ultime notizie

Note d’Autore: l’omaggio a ...

di Andrea Direnzo Tanti suoi brani sono hit planetarie, molti altri fanno parte della memoria collettiva musicale del nostro Paese. L’elenco sarebbe davvero lungo e finirebbe per togliere spazio ...

Istituto Musicale città di Rivoli

Luis Bacalov

Ci sono concerti che si ricordano per la semplice intimità del rapporto che si crea in un'ora e mezzo, tra un musicista un piano a coda e qualche decina di persone. Nel piccolo e gremito auditorium di una scuola di musica torinese, sale sul palco il maestro argentino Luis Bacalov, un protagonista della storia della musica. Italiana e non solo.

Ha 81 anni distintamente portati (qui nell'articolo in un alcune foto di repertorio), indossa lo smoking e sedendosi sullo sgabello sistema il microfono per parlare, con il fare di chi è pratico di studi di registrazione. Appoggia un mucchietto di spartiti a lato e il primo sul leggio sopra la tastiera. Da semplice didatta, scorre il programma con l'elenco dei brani che suonerà e parla con quella tranquillità che hanno alcuni maestri esperti, illustrando agli spettatori le scelte, i contenuti musicali e dà persino minuscole nozioni teoriche e storiche. Lo spazio si riempie di un’atmosfera strana, inconsueta se pensiamo alla classica fruizione di un concerto, ma il pubblico gradisce e in silenzio segue con attenzione. Si tratta di tanghi principalmente (che coprono le seconda metà dell'800 e i primi del '900), poi alcune danze, altre piccole perline e un finale famoso. Un repertorio ampio ed eterogeneo e tra gli autori che affronta alcuni sono noti ma altri molto meno.

Le musiche scorrono mentre il pianista rende poco malinconici i pezzi suonati, sfatando un po' la teoria che vuole il tango una danza triste. Sotto le dita di Bacalov si ascoltano autori come Albeniz o Gardel, miscelando arie e di illustri sconosciuti che si chiamano Canaro, Vicente Greco, de Dios Filiberto. Il tocco non è proprio da concertista sopraffino, ma obiettivamente in questi brani contano il carattere che viene impresso e la dinamica più che la tecnica fine a se stessa. Il tipico ritmo del 2/4 viene ora compresso, ora dilatato, non dimenticando che il genere non offre un'infinità di sfaccettature, ma nemmeno deve: è popolare e questo basta.

Nel secondo tempo, che sinceramente abbiamo trovato più suadente forse perché meno “tanghèro”, dopo la spiegazione di cosa propone il recital, Bacalov suona tre pezzi di sua composizione, belli e fluidi nella loro dolcezza. L'ultimo brano del programma è Libertango, riconosciuto e accolto con ovazione dal pubblico. Questo famoso tango, di Astor Piazzolla, simboleggia il nuovo corso di questa musica; non a caso si parla di “nuovo tango” e la svolta è segnata proprio da questo musicista argentino che registrò questo brano nel 1974 a Milano. A questo punto si chiude il programma ufficiale di sala, ma i bis che ci allontanano dai tanghi sono le gemme finali.

Il primo è un brano tratto dalla colonna sonora del ‘Il postino’ (1994) indimenticato -e ultimo- film di Massimo Troisi, che viene tratteggiato malinconicamente. E infine merita una riflessione aggiuntiva l'ultimo bis, una trascrizione per piano solo. Quando Bacalov dice che l'autore è Morricone si alza un moderato entusiasmo. Si tratta del tema del film ‘Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ (uscito nel 1970 per la regia di Elio Petri e che vedeva tra i protagonisti Gian Maria Volontè). Spiega che ha chiesto all'autore di preparargli un adattamento, affermando che tra loro c'è un'amichevole diatriba sul fatto se questo pezzo sia un tango (come sostiene Bacalov), oppure no come invece sostiene l’autore stesso, Ennio Morricone: “La cosa va avanti da quarant'anni” dice l'argentino. Lo suona, tutti lo ricordano ed è un finale di grandi applausi.

Si alza dal piano, ringrazia facendo capire che non uscirà più, volge la schiena e si avvia verso la tenda sul fondale. Il piccolo palco del piccolo auditorium della scuola rimane solitario, con il piano e le luci bianche fisse; ma rimane il ricordo di una serata di musica non banale, una di quelle sere in 
cui loop e le sequenze elettroniche non erano tra gli invitati, dove la protagonista era una musica completamente suonata dal vivo.

Share |

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Data: 2015-01-17
  • Luogo: Istituto Musicale città di Rivoli
  • Artista: Luis Bacalov

Altri articoli di Attilio Recupero