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Il nuovo album di Vinicio Capossela

VINICIO CAPOSSELA : “Tredici Canzoni Urgenti” è il nuovo album in uscita il 21 aprile .

Sold out il concerto di presentazione del 20 aprile al Conservatorio di Milano, Auditorium Sala Verdi. Annunciati anche l’Instore Tour nelle Feltrinelli e una serie di Concerti Urgenti tra la primavera e l’estate

 

di Giuseppe Verrini
Alla conferenza stampa milanese di lunedì 17 aprile, Vinicio Capossela si presenta con un sorriso che lascia velocemente il passo ad uno sguardo un po’ più serioso, quello di chi sa di aver fatto centro, consapevole di aver qualcosa di importante di offrire al suo pubblico. Pochi convenevoli di rito e alla prima domanda su cosa troveremo nel disco, Vinicio racconta: "Sono canzoni scritte, prodotte e registrate nel corso dell'ultimo anno, in questo tempo di dubbio e di distanza, di fine del mondo servita al ritmo di un allarme al giorno dall’inizio della pandemia, da quando si è presa consapevolezza che il tempo per rimandare le questioni urgenti non è illimitato e reclama la nostra piena appartenenza al presente. È un disco musicalmente polimorfo, che alterna diverse forme, dalla folìa cinquecentesca al reggae and dub anni 90. Ci sono ballate, waltz, jive e anche un cha cha cha. E ci sono molti musicisti e molti strumenti musicali.”

Beh, diciamo quindi un bel po’ di carne al fuoco. Come bene anticipa il titolo di questo lavoro, sono canzoni che nascono dalla necessità di affrontare e confrontarsi con le problematiche più stringenti che affollano un mondo ormai supino, sprofondato sul divano di fronte alla continua spettacolarizzazione della realtà. Un mondo in cui ogni cosa, compresa l'emozione, è stata coperta sotto un velo che ha nascosto alla coscienza la preparazione della peggiore delle catastrofi: la guerra, con la vanificazione di ogni sforzo "culturale" volto a costruire una comunità di uomini liberi e uguali (argomento ben anticipato dalla prima delle canzoni urgenti, La crociata dei bambini, un brano contro tutte le guerre ispirato al poema di Bertolt Brecht ‘La crociata dei ragazzi’). Da qui è nata l'urgenza di testimoniare, di affrontare, di ricordare e urlare che riempie le canzoni di questo disco: si parla di urgenza etica, urgenza educativa, urgenza esistenziale, urgenza di un nuovo umanesimo egualitario, urgenza di verità oltre le mistificazioni correnti ("In guerra, la verità è la prima vittima", scriveva Eschilo). E al tempo stesso “Tredici canzoni urgenti” è un forte e appassionato appello al cuore dell’umanità. 

A fianco di molti ospiti reali, il disco è popolato anche da ospiti ideali, a partire proprio da quel “lucido decodificatore della Storia” che risponde al nome di Bertold Brecht, citato anche nel brano La parte del torto, quella che lo scrittore e drammaturgo tedesco affermava essere “di chi doveva lottare per la giustizia e la libertà sovvertendo il sistema borghese”, in contrapposizione ai “posti buoni occupati dai ricchi che detengono capitale e potere”. Nell’aria da duello western che permea la canzone di Capossela, questa contrapposizione oggi non esiste più perché i bisogni degli ultimi sono stati trasformati in paura dell’altro, legittimando “gli istinti più bassi, la legge del più forte, il razzismo e ogni forma di discriminazione nel nome della maggioranza e della Nazione”.

Insieme a Brecht l’ideale ospite d’onore di “Tredici canzoni urgenti” è Ludovico Ariosto, evocato in due brani. Il primo è Ariosto Governatore, una ballata ispirata alle lettere scritte durante l’esercizio del suo ruolo di governatore in Garfagnana, lettere che esprimono la frustrazione di non potere incidere su una realtà in cui il potente è sempre intoccabile e l’umile è oggetto di ogni vessazione. Il secondo, tornando sul tema della guerra, è invece Gloria all’Archibugio, una marcia di tono rinascimentale che rievoca ‘L’Orlando furioso’ e le guerre d’Italia, laddove Ariosto individua l’inizio di nuove e più terribili forme di devastazione nella rivoluzione operata dalle armi da fuoco, che secoli più tardi porterà agli ordigni di distruzione di massa.

