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Sala Pro Busto – Busto Arsizio

Susanna Parigi in duo con Matteo Giudici

Dai concerti di Susanna Parigi si torna a casa sempre con la rassicurante sensazione di una serata ben spesa e con il cuore gonfio di poesia.
Questa volta l’occasione è rappresentata da un evento organizzato dalla Cooperativa Sociale Progetto 98 in collaborazione con le Associazioni AbaCo e Koru Onlus, enti che operano nel territorio della provincia di Varese nel campo della disabilità acquisita e congenita e del disagio sociale. La stessa offre all’artista l’opportunità di proporre  dal vivo le canzoni contenute in Apnea, l’album uscito a Maggio dello scorso anno.

Le prime note e parole sul palco di Susanna sono subito motivo di commozione e ricordo: “È un mondo di gente di paglia / Non capiscono il cielo / Mamma che luna che c'era stasera. (…) Mai come ieri brillava la luna / Forse anche tu la vedevi la luna / Forse perchè quella luna eri tu.” (Mamma che luna che c’era stasera). Note e parole di E.Limardi e E.Jannacci, da ascoltare “in punta di piedi” e con lo sguardo verso il cielo, rivolte alla memoria dell’amica e collega Giorgia Gassa, fisioterapista dei centri diurni, scomparsa prematuramente il 31 gennaio 2014, cui è dedicato l’intero concerto. Il brano è impreziosito dalla delicata interpretazione della Parigi, che lo ha inserito nel progetto Il Saltimbanco e la Luna, nato nel 2011 dalla voglia del giornalista Andrea Pedrinelli di approfondire ed omaggiare con pudore e maestria l’arte di Enzo Jannacci e poi diventato nel 2013 anche un disco.

Ma parlavamo poc’anzi di Apnea: un concetto che Susanna non manca di approfondire prima di presentare alcuni brani tratti dall’omonimo suo ultimo lavoro. Termine che significa sospensione e assenza di respirazione e che l’artista fa suo per evidenziare invece una sorta di sospensione artistica, e quindi dell’arte, della cultura, dell’immaginazione. Nel manifesto in cui presenta il disco in uscita lei stessa spiega: “È stato violentemente distrutto ogni tentativo di fare arte e cultura che non sia allineata, non solo dal nostro Paese ma dal sistema tutto. Dove il piccolo non può sopravvivere, è impensabile fare arte e cultura, perché arte e cultura non sono né saranno mai oggetti industriali; semmai artigianali. Distruggendo il piccolo, si distrugge anche la possibilità di fare tesoro del dettaglio, della cura personale della progettazione, del materiale, del procedimento, delle persone che lavorano al progetto. In Italia, ormai, tanti artisti e persone che operavano in questo ambito, non hanno più lavoro e hanno dovuto smettere di credere e sperare. Siamo in una sorta di Apnea.” Manifesto abbracciato da tanti artisti nel tentativo di dare vita ad un nuovo modo di pensare la musica.
Ed ecco che la rinascita tanto attesa prende forma attraverso alcuni brani contenuti nel disco.   L’uomo che cammina che potrebbe rimandare in una accezione religiosa all’immagine di Gesù, ma che in realtà vuole riferirsi alla nostra realtà politica, dove mancano punti di riferimento guidati dalla vocazione e dalla passione e non dai privilegi di casta. Filtro elettronico invece racconta come l’invasione della tecnologia abbia contribuito a diffondere il virus da lei definito “parolessia”, in cui la parola è abusata e maltrattata. ‘Parolessia’ sarà tra l’altro anche il titolo dello spettacolo che verrà presentato a breve e che vedrà protagonista insieme a Susanna Parigi anche Rossella Rapisarda, attrice, regista, scrittrice (nella foto qui sopra con Susanna).

Ad accompagnare in questa serata la voce di Susanna, oltre al suo pianoforte, l’imprescindibile compagno di viaggio Matteo Giudici alle chitarre e ai cori: insieme riempiono lo spazio ed il suono in maniera raffinata e appassionata e si evince facilmente la complicità musicale tra i due negli arrangiamenti armoniosi e ben amalgamati dei brani.
Nel corso dello spettacolo trovano spazio alcuni pezzi dai suoi precedenti lavori che portano la sua firma e quella di Kaballà ed alcune cover riarrangiate  in maniera del tutto personale che non mancano mai nei suoi live, come Disamistade di De Andrè/Fossati e La canzone dei vecchi amanti di Brel.

Il concerto scorre piacevole, con tanta musica e qualche parola, mai banale e sempre ad arricchire il brano che segue. E così si ascoltano ad esempio Ma tu dormi, sui tempi diversi nell’amore, Crudo, che tratta la violenza sulle donne che avviene nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche, ed altre canzoni tratte dagli album precedenti. Ma la nostra brava interprete fiorentina offre ancora qualche assaggio dall’ultimo lavoro, come Tutte le cose si attaccano addosso, preceduta dalla lettura della splendida poesia di Erri de Luca “Elogio dei piedi” ed invita a togliere le maschere che quotidianamente indossiamo: “Scelgo di nuovo di non mentire, tolgo il cappello fiera del mio coraggio. Tolgo la maschera e guardo lo specchio...

Un ultimo cenno ad una canzone tra le sue sicuramente più riuscite, L’attenzione, nata dallo spunto dato dalla lettura di Sexus, un romanzo di Henry Miller, scrittore come lei dice “poco incline a tenerezze, ma che in quelle pagine è commovente, c’è tutto il desiderio di rendere felice la sua donna”. La stessa intenzione che la cantante fiorentina trasporta nel suo brano con altrettanta intensità:  “Dille che difenderai il suo nudo seno da fatica e freddo e da questo tempo indegno. Che curerai i suoi dolori, che la via dell’attenzione non conosce mai la fine, fai l’idiota, fai il pagliaccio ma falla ridere davvero, dille che tutto è vero e che durerà. Dille che saprai fermare il tempo, sarai la pace al suo tormento e ordinerai con le tue mani e lei saprà eseguire e sceglierai per lei di non tradire, e rinunciare col silenzio all’ultima delle parole e che sarai un bambino e piangerai su lei come un fedele prega abbandonando il cuore in braccio a Dio.”

Tra il pubblico tanti affezionati ma anche moltissime persone che erano venute per la prima volta ad ascoltare Susanna e Matteo (le prenotazioni per il concerto erano esaurite già molte sere prima dell’appuntamento) e che sono rimaste felicemente sorprese ed appagate da tanto talento unito ad umanità e semplicità che appartengono ad entrambi. E che non deludono mai.

Susanna Parigi: pianoforte, percussioni e voce
Matteo Giudici: chitarre e cori

Scaletta:
Mamma che luna che c’era stasera (Limardi-Jannacci)
L’uomo che cammina
Filtro elettronico
Carica erotica
Amada
Liquida
Così è se vi pare
L’attenzione
Ma tu dormi
Crudo
Disamistade (F.De Andrè-Fossati)
La fiorista
La canzone dei vecchi amanti (J.Brel)
Fa niente
Venivamo tutte dal mare
Tre passi indietro
Tutte le cose si attaccano addosso
La città senza porte
Che noia


 

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In dettaglio

  • Data: 2015-01-31
  • Luogo: Sala Pro Busto – Busto Arsizio
  • Artista: Susanna Parigi in duo con Matteo Giudici

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