggia, Gabriel Bagini, Milo Bazzari, Carlo Capobianco, Antonio Cirigliano, Federica Pellegrinelli, Alessandro Spoldi, Daniele Tromby, Mattia Algieri, Elisabetta Arpellino, Daniele Azzena, Edoardo Buoso, Gabriele Catoni, Chiara Ciurlo, Maddalena Cortesi, Chiara De Rosa, Erica Gennari, Lucia Gipponi, Sara Mancini, Eleonora Matta, Greta Moroni, Nicole Piccione, Ivan Rizzo, Silvia Rosa, Emanuela Senes, Raffaella Zago, Ludovica Sindona, Eveline Lucchini, Antonio Mariano, Mattia Fegatilli, Luigi Di Stefano, Pietro Bombardelli, Deborah Marino, Chiara Giannella, Alice Maria Bricalli, Lidia Vitrano, Zoe Celeste Iacono, Laura Iapoce, Chiara Pizzi, Antonio Montuori, Alberto Repossini, Federico Piacentini, Paolo Chiocci, Davide Amico, Tommaso Petricca, Gabriele Deliperi, Emilio Farì, Luca Pegorari, Tiziana Cotella, Alex Guiha, Giordano Giorgi, Benedetta Roscini, Elisa Trovato, Giuseppe Lai, Giulia Alborghetti, Letizia Lentini, Luca Parravicini, Luca Menini, Vincenzo Garofalo, Adalberto Pierluigi Gambacorta, Alessandro Buzzolani, Eleonora Presti, Greta Cangelosi, Giuseppe Fiori, Lorenzo Niniano, Raffaele Barberio, Laura Iamartino, Sofia Codermaz, Alessia Maiuzzo, Michele Fantoni, Luca Gambino, Marina Ferrazzo, Giulia Lazzerini, Daniele Bressani, Alessandro Corneo, Elena Librici, Matteo Di Nitto, Fabio Micciullo, Daniele Pagliero, Sara Bronzoni, Alessandro Calefato, Giorgio Prandino, Samir Abass, Paola Grieco, Marco Baldoni.

Grazie ai Jaspers, special guest: Erik Donatini, Eros Pistoia, Fabrizio Bertoli, Francesco Sgarbi, Giuseppe Zito e Giovanni Tani Jr.

Grazie ai nostri fonici, diplomati e allievi: Giacomo Mandelli, Mattia Chiodini, Luca Della Maddalena, Gabriele Gioia, Francesco Mandelli, Mattia Marangi, Ludovico Mischi, Pietro Nicolini, Valentina Panzeri, Stefano Pergher, Daniele Ronchi, Francesco Spinelli e Romeo Tanzini.

Grazie a Milkit per le riprese, Fabio Carissimi per le foto, i fonici di sala e di palco Massimo Faggioni e Michele Boccalone.

Grazie a Franco Mussida, fondatore e Presidente del CPM, che ha ideato la serata”.

A questo link potete scaricare il libretto della serata con la set list
https://drive.google.com/file/d/1Z4TgNAhE_vp_0BsXIZ-Zl2HjRtuvdKFf/view

 

 

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In dettaglio

  • Data: 2021-06-20
  • Luogo: Milano, Castello Sforzesco
  • Artista: CPM

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