La guerra alla guerra è l’unica guerra che bisogna combattere. E così, in forma di filastrocca circondata dal suono degli archi e dal pianoforte, in Staffette in bicicletta - con la partecipazione di Mara Redeghieri - Capossela celebra il lato più umano della Resistenza, la componente femminile formata da quelle donne che tenevano in vita la linea del fronte fornendo cibo, vestiti, assistenza logistica ma soprattutto calore umano: quel loro farsi madri, figlie, sorelle e compagne dell’umanità ci sia d’esempio e ci sorregga ora che sentiamo il mostro risorgere sotto i nostri piedi”. Il più celebre dei canti partigiani, Bella ciao, viene parafrasato da Margherita Vicario nell’incipit del brano La cattiva educazione, canzone che ci riporta a un’altra guerra di sopraffazione, compiuta spesso fra le mura domestiche, così come, nella solarità dei ritmi caraibici di Cha cha chaf della pozzanghera, quasi un gioioso inno di protesta in lode del bambino che è in noi, irrompe la malinconia per la perdita della fisicità che accompagna l’infanzia delle ultime generazioni, chiamate a conoscere il mondo più per interposizione tecnologica che per esperienza diretta.

A ritmo di swing invece viene inchiodata la struttura che sorregge questo mondo alla deriva, quel capitalismo predatorio di cui si canta in All you can eat, formula diffusa globalmente che privilegia l’idea del consumo, il consumare fine a sé stesso, mentre Minorità è una canzone che affronta un’altra drammatica urgenza dei nostri tempi, ovvero la situazione delle carceri, specchio fedele delle disparità sociali, istituzione che ha rimosso la rieducazione per collassare nella sola forma utile al sistema: la reclusione.

Di fronte a tutto questo, rimaniamo seduti Sul divano occidentale, illusi di essere parte della Storia in diretta, emotivamente coinvolti dalle pressioni create dal sistema dell’informazione, bombardati di “emergenze” fino a cadere esanimi aspettando la consegna del cibo ordinato a domicilio.

E invece dovremmo riscoprire il potere dell’immaginazione e fare ogni cosa Con i tasti che ci abbiamo, titolo della canzone che chiude il disco: da quello che c’è in cucina al pianeta che abbiamo a disposizione, fare con ciò che si ha e non con quello che si desidererebbe avere. Dovremmo individuare Il bene rifugio vero, come canta Capossela in questa “ninna nanna romantico-finanziaria”, non nei beni economici ma nell’amore, che è rifugio ma anche rivoluzione perché trasforma la fragilità in forza e oppone l’unione alla disgregazione generata dalla guerra. “Nella convinzione che le sole cose che contano sono quelle che non hanno prezzo, quelle che vengono donate” è necessario infine comprendere qual è stato, nelle nostre vite, Il tempo dei regali, titolo di un brano ispirato dal libro di PatrickLeigh Fermor, che in ultima analisi individua nella vita stessa il regalo più grande, soprattutto dopo due anni di confinamento pandemico.

“Tredici canzoni urgenti” è così un modo per il cantautore di condividere, attraverso la musica e le parole, l’unica cosa che ha da offrire, la propria urgenza di guardare insieme a un presente sempre più spaventoso e difficile da afferrare, di vincere la tentazione all’indifferenza e ritrovare lo spazio per l’impegno e il confronto, per non lasciare che la legge del più forte si imponga sulla Terra e il fatalismo ci travolga. Vinicio Capossela ci mette la faccia, cosa rara di questi tempi, e ci consegna uno splendido disco che una volta sarebbe stato definito “politico”, o come dice lui stesso “non ho mai scritto canzoni così esplicite”, che arriva direttamente ai nostri cuori esortandoci e regalandoci speranza “viviamo catastrofi ma la vita è un dono “.

“Tredici canzoni urgenti” è una produzione La Cùpa, su etichetta Parlophone per Warner Music Italy disponibile su cd, vinile e in digitale.

Preorder disponibile al link:  https://viniciocapossela.lnk.to/tredicicanzoniurgenti

 

Foto 1 e 2 di Jean Philippe Pernot
Foto 3 e 4 di Guido Harari

 

 

 

Tracklist   Tredici canzoni urgenti

1. Il bene rifugio
2.
All you can eat
3. La parte del torto
4.
Staffette in bicicletta (feat. Mara Redeghieri)
5. Sul divano occidentale
(feat. Bunna, Sir Oliver Skardy, Raiz)
6. Gloria all’archibugio
7. Ariosto Governatore
8. La crociata dei bambini
9. La cattiva educazione
(feat. Margherita Vicario)
10. Minorità
11. Cha cha chaf della pozzanghera
12. Il tempo dei regali
13. Con i tasti che ci abbiamo

 

Crediti  TREDICI CANZONI URGENTI

Produzione artistica di Vinicio Capossela, tranne All you can eat e La parte del torto (prodotto con Don Antonio Gramentieri), La cattiva educazione (prodotto con Cesare Malfatti), Sul divano occidentale (prodotto con FiloQ e Andrea Lamacchia), Ariosto Governatore e Con i tasti che ci abbiamo (prodotto con Alessandro “Asso” Stefana).

Edizioni: La Cùpa srl

Missato da TaketoGohara con il Mobilis in Mobili, tranne All you can eat missato da Ivano Giovedì e Don Antonio Gramentieri al Waveroof Studio (Castel Bolognese - RA), Sul divano occidentale, missato da FiloQ al Balena Studio (Genova)
Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio (Tredozio - FC)

Produzione esecutiva: La Cùpa srl

Parole e musica di Vinicio Capossela, tranne Gloria all'Archibugio e Cha cha chaf della pozzanghera: musica di Vinicio Capossela e Raffaele Tiseo; La crociata dei bambini: testo liberamente tratto dal poema di Bertolt Brecht La crociata dei ragazzi (Kinderkreuzzug 1939)

Artwork, direzione creativa, illustrazioni, frasi tratte a cura di Jacopo Leone (Aussi Etc.)

Impaginazioni esecutive a cura di Federica Italiano (Yuki Creative Studio).

Vinicio Capossela ci rivela che “Per presentare un disco urgente abbiamo scelto la forma più urgente di tutte: eseguirlo in pubblico con tutti i musicisti coinvolti la sera prima dell'uscita, in una sala da musica senza orpelli: l'auditorium Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Ci saranno archi, ance, ottoni, strumenti elettronici, musiciste e musicisti e voci ospiti: Mara Redeghieri, Margherita Vicario, Irene Sciacovelli, Sir Oliver Skardy, Cesare Malfatti, Don Antonio (Gramentieri), FiloQ, Andrea Lamacchia, Alessandro "Asso" Stefana, Piero Perelli, Taketo Gohara, Mauro Ottolini, Michele Vignali, Daniela Savoldi, Enrico Gabrielli e il Maestro Raffaele Tiseo che molti brani ha formato e arrangiato. “

 

 

 

 

Vinicio Capossela presenterà il disco con un INSTORE TOUR con firmacopie in collaborazione con Feltrinelli, queste le date in programma:

 

 

 

22 aprile Bologna con Ermanno Cavazzoni (ore 18.00 laFeltrinelli P.zza Ravegnana
c/o LabOratorio San Filippo Neri)

24 aprile Parma con Diego Sorba (ore 18.00 laFeltrinelli Via Farini c/o Colonne 28)
26 aprile Firenze con Sandro Veronesi (ore 18.00 laFeltrinelliRed P.zza della Repubblica)
27 aprile Roma con Marianna Aprile (ore 18.00 laFeltrinelli via Appia)
05 maggio Bari con Antonella Gaeta (ore 18.00 laFeltrinelli via Melo
08 maggio Napoli con Gian Maria Tosatti (ore 18:00 -  Feltrinelli c/o Foqus).

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Dopo il concerto di presentazione del disco in anteprima il 20 aprile al Conservatorio di Milano, seguiranno una serie di CONCERTI URGENTI in primavera ed estate.
Queste le prime date confermate:

RICCIONE (RN) 23 Aprile
“Non ho da offrire che parole”
Concerto bibliopedico
Piazzale Ceccarini 11 ore 18.00
Ingresso libero 
GATTATICO (RE) 25 Aprile
Festa della Liberazione a Casa Cervi
VINICIO CAPOSSELA e MARA REDEGHIERI
Ore 12.00 
TORINO (TO) 25 Aprile
“Voi che passate il testimone”
Concerto omaggio alle staffette partigiane
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto ore 21.00
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
www.fondazioneperlaculturatorino.it 
FIESOLE (FI) 9 luglio
Teatro romano di Fiesole ore 21.15
Estate Fiesolana 
PESARO (PU) 13 luglio
“Lonely Planet UlisseFest”
Piazza del Popolo ore 21.30 
BRA (CN) 28 luglio
Attraverso Festival
Parco della Zizzola ore 21.00
BARD (AO) 29 luglio
Forte di Bard ore 21.30 
CASSANO ALL’IONIO (CS) 2 agosto
Armonie d’Arte Festival ore 22.00 
MESAGNE (BR) 3 agosto
Piazza Orsini ore 21.00

